Citazione Originariamente Scritto da Arcobaleno Visualizza Messaggio
Veniamo a un esempio concreto, sennò non ne usciamo. Se Dio prescrive la circoncisione, di non mangiare carne di maiale, di sacrificare delle colombe per espiare delle colpe, ecc. come nella religione ebraica, l'ateo farà queste cose? Mai. Nella vita civile può darsi che credente e ateo possano avere un comportamento simile, ma solo il credente obbedirà a ordini specifici da parte di Dio.
Un altro esempio è quello della religione cristiana con battesimo e celebrazione eucaristica nel corso di una cerimonia festiva. L'ateo non parteciperà mai attivamente a cerimonie simili.
Dio si può aspettare di più da un credente o da un ateo?
capisco, ma il ragionamento non farebbe una piega solo se esistesse una sola religione e confessione;

ma nella realtà allora non dovresti prenderti la libertà di non circonciderti o mangiare maiale; né di ammettere divorzio ed eutanasia; è abbastanza ridicolo censurare l'ateo perché non si conforma alla ritualità e invece ammettere ritualità diverse che discendono da concezioni conflittuali tra loro; altrimenti ci sarebbe una sola religione;
se esiste una molteplicità di religioni e precettistiche diverse, conflittuali tra loro, come in effetti è, ognuno ha il suo dio personale ed è trasgressore della legge agli occhi altrui per essersi preso la libertà di adottare quello o quell'altro testi che gli altri non riconoscono;

a questo punto, se io chiamassi "Dio" una mia personale morale sincretistica e inderogabile, desunta da una serie di testi e idee di mia scelta - esattamente come te che citi testi di tradizioni diverse - tu non dovresti avere nulla da ridire;

Guarda questo forum, prescindendo dalla partecipazione a riti: Vega e Crep potrebbero essere entrambi bravi cittadini, ma l'una continua a incolpare Dio, l'altro apprezza ciò che Dio ha fatto.
qui compi due errori di comprensione:
a) essere bravi cittadini significa rispettare la legge civile; ma loro potrebbero essere di più, e cioè brave persone, comportarsi in modo pio al di là degli obblighi, e se esistesse un dio come quello generalmente inteso nella tradizione testamentaria questo varrebbe certamente più di tante ritualità;

b) Vega non "incolpa" Dio, visto che non ci crede; non avrebbe alcun senso; sta solo facendo emergere una contraddizione di natura logico-teologica di certi impianti dottrinari; se non capisci il punto, se fuori dal binario dialettico di una discussione ordinaria; tu sei certamente una persona intelligente, e ti rendi perfettamente conto che se fraintendessi il senso in questo modo nella vita civile rischieresti un TSO, per manifesta incapacità;

Dio potrà valutare allo stesso modo questi due comportamenti opposti, perché tali sono? Io dico di no.
benissimo, è quello che credi; io rispetto questa tua idea, ma non la condivido, né la condividerei se fossi credente;

Ridurre gli atei a uno sparuto numero di persone, a una èlite mi pare non corretto. Anche solo tra gli iscritti a questo forum mi paiono più numerosi.
da pochi decenni la secolarizzazione ha diffuso, se non l'ateismo, posizioni e idee diverse e intermedie;
ma in tutta la storia dell'Occidente e del Vicino Oriente, non esistevano persone che per nascita non fossero affilate ad una comunità religiosa, educate da credenti;
Molti, probabilmente, nella storia sono stati credenti di comodo, ossia solo per avere posizioni altrimenti negate. Questi non possono essere elencati tra i credenti in promesse che vanno oltre la vita corrente.
Insomma parlerei di credenti solo di nome, ma non di fatto. Falsi credenti.
eh, e qui cadono tutti; credente può essere solo chi si dichiari tale; altrimenti, ogni bischero potrebbe negare la qualità all'altro in base al proprio personale apprezzamento; cioè, liberissimo tu di pensarlo, ma su queste basi non si può discutere di nulla, poiché non c'è un criterio convenzionale, uniforme;
chi può dire in che misura sia stata genuina la fede di qualcun altro, senza essere egli stesso Dio ?