Cono e la solita "saggezza post cannetta".
Saggezza del "non ho bisogno del superfluo, addirittura del necessario (vestiario-tetto-cibo), perché ho dio e il thc di divina provenienza mi fa vedere tutte le cose non ho, quindi non devo affannarmi a procurarmele nella realtà ". Fare paragoni, analogie tra umani e gigli vien da sé, a questi livelli...
Ho capito. Ti fai tentare anche tu dalla filosofia postcannetta, di cui sopra?
Una ricchezza che non sia quella dei mafiosi, e di altre categorie assimilabili, non è uguale a quella di un Ferrero (la Nutella) o di una/o stilista qualsiasi. Se vogliamo prendere in considerazione solo i livelli più alti della ricchezza patrimoniale.
Affannarsi per qualcosa costantemente senza magari risultati, o con essi, ma riempirsi di problemi -per i soldi- e andare a condurre una vita pericolosa/piena di pensieri, non è l'ideale. Però c'è da considerare che magari uno/a ha aspirazioni diverse dalle tue, vuoi per una ragione o per l'altra (tra cui voglia di riscatto sociale), e valori diversi. Per cui vive per accrescere il proprio patrimonio. È un valore anche questo. Se pensi ai risultati. Se ciò viene combinato con una vita effettivamente agiata e questa ricchezza è sicura, pulita, (non legata al crimine organizzato, ecc.) e collegata a qualcosa che ci piaceva fare, ad un nostro talento (che poi ci ha anche fruttato nei soldini), non vedo le controindicazioni.
Alcuni imprenditori possono essere persone con problemi di salute legati alla loro attività (e poi, di riflesso legati a questa "bramosia di verdoni"), perché in Italia... solito discorso.
Insegui, fai, vinci la concorrenza, taglio da parte delle imposte. Insegui, fai, ...







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