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Cara Bauxite, con intemerato vigore mi chiedi il tuo “epitaphion”, ma tu sei viva, spiritosa, arguta, perciò è meglio un epicedion, un componimento poetico scritto in elogio di un defunto, il cui scopo è piangerlo e commemorarne i pregi.
Non un epitaffio ti dono, ma la "consolatio", il componimento poetico che consola chi è in vita per tentare di alleviarne le sofferenze.
Ti va bene questo ?:
Chiunque tu sia viandante, che percorri questa strada consolare, non ignorare questo nobil marmo, fermati e leggi, considera come fu iniqua la mia sorte e com’è vano il mio lamento.
“Ci conoscemmo, e amammo ciascun l’altro fin dalla fanciullezza:
ci sposammo ma l’empia mano di Conus ci separò improvvisamente.
Oh, Dei infernali, siate gentili e misericordiosi verso di lui.
La sola cosa che io posso fare, sventurato, è stringermi a te, cara, nella tomba,
fino a che mi resta da vivere.
Credo che ciò ti sia gradito, se qualche notizia di noi giunge al Tartaro”.
Ultima modifica di doxa; 24-03-2022 alle 23:48
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