ma non sono in conflitto:
il never complain suggerisce di non mendicare un'attenzione che diventa sintomo di debolezza e spinge al rifiuto, oltre che al sospetto del chiagn'e fotti;
il never explain suggerisce di evitare l'excusatio non petita (accusatio manifesta), cioè a non porre su un piano di questionabilità e debolezza le proprie scelte;
la comunicazione - consapevole o inconsapevole - del proprio dolore è una circostanza molto delicata e piena di implicazioni in un mondo umano che non è quello idealizzato, in cui si fraintende la realtà per la favoletta che ci si racconta;
quando poi entrano in gioco le ambivalenze dei rapporti famigliari il rischio è lo stesso dell'autodiagnosi e prescrizione di farmaci, senza essere medici;
il rischio è che una volta che si è imparata una "parte" in commedia, il copione malefico condizioni tutto e tutti, a partire dalla persona in questione, che ha appreso ad esercitare un certo controllo e potere anche nella sua posizione di vittima; cioè, trae un beneficio dalla propria sofferenza, che paga in cambio di quel controllo, difficile da mettere in discussione, perché è diventato corazza;
poi i figli accumulano rancore e nevrosi, perché nel momento in cui desiderano essere felici "sentono" la mamma sacrificata, non la vogliono offendere con la loro felicità e si boicottano, malgrado le cose che quella può dire a belle parole; e se non hanno strumenti efficaci per rendere consapevole ed esplicito quel conflitto magari si ammalano, somatizzano, elaborano percorsi auto-distruttivi che sono un modo per punire i genitori in modo inconsapevole, mancando la capacità di comprendere e gestire emotivamente la circostanza.








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