quello che ti sfugge è che io ho già una mia posizione "forte", diversa dalla tua, in cui il sentimento è esattamente quello che tu supponi mancarmi, e cioè della gratitudine;
senza escludere che ve ne siano di migliori, sono soddisfatto del piatto che ho scelto e, a dirla tutta, le smorfie che fai nel gustare il tuo mentre mi chiedi di ordinarlo anche io, perché sarebbe tanto buono, mi confermano che faccio bene a sbagliare da solo, eventualmente;
sei certamente una brava persona, in buona fede; ma la tua testimonianza che si esprime qui non comunica gioia alcuna, è quasi sempre incentrata sulla censura delle vite altrui, sul sospetto, l'illazione sui motivi peccaminosi dell'agire altrui, futili, egoistici, ecc...
non comunichi il sentimento di chi si senta davvero amato, ma angoscia, sovraccarico di tensione accumulata nel tentativo di controllare ciò che non si può.







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