certamente; tutti esprimiamo giudizi di valore, in piena libertà;
e spesso è anche necessario e giusto condannare, mettendoci la faccia, argomentando anche in termini di valori non negoziabili;
il punto che sollevo però riguarda l'occultamento dei quei valori sotto un velo di mera preferenza individuale, per sottrarli al confronto;
cioè, se mi dici "io credo", mi sta bene;
ma se dici che il Creato risponde ad un determinato ordine intelligente, che si desumerebbe da elementi oggettivi, pertanto oggettivamente veri, e che implicano determinati valori, il fondamento di questi ultimi non è più la tua volontà, pari alla mia, bensì quegli elementi oggettivi, che si imporrebbero con la loro forza logica; e, a quel punto, su quella devi discutere;
cioè, hai messo sul piatto un valore - e la capacità di imporlo come "vero", fondato - col rischio di perderlo, se il tuo punto logico è più debole di quello degli avversari; non puoi pretendere di alzare la posta, ma in caso di sconfitta invalidare la mano perché le gerarchie dei punti sono soggettive; così son buoni tutti![]()







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