Citazione Originariamente Scritto da Arcobaleno Visualizza Messaggio
Considerato che molti disubbidiscono a Dio, credenti e non, non c'è nulla di male per i credenti sperare che l'ubbidienza porti i risultati delle promesse divine.
beh, invece un problema c'è, e parecchio importante:
se il credente si pone di fronte ad un dio-giudice onnisciente e onnipotente, obbedisce per timore del castigo, perciò non può essere davvero libero, e pertanto nemmeno "virtuoso";
puoi dire che sia "onesto" l'impiegato di banca che non si metta in tasca mazzette di banconote ? certo che no, perché quello sarebbe solo un idiota, visti i molteplici controlli incrociati;
invece, puoi dire che è onesto qualcuno che restituisce un portafogli pieno di soldi, potendo tranquillamente tenerseli senza alcun rischio;

per me, il credente che "fa il bravo" è - in via teorica ed astratta; poi, ovviamente, non sono così superficiale - una persona dal carattere ansioso-ossessivo-compulsivo che teme una punizione se deroga; ci sono anche tanti non-credenti o persone che hanno strutturato comportamenti di questo tipo para-superstizioso, che fanno fioretti, si vincolano a determinate compulsioni, me incluso

Per me è molto difficile credere a questa moralità degli atei. E il motivo è molto semplice: se è difficile rinunciare all'egoismo per i credenti, figuriamoci per gli atei! Perché mai dovrebbero rinunciarci?
ecco, è qui che sbagli:
siamo tutti "egoisti", perché ognuno di noi trae un beneficio dalle proprie azioni, ivi incluse quelle "generose", che producono il tornaconto non da poco di essere amati;

questa cosa ti sfugge perché sei psicologicamente restato "figlio", che è una cosa tipica della psicologia di chi sia cresciuto in ambiente cattolico; il costrutto dell'obbedienza inibisce la responsabilizzazione e crea individui moralmente incapaci di pensarsi autonomi nella giustizia; e che quindi hanno sempre bisogno di un referente autoritario "paterno", magari benevolo, come lo pensa crep, ma pur sempre capace di amministrare un castigo;

io cito spesso Lutero perché la sua dottrina esprime in modo semplice e comprensibile anche al cattolico il punto psicologico, che è quello che mi interessa, dato che si presta ad evitare inutili polemiche da gallinaio;

quando Lutero arriva alla predestinazione - messe da parte le questioni specificamente teologiche - quello che "vuole" è educare il credente alla gratuità, cioè farne, in senso paolino, un agente di Dio per sentimento di gratitudine, e non di opportunistico timore, che non costruisce una brava persona;
per questo ti dice: il tuo destino è già deciso dal Vasaio, ma nessuno sa quale sia; quindi, in effetti, puoi sempre sperare di riuscire ad agire bene, ma se questo avviene devi solo essere grato a Dio e non vantartene; anche perché non potrai comunque influire sulla volontà dell'Onnipotente, come non poterono Giacobbe ed Esaù e tutti gli altri; non è che se tu desideri essere una brava persona nel momento in cui realizzi che il tuo destino è già segnato da prima della tua nascita, per questo diventi un delinquente; anzi, è proprio quel sentimento, quel desiderio positivo a suggerirti e incoraggiarti al bene;

Tu stesso ne sei un esempio, arrivando ad affermare che i Vangeli sarebbero testi apologetici e quindi di scarsa credibilità e che Gesù probabilmente fu a capo di una banda di zeloti armati.
che i vangeli siano testi apologetici e di scarsa affidabilità storica non lo dico io, ma tutti gli accademici, anche credenti, e che insegnano in università anche cattoliche o religiose, dove la dottrina teologica è ben distinta dalle scienze insegnate; non troverai nessun testo di storia della Palestina romana in cui si citano le vicende evangeliche come storicamente attendibili;

purtroppo per te ed altri predicatori, con questa glorificazione della beata ignoranza, condita di aggressività, il risultato è esattamente quello di offrire l'immagine del credente ignorante, superstizioso e presuntuoso, talmente invasato da regredire ad uno stato di incapacità logica che annulla persino i fondamenti di qualsiasi istruzione;
in questo modo, davvero il tenore della polemica diventa quello triviale, con l'"ateo" che sbertuccia quel tipo di credente, e con buoni motivi; ma, in questo caso, la colpa è proprio di quei predicatori ignoranti;
peraltro, le incongruenze sono tali che persino un credente più sofisticato finirebbe per sospettare che certe uscite siano dettate da finalità psicologiche personali e non da autentica propaganda fide; il che, è nominare il nome di Dio invano; tecnicamente, una bestemmia;

Premesso che Lutero è stato certificato come inviato divino dalla stessa sorella White, come abbiamo letto nella discussione che ho postato sulla riforma, purtroppo ciò non gli ha impedito di andare oltre i limiti delle giustissime critiche al clero cattolico, che già io avevo dichiarato di ispirazione divina, perché derivate da una corretta lettura/interpretazione dei Vangeli. Con la predestinazione e il "servo arbitrio" vanificò il libero arbitrio, certificato dalle Scritture, solo per cercare di rispondere a obiezioni di teologi sofisti.
Ciò che vuole Lutero o io importa poco, ciò che conta è quello che vuole Dio, che è scritto chiaramente nelle sue rivelazioni, dove non si parla mai di servo arbitrio, e di predestinazione solo in alcuni casi e non certo per tutti i comportamenti del predestinato, come dimostrato dallo stesso Lutero con le sue affermazioni.
Lutero non rispondeva, come azzardi senza sapere, a "teologi sofisti", ma ad obiezioni vecchie di 12 secoli, che con la stampa diventavano molto popolari e, visto il contegno della Chiesa, rischiavano di ridicolizzare le Scritture stesse;

non è il caso di approfondire qui il senso di quella dottrina ma, evidentemente, mezzo millennio di elaborazione e un miliardo di cristiani riformati dovrebbero quantomeno farti sospettare che l'idea di Lutero, in termini scritturali, non è così peregrina;

poi, libero tu di scrivere le castronerie che ti pare e produrti in esercizi di superficialità, vanità, cupidigia di ignoranza e bestemmia.