il picco storico fu quando Cioè allegò il poster di Raul Bova, esaurito in una mattinata; beh, in fondo, meglio di Corona, no ?![]()
questa direi che è una pre-condizione, necessaria ma non sufficiente; parte del percorso identitario che dovrebbe gestire le insicurezze e quelle proiezioni di identità che interpongono tante strumentalizzazioni alle relazioni;Il guaio peggiore, per tutti, ma soprattutto per le donne, è confondere il sano istinto sessuale con l'amore, riversando sull'ignaro portatore di pene un carico di aspettative francamente eccessivo. L'unico rimedio a questa malattia è la libertà sessuale e l'esperienza.
credo che la questione principale sia l'aggregato di obiettivi identitari, strutturati come funzionali; cioè, la persona giovane si autocensura come mezzo per raggiungere fini-feticcio di realizzazione, inevitabilmente deludenti; e questo lo fa per inevitabile educazione al risultato, finché ha davanti un futuro;Infatti, appena uscita fuori dalla parrocchietta sono guarita e davvero maturata. Se questa guarigione sia stata un bene o un male lo decideranno i posters
Quindi auspico che la mia progenie si senta libera di smontare sti miti prima dei 25, per poter scegliere il suo compagno di vita libera dal bisogno.
poi, la vita pone di fronte al presente e smantella quella finzione, costringe a scelte; quello che Cono fraintende di quanto legge dai suoi guru, come perorazione dei modelli tradizionali, è che quell'individualismo è paradossalmente una reazione della persona/massa proprio alla carenza di un nucleo forte autocentrato di identità, che crea insicurezza e angoscia di fronte alle scelte del possibile, inevitabilmente di compromesso;
in parole povere, una famiglia, una coppia, dei figli, sono sostenibili se la persona è ancorata ad un'identità forte che ha superato, metabolizzato il problema di emanciparsi, attraverso un legame passionale con l'esistenza, un vero spazio proprio in cui essere se stessi, e poter poi dedicare quell'identità alla condivisione; hai un lavoro, momenti di realizzazione e gioia creativa, sai chi sei, e puoi affrontare gli inevitabili sacrifici di una famiglia o di una coppia, senza quelle aspettative totalizzanti di cui scrivevi;
nella mia esperienza, ho visto una correlazione diretta tra presenza di questi ancoraggi - prima col lavoro, poi con la musica - e capacità di essere disponibili nella relazione con l'altro, in senso generale, non solo di coppia;
a occhio e croce, credo che se avessi figli - oltre allo studio e ad una fisicità e sessualità libera - mi adopererei molto perché coltivassero uno spazio creativo di gioco, una Settimana enigmistica di livello, una stanza mentale di totale immersione in qualcosa di gratuito, privo di utilità ma autosufficiente in termini di gratificazione; qualcosa per cui la persona-progenie possa dire: io sono questa e nessuno mi può togliere questa identità, questo ancoraggio;
per alcuni settori elitari o privilegiati il lavoro di responsabilità e potere, oppure creativo, è sufficiente; per le persone "normali" è necessaria la creazione di spazi appositi, bisogna ricavare una stanza dal salotto di rappresentanza, per dirla con l'agente immobiliare col collettone, il cravattone e le scarpe con la punta quadrata![]()








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