Andando sempre ovviamente per simbolismi, Satana -io penso- rappresenta il cosiddetto "male", personificato in un'entità che apparentemente ci allontana da Dio ma che in realtà rappresenta un passaggio obbligato per portarci a Lui (non occorre, Cono, che ora ci riporti il passaggio testamentario dell'incontro di Cristo col diavolo nel deserto). Un Satana quindi al servizio di Dio anche lui. In soldoni rappresenta tutti gli egoismi, gli attaccamenti, i desideri materiali che offuscano l' essenza spirituale, l'Anima, comunque presente in ognuno di noi. Da qui nasce anche il famoso concetto di "peccato" del quale la dottrina cattolica si è sempre servita per mettere a tacere i fedeli e impedire ogni seria ricerca interiore. Non esiste il peccato, esistono le sperimentazioni più o meno sbagliate che sono assolutamente necessarie per arrivare ad affinare il proprio livello, la propria conoscenza, il vissuto di amore (l'abusato vocabolo). E la Chiesa ha lavorato tantissimo sui nostri sensi di colpa, fin da quando eravamo piccoli, imponendoci di confessare anche l'innocente pugnetta sfogo naturale e necessario della prima scoperta della sessualità. Così come attualmente sta lavorando su questi complessi di colpa, ad esempio cercando di farceli vivere riguardo l'attuale invasione dell'immigrazione clandestina. Con l'interessato ausilio della sinistra sinistrata.







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