Citazione Originariamente Scritto da xmanx Visualizza Messaggio
Esiste, ma non in modo così marcato come si vuole far credere.
Sai qual è il problema vero del maschio?
E' l'incapacità di elaborare delle frustrazioni attraverso il linguaggio, la parola, l'introspezione sana invece che con la forza fisica. E c'è una maggiore incapacità, rispetto alle donne, a elaborare il lutto della perdita. Basta vedere il numero spropositato di suicidi dei maschi che, spesso, seguono l'omicidio della compagna.
Se un uomo/maschio si uccide dopo aver ucciso la compagna è del tutto evidente che il delitto non è dovuto a una cultura repressiva nei riguardi delle donne in quanto donne (come dici tu)...ma è legato a un profondo senso di frustrazione e alla incapacità di elaborare il lutto della perdita.

Questa non vuole essere una giustificazione, ovviamente. Ma è del tutto evidente che affermare che "l'uomo uccide perchè vuole reprimere la donna in quanto donna" è una lettura semplicistica e superficiale delle dinamiche psicologiche che determinano questi tipi di delitti.
Più impreparati che repressivi dunque affermi tu, non so, forse in quei casi, quando poi l'uomo si toglie la vita talvolta sì, forse è così, oppure si rendono conto di quello che hanno fatto e magari non sanno che in galera per tutta la vita non ci finiranno mai e si fanno prendere dal panico con la prospettiva di una vita da carcerato.
Non so, non ho idea di cosa possa passare in quelle teste.

Ma perché arrivare ad uccidere la compagna? E' davvero così automatico? Non so gestire i sentimenti e divento violento/a? O forse è il risultato di una sequela di violenze che si ripetono e magari vanno via via peggiorando fino all'inevitabile? E queste violenze trovano "giustificazione" in un substrato culturale?