Ti ripeto, non sono ferratissima in materia di politiche demografiche e loro implicazioni pratiche nella vita di tutti i giorni, sul breve e sul lungo e periodo. Ma io ti dico, non è tanto una questione di farli nascere, questi figli che mancherebbero all'appello dell'Istat, quanto, piuttosto, ci sarebbe da chiedersi: che qualità di vita avranno in futuro questi nuovi nati? Quali occupazioni?
I sussidi che danno alle famiglie non risolvono il problema, ora come ora. Ti assegnano sì e no 100 € al mese per figlio a carico. Ma solo se hai un redditto praticamente da fame! Quindi permettimi di osservare che queste politiche rischiano di andare ad incentivare il figliare a sproposito in fasce della popolazione disagiate, che vedono un'opportunità economica nel fare figli! Roba da -come la chiamo io- "concezione zingara della prole". Perché poi bastano 100€ a figlio al mese! Pensi che ti bastino per garantirgli una formazione, una buona integrazione sociale, l'accrescere il proprio bagaglio culturale?
Anche se assumiamo che sia fisiologico che da operai generalmente nascano futuri operai, quindi facciamo scomparire tutte le ipotesi di esperienze di crescita personale/formativa, però il problema è che ora a scarseggiare è soprattutto il lavoro operaio.
Dove li mandi poi quei figli in più? In Somalia? A bonificare paludi?