certo, questa, comprensibilmente, è una tra le percezioni possibili, che a te colpisce; poi, però, la realtà è molto più complessa e stratificata; per un mero dato statistico, una buona metà di quegli entusiasti delle salvinate è cliente o fratello, mamma o figlia dei clienti dello spacciatore, vista la diffusione del consumo di coca, che è da sempre una sostanza prevalentemente "di destra", consumata da chi ha o ambisce ad un reddito e uno stile di vita di un certo tipo e tenore ideologico; il consumatore "di sinistra" di solito si rintrona di canne;
molti sono altrimenti fruitori del lavoro dei "clandestini", dalla badante, all'aiutante alla bancarella, fino agli imprenditori che commissionano lavoro a terzi; e guarda che non criminalizzo questi fruitori, perché a volte non c'è altra soluzione;
però, è curioso che proprio questi ambienti salvinati o melonizzati poi insorgano quando si vuol limitare il contante, che è il veicolo indispensabile e ovvio degli affari della microcriminalità; e nemmeno criminalizzo questa incoerenza; siamo un popolo con troppe abitudini illecite diffuse, che non ama la legalità, l'ingerenza dell'autorità, i controlli; quindi si predispone ad avere anche un'illegalità sotto casa;
sottolineo questo per spiegare il perché poi questa schizofrenia politica produca roboanti proclami ma sostanziale immobilismo, sotto il quale si negoziano fini molto diversi;
tutto teoricamente e apparentemente vero, come ho commentato a Turbo;Quindi se da un lato il gesto è una pagliacciata e vista come incitamento all’odio razziale, propaganda elettorale, dall’altro può essere vista come una pagliacciata per portare l’attenzione su criminalità e degrado di certe zone e propaganda elettorale.
Il problema è che la gente non ha più fiducia nella giustizia, nelle istituzioni e nella politica, Salvini coglie il malcontento e lo usa per riempire le piazze, perché è evidente che il Pd non piace, non piace neanche questa continua instabilità politica che quasi ogni anno, crisi di governo, scissioni interne ad un partito o altro porterebbero a nuove elezioni se non che prima sputi veleno sull’opposizione e poi ti allei col nemico per abbatterne una parte pur di non andare a nuove elezioni.
Se il Pd non cambia non è più credibile, come non è credibile manco il M5S, soprattutto quando, come è accaduto per il PD, è uscito dalla porta per volere della maggioranza degli italiani ed è rientrato dalla finestra.
Fa sembrare che l’espressione della volontà del popolo non conti nulla e che tutti vogliono restare aggrappati alle proprie poltrone.
Se Salvini ha ottenuto tanti consensi finora e voti una ragione ci sarà, la maggior parte della gente non crede più nei PD e non si sente più rappresentata negli interessi dai partiti dell’attuale sinistra.
ma vittorie e sconfitte si possono analizzare da un altro punto di vista, sostanziale e più di ampio respiro; partiamo dalle elezioni del 18:
bene, le hanno vinte due partiti che si proponevano esplicitamente una critica radicalissima all'UE, le sue regole e assetti, e la prospettiva di uscita dall'euro; nel caso del M5S si è trattato degli ultimi fuochi del pensiero assistenzialista; il messaggio era: se potessimo tornare alla sovranità monetaria, stamperemmo soldi e lo stato tornerebbe ad essere quella Provvidenza che è stata per decenni;
nel caso leghista, la cosa era ancora più surreale; primo per l'assurdità politica dei progetti di alleanza sovranista con paesi i cui interessi sono opposti ai nostri: i Visegrad prendono soldi, rifiutano le loro quote di immigrati e fanno dumping fiscale, offrendo terminali a chi disloca le aziende dal nord-est;
ma, soprattutto, conoscendo bene la gente del nord profondo, è da escludere che quelli abbiano la minima propensione a mettere a rischio risparmi e attività; possono essere, diciamo, culturalmente rustici, ma anche l'ultimo, non dico mobiliere, ma tappezziere di Trezzano o Bernareggio, o grossista di scarpe del Brenta immaginano e percepiscono già con l'epidermide la montagna di casini burocratici e costi che comporterebbe l'eurexit; siamo molto lontani dall'antropologia dei pensionati o operai sig.ri Jones delle Midlands...
ora, se parti da quel punto e vedi come è il quadro politico di oggi, con tutte le opzioni, chi ha davvero vinto ?
a) i 5S hanno votato la von der Leyen e si sono convertiti all'europeismo, con qualche critica pro-forma; peraltro, il pirla prima del voto era felicissimo di questa candidatura, che rimpiazzava quella socialista dell'olandese-romano Timmermans, grande amico dell'Italia, avendo vissuto a Roma da ragazzo;
b) nessuno più persegue alleanze coi Visegrad, Polonia, Ungheria, Slovacchia e Cèchia, i cui leader peraltro hanno ridicolizzato il pirla, perché al momento della verità, tutti allineati e coperti nel PPE, accanto alla Merkel; il popolino salvinizzato percepisce poco; ma i grandi elettori d'area, quelli con un ruolo decisionale, hanno realizzato presto l'idiozia di quella posizione; se stai a Schio e produci i freni e i differenziali per la BMW, ogni sera partono tre TIR per la Baviera, che non devono fermarsi per controlli e scartoffie a frontiere che non esistono più; e non vuoi che BMW trovi più conveniente affidare la produzione ad una ditta di Katowice; per questo, alla fine dei conti, il PD è odiato, ma la sua prudenza, oramai democristiana, molto meno, vista come rassicurante da molti, nonostante l'avversione antropologica;
piuttosto, il titolare di una gastronomia di Treviso che ha la figlia laureata in storia dell'arte e disoccupata sarà più allettato dal progetto autonomista di graduatorie scolastiche regionali, dove [I]prima i veneti..!/I]; oggi, però, al contrario del marzo 18, questa cosa la percepisce anche la laureata in storia dell'arte di Catania che fa i concorsi; lei e tutta la famiglia di elettori pentastellati; per questo tengono il PD al governo, anche loro nonostante tutto il pregresso di ostilità e rancore;
quindi,m è vero che la sinistra è minoritaria, il PD ha deluso, ecc... ma è anche vero che tutta questa tempesta, dal marzo 18 ad oggi, alla fine ha prodotto un massiccio rientro nei ranghi della normalità politica: non si parla più di Italexit, e tutte le questioni sono rientrate nei ranghi dell'ordinario dibattito di un paese atlantico, europeista, che per la stragrande maggioranza dell'opinione pubblica deve farsi sentire a Bruxelles, ma saldamente dentro;
chi ha vinto davvero, in termini di imposizione di agenda e soluzioni ?
come sempre, nella sostanza vince chi è capace di stare vicino al centro, perché se vuoi governare non puoi essere troppo divisivo, spaventare in troppi;
pure l'emergenza immigrati, è passata da anni, dai tempi di Minniti; è rimasta una cosa di propaganda che fa leva sulla diffidenza e paura della vecchina ottuagenaria per il nègher che chiede l'elemosina davanti al verdumaio all'angolo della strada.







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