Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
eh... bravo; così ti tocca spiegare come sia possibile che nel mondo pre-cristiano ci fossero dei giusti, già salvi di loro, senza Cristo; cioè, la solita questione del condono;
se fai un condono, i casi sono due: o era sbagliata la legge prima, e quindi riconosci un tuo errore; oppure stai premiando chi abbia trasgredito e, di converso, dando dello scemo a chi abbia osservato la legge, con tanti saluti all'idea di giustizia divina;

da questa contraddizione puoi uscire solo dicendo che tutto è imperscrutabile e deciso dal primo istante da Dio stesso, che ha pianificato tutto, ivi incluse le azioni umane; pertanto, nessuno può obiettare su nulla che accade o sarebbe accaduto;
il prezzo di questa ciambella di salvataggio è la rinuncia alla pretesa libertà, e quindi dell'obbedienza ai preti sopra quella alla propria coscienza;

del resto, continui a incentrare tutto su Cristo, ma poi devi spiegare come sia possibile salvarsi a chi non crede, o crede diversamente, e questo non perché lo dica io, ma lo dice il tuo stesso papa;
se è vero quello che dice il papa, Cristo è solo una delle opzioni, non il centro della condizione umana;

qui il paradosso, non solo tuo, è che da oltre mezzo secolo vivi in una chiesa che è stata sostanzialmente obbligata, anche nelle forme, a porsi su un piano del pluralismo, ma ragioni come fosse ancora vigente il Nulla Salus... ed esponi tutto quel repertorio di argomentazioni pre-conciliari, che la Chiesa stessa oramai ritiene fuori luogo per la sua collocazione nella società.
Vorrei sapere di quale paradosso parli: Cristo è morto per tutti! Non certo solo per i cattolici o solo per i buoni, solo per i pii.....
Faresti prima a dire "Sono protestante e non condivido la Teologia della Chiesa"

"Nell’omelia il Santo Padre ha proposto una breve riflessione sulle letture liturgiche del giorno e, in particolare, sul brano del vangelo di Giovanni (11, 45-56) dove si leggono le parole del sommo sacerdote Caifa ai capi dei sacerdoti e ai farisei riuniti nel sinedrio e il commento dell’evangelista: «Gesù doveva morire per la nazione, e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi». Gesù è morto per il suo popolo ed è morto per tutti. Ma questo — ha notato il Papa — non va inteso nel senso della globalità: vuol dire che Gesù è morto per ciascun uomo singolarmente. Ogni cristiano deve dunque dire: «Cristo è morto per me».

È questa la massima espressione dell’amore di Gesù per ogni uomo. E dalla consapevolezza di questo amore — ha sottolineato Papa Francesco — dovrebbe nascere un grazie. Un grazie talmente profondo e appassionato che potrebbe anche trasformarsi in lacrime di gioia sul volto di ogni fedele."

Medesimo concetto lo puoi trovare nell'introduzione della "Fratelli tutti". Se Dio è PADRE, tutti quanti gli Uomini sono fra loro Fratelli. Anche te protestante ed io cattolico, in Cristo, siamo Fratelli