quello che si dovrebbe desumere dal passo successivo:
quando "provi ad interpretare le Scritture" cerchi di identificare un senso di quell'ordine;
quello che ne esce è una postulazione di valore;
poi, ti puoi atteggiare in modo dialogante o meno, ma in via generale le religioni - perché di queste si parla, non di crepuscolo - tendono al dogmatismo, benché spesso senza un'autorità in grado di dire l'ultima parola;
valore è qualsiasi giudizio di non indifferenza, religioso o laico non importa;
la differenza è solo che se il valore religioso pretende di trovare conferma nel dato sensibile - che sia un testo o la natura - allora quel dato sensibile, oggettivo, deve mostrare una coerenza; altrimenti va a zampe all'aria tutto il sistema;
e allora, sarebbe meglio incentrare tutto sul sentimento, sulla coscienza;
nei fatti, è quello che intuisci, ma sei come un gabbiano educato ad essere un tacchino e non provi nemmeno a volare fuori dall'aia; ma sono comunque fatti tuoi, eh...







, ma lasciando perdere il poker, quale sarebbe questo valore che ho messo sul piatto?
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