Citazione Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
Come ti ho sempre detto, c'è qualcosa della o delle religioni determinante per la scienza, concezioni religiose che sono entrate a fare parte del bagaglio di conoscenze scientifiche? No. E quindi le credenze personali di gente che si occupa di scienza non c'entrano un piffero.

Via Conino, ma che dobbiamo continuare all'infinito a ribadire il ribadito, con te che fai finta di non aver capito e letto mai le risposte?
Dacci un taglio, grazie.
Guarda che è proprio la Scienza che ci dice che da niente non può nascere niente....

«Parlare di origine del mondo porta inevitabilmente a pensare alla creazione e, guardando la natura, si scopre che esiste un ordine troppo preciso che non può essere il risultato di un “caso”, di scontri tra “forze” come noi fisici continuiamo a sostenere. Ma credo che sia più evidente in noi che in altri l’esistenza di un ordine prestabilito nelle cose. Noi arriviamo a Dio percorrendo la strada della ragione, altri seguono la strada dell’irrazionale»

CARLO RUBBIA
(citato in C. Fiore, “Scienza e fede”, elledici, Leumann (TO) 1986, p. 23).

Rispondendo ad alcuni amici scienziati, i quali si vantavano

di essere atei, Albert Einstein disse: "La più bella e profonda emozione che possiamo provare è il senso del mistero: sta qui il seme di ogni arte, di ogni vera scienza.
Chiunque crede che la sua vita e quella dei suoi simili sia priva di significato, è non soltanto infelice, ma appena appena capace di vivere.
La preoccupazione dell'uomo e del suo destino deve sempre costituire l'interesse principale di tutti gli sforzi tecnici; non dimenticatelo mai, in mezzo ai vostri diagrammi ed alle vostre equazioni.
Chi non ammette l'insondabile mistero non può essere neanche uno scienziato".

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