Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
che molte persone, poco istruite o in mala fede, finiscono per credere a mitologie identitarie false e farsi la guerra sulla base di quelle; gli esempi sarebbero migliaia; se vai a vedere, la maggior parte di quelle che sono note come tradizioni secolari, sono invenzioni ottocentesche create di sana pianta per puntellare il nazionalismo etnocentrico, che prima praticamente non esisteva.
Ok

Citazione Originariamente Scritto da Yele Visualizza Messaggio
Che se tutti si rendessero conto che l'identità non è un monolito, ma una costruzione dinamica, un fiume con infinite diramazioni, forse non esisterebbero discorsi del cavolo sulla "difesa dell'identità" e sulla "paura di perdere l'identità".

Cioè non è che se un ragazzo di Milano si fa crescere i rasta, allora improvvisamente diventa giamaicano, semplicemente sceglie di prendere in prestito un elemento stilistico comune in altre parti del mondo, ma rimane milanese. Così se un catalano parla il castigliano, resta sempre catalano, qualunque cosa voglia dire "catalano" in un mondo in cui in 24 ore vai dall'altra parte del mondo e ti puoi trasferire in Nuova Zelanda, perché a scuola hai studiato inglese e non te ne frega niente della storia della catalogna

Mah, io provengo da una famiglia e da un contesto spiccatamente nazionalisti: non che ci richiamiamo a qualche tradizione particolare, ma la conservazione della nostra lingua e della nostra cultura è stata una priorità sin dal XIX sec, per non parlare del fascismo che ci ha voluto cancellare come Franco ha vietato l’uso del catalano. Ed anche nel periodo postbellico ci fu un' italianizzazione forzata. Voglio dire, la mia lingua sarà anch’essa indoeuropea, ma è mia e nostra nelle forme in cui si è conservata e senza la difesa della nostra identità saremmo stati cancellati dalla faccia della terra in poco tempo.

Credo che il miglior futuro che possiamo auspicare è la tutela di tutte le lingue e culture esistenti nelle forme in cui si sono conservate, anche se sono frutto di innesti, incroci e contaminazioni. Mi dirai: verranno soppiantate dall’inglese e dalla globalizzazione: vedremo, dipende da noi.


Citazione Originariamente Scritto da Yele Visualizza Messaggio
esatto.

Cioè la pizza è "italiana" visto che contiene il pomodoro importato dalle americhe ? La polenta è "veneta", se il mais è venuto dal centro america ? La parmigiana di melanzane è "italiana", se le melanzane ce le hanno portate gli arabi ? Il caffè è "italiano" se l'abbiamo avuto dagli arabi ?

”Prima lezione di antropologia” di Ralph Linton

“Il cittadino americano medio si sveglia in un letto costruito secondo un modello che ebbe origine nel vicino Oriente. Egli scosta le lenzuola e le coperte che possono essere di cotone, pianta originaria dell’India; o di lino, pianta originaria del vicino Oriente; o di lana di pecora, animale originariamente addomesticato nel vicino Oriente; o di seta, il cui uso fu scoperto in Cina. Tutti questi materiali sono stati filati e tessuti secondo procedimenti inventati nel vicino Oriente. Si infila i mocassini inventati dagli indiani delle contrade boscose dell’Est, e va nel bagno, i cui accessori sono un misto di invenzioni europee e americane, entrambe di data recente. Si leva il pigiama, indumento inventato in India, e si lava con il sapone, inventato dalle antiche popolazioni galliche. Poi si fa la barba, rito masochistico che sembra sia derivato dai sumeri o dagli antichi egiziani. Tornato in camera da letto, prende i suoi vestiti da una sedia il cui modello è stato elaborato nell’Europa meridionale e si veste. Indossa indumenti la cui forma derivò in origine dai vestiti di pelle dei nomadi delle steppe dell’Asia, si infila le scarpe fatte di pelle tinta secondo un procedimento inventato nell’antico Egitto, tagliate secondo un modello derivato dalle civiltà classiche del Mediterraneo; si mette intorno al collo una striscia dai colori brillanti che è un vestigio sopravvissuto degli scialli che tenevano sulle spalle i croati del XVII secolo. Andando a fare colazione si ferma a comprare un giornale, pagando con delle monete che sono un’antica invenzione della Lidia. Al ristorante viene a contatto con tutta una nuova serie di elementi presi da altre culture: il suo piatto è fatto di un tipo di terraglia inventato in Cina; il suo coltello è di acciaio, lega fatta per la prima volta nell’India del Sud, la forchetta ha origini medievali italiane, il cucchiaio è un derivato dell’originale romano. Prende il caffè, pianta abissina, con panna e zucchero. Sia l’idea di allevare mucche che quella di mungerle ha avuto origine nel vicino Oriente, mentre lo zucchero fu estratto in India per la prima volta. Dopo la frutta e il caffè, mangerà le cialde, dolci fatti, secondo una tecnica scandinava, con il frumento, originario dell’Asia minore.
Quando il nostro amico ha finito di mangiare, si appoggia alla spalliera delle sedie e fuma, secondo un’abitudine degli indiani d’America, consumando la pianta addomesticata in Brasile o fumando la pipa, derivata dagli indiani della Virginia o la sigaretta, derivata dal Messico. Può anche fumare un sigaro, trasmessoci dalle Antille, attraverso la Spagna. Mentre fuma legge le notizie del giorno, stampate in un carattere inventato dagli antichi semiti, su di un materiale inventato in Cina e secondo un procedimento inventato in Germania. Mentre legge i resoconti dei problemi che si agitano all'estero, se è un buon cittadino conservatore, con un linguaggio indo-europeo, ringrazierà una divinità ebraica di averlo fatto al cento per cento americano”.
Divertente!