in verità , le cose stanno all'opposto di quanto affermi, perché non sai:
la punizione dell'apostasia in alcuni paesi islamici è solo una circostanza meramente politica, dato che nell'Islam non c'è alcuna autorità dottrinaria centrale in grado di pori come interprete autentica del Corano;
e non è affatto vero che la Chiesa cattolica lasci al singolo una libertà sufficiente a non applicare, sempre da parte del singolo, quei precetti che egli senta ingiusti perché contrari al proprio modo di sentire, come affermi, ma proprio il contrario: il cattolico è tenuto ad obbedire al Magistero, e se un cattolico si recasse al S. Uffizio - vabbè, ora si chiama diversamente, ma quello è... - sostenendo di poter derogare legittimamente ai precetti del Magistero, verrebbe immediatamente scomunicato;
la Chiesa cattolica si distingue tra le altre confessioni cristiane e fedi testamentarie proprio per essere l'unico ente che si auto-investe di una soggettività direttamente divinizzata, tale da poter pretendere quell'obbedienza, ancorché oggi sfumata e modulata;
le altre "chiese" si ammettono come esclusivamente pastorali, entità dotte, ma umane e non autoritarie;
e il fatto che l'apostasia di un cattolico non possa dar luogo a punizioni ulteriori è, anche in questo caso, un dato meramente politico; perché finché ha potuto, la Chiesa cattolica impediva e puniva l'apostasia, e chi sia stato battezzato viene comunque considerato cattolico a vita, esattamente come fanno i musulmani coi loro.







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