Cosa intendi dire che il timore di un castigo o la prospettiva di un premio futuro influenza a priori le scelte dei credenti e di tutti noi ma se tutto è già predestinato non esiste una reale a libera scelta?
Per essere virtuosi e onesti, cioè agire nel bene, non è necessario credere a castighi e premi futuri, è vero che se si ruba, sapere di finire in galera e consapevoli di essere sotto al controllo di telecamere, oppure di un Dio che vede tutto, può influenzare le nostre azioni, ma si può essere a prescindere "virtuosi" nel senso che si crede in un'etica e valori di rispetto degli altri, delle cose altrui, senza bisogno di credere in inferni e paradisi oppure di temere di finire in galera. Cioè se io credo che un'azione secondo la mia etica è sbagliata, eviterò quell'azione perchè ci credo, non sarà la punizione il deterrente, non so quanti possano essere così ma esistono casi in cui a costo di pagare con la vita non si ubbidisce ad un ordine di uccidere, oppure chi trova un portafoglio e lo restituisce senza voler premi, sono solo esempi.se rifletti un momento, una persona che creda davvero in un dio giudice onnipotente e onnisciente non potrebbe mai essere davvero virtuosa, onesta, a fronte del castigo certo in caso di trasgressione; quale impiegato di banca si intascherebbe le mazzette di banconote, sapendo che tutti i movimenti sono controllati e filmati ? questa non è libertà, né virtù;
per affermare la virtù e la libertà di scegliere, paradossalmente devi proprio escludere la possibilità di pensarti in un negoziato con quel dio a cui credi, io faccio così in cambio di qualcosa...
ovviamente, questo della predestinazione è un escamotage molto mediato ed espresso dalla cultura di 5 secoli fa e antecedente, e va preso per quel che è; ma va incontro a tante altre questioni, come l'eterogenesi dei fini, e cioè che tu, agendo in buona fede puoi produrre risultati diversi ed opposti da quelli intesi; quanto sei colpevole e sbagliata ?
ecco, solo per accennare all'ampiezza delle questioni...
Quindi mi par di capire che un credente temendo punizioni e in vista di paradisi agirà non sulla base di una "virtù" di onestà ma perchè teme un castigo. Può essere per qualcuno, in effetti può influenzare il comportamento, ma non credo sia così per tutti.







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