Ahahahahahaha no, non è questo il punto, amica Breakthru: E' che guardi alla questione solamente dall'angolo economico. Quando Recalcati parla di smarrimento del senso del trascendente, fa un discorso esistenziale. Filosofico. Sociologico. Infatti egli è uno psicoanalista...uno psicoterapeuta. Non un economista! E' chiaro: Se pensiamo che la Vita sia solamente qua, solamente una, senza aperture verso l'Infinito....càspita, conviene cavarsela, barcamenarsi, cercare di non affondare. Un Figlio solo, forse. Due sono già un "lusso" che pochi si permettono. Chi poi ne ha tre o quattro o addirittura cinque....diventa, per tale mentalità, un irresponsabile o un mentecatto.
L'ho sottolineato più volte: Esistono sicuramente anche le motivazioni economiche, le carenze di servizi, le lacune legislative, gli asili, i bonus. Ma sono altre e molto più profonde le ragioni della chiusura alla Vita. Quello è solo il contorno. Il succo è l'egoismo. Il nostro rinchiuderci nel privato. Aver eliminato Dio dalle nostre scelte di Vita. Il Dio che aiuta, che sovviene, che partecipa dell'esistenza umana. Parole, ormai per noi, senza più senso. Ed anche esulando dal discorso religioso, aver eliminato gli ideali, le aspirazioni grandi, il semplice concetto che se dài la Vita poi la ricevi in cambio. I Figli ci fanno vivere, ci "costringono" a uscire da noi stessi...dal nostro ombelico, dalle nostre egocentriche certezze. Stimolano le nostre speranze, ampliano i nostri ristretti orizzonti, mettono in moto la parte migliore, di noi. Che adesso è in letargo, letargo profondo. Per forza! Ci parlano solo di cifre, di numeri, di costi, di PIL. Ma la Vita, santiddìo, è molto altro, molto di più!







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