il fraintendimento sta nell'attribuire un giudizio, "negativo", alla mera rilevazione di un dato di fatto; come se dire ad un inglese che gli Stati Uniti non sono più una colonia implicasse un giudizio malevolo sul Regno Unito;
esatto; il 99% intende come legge il semaforo;Il fatto non è (non esiste) in se stesso ma in ciò che noi intendiamo o vogliamo far intendere, per questo abbiamo bisogno delle convenzioni ( semaforo rosso), ma la convenzione fa tendere, secondo la gaussiana,
il fatto statistico mostra l'attitudine del significante, il segno, il semaforo, la parabola, ecc... a rappresentare univocamente un significato;
quando la statistica mostra una divergenza e ripartizione troppo ampie, vuol dire che quel significante è inadatto, con le conseguenze che osserviamo;
esattamente quello che sostengo io a fronte della Verità-norma che Cono sostiene come solida, inequivocabile;Tutto ciò andrebbe bene e sarebbe accettabile se parlassimo secondo la norma, semaforo rosso giallo e verde, ma nella religione, in teologia, in cristologia, in spiritualità non esistono norme proprio perché ogni volta che ne compare una non si riesce mai ad arrivare alla conclusione
qui la conosciamo perché ne hai parlato tu; io non ne parlerei mai; ma mi limito a commentare gli scambi altrui su quella, e non certo per farmi i fatti tuoi, ma per discutere le idee di rilievo morale che vengono evocate;Per quanto riguarda la sfera del privato, la vita affettiva delle persone, io la intendo diversamente da te e mi astengo, se non provocato, dal parlarne
non è la tua vita privata ad essere oggetto del mio commento, ma proprio l'opportunità che essa venga ad essere oggetto di disquisizione sulla morale;
mi pare ingeneroso equiparare la cosa all'atteggiamento di chi effettivamente esprima giudizi;
e ciò è talmente vero che addirittura tu stesso interpreti i miei interventi come tentativo di "difenderti"; non è così, ma evidentemente tu percepisci che non c'è ostilità da parte mia.







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