da collezionista e venditore di oggetti da collezione, frequentatore di antiquari e mercati vari, ecc... mi sono sempre posto la questione del percorso affettivo intrapreso da chi accumula e/o colleziona;
ho visto diversi accumulatori bulimici, che il più delle volte hanno grandi disponibilità, creano massa critica in tempi brevi e facilmente giungono alla nausea, perché gli oggetti non hanno tempo per trasformarsi in idee;
il collezionista vero, al contrario deve avere anche una wunderkammer in testa, un ordine e un piacere che ripercorre quotidianamente, e sistemi di riferimento sedimentati e polivalenti, ricordi di occasioni, valori storici, ecc...
quando un oggetto rappresenta un'idea non rinnegata, di gusto, senso, ecc... è possibile anche liberarsene in una fase di ascetismo radicale; altrimenti è come buttare la copia del bisnonno di Guerra e pace;
certo, per la maggior parte delle persone, gli oggetti hanno solo un valore d'uso; che è la fortuna degli antiquari![]()







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