Io penso (ma credo in proposito ci sia una lunghissima tradizione filosofica) che, andando al di là della dualità forma - non forma, l'essenza divina sia presente in ogni cosa, anche in un sasso. Ovviamente a frequenze, vibrazioni diversissime. L'uomo possiede un'Anima, quindi la possibilità di riflettere l'Infinito, l'Assoluto. Rimane solo una potenzialità perché l'Anima viene ricoperta dal "fango" della vita nella mente, nella materialità, lontano dalla nostra essenza profonda. Il cosiddetto "peccato", in questa ottica, è semplicemente la vita comune, lontana dalla fonte divina, ma l'essere umano ha un percorso eterno, per cui è destinato alla riunificazione con la fonte stessa. E noi sappiamo di esseri che nella storia dell'Uomo a questa fonte si sono assai avvicinati...
(Adesso aspetto con un sorriso le contumelie dei soliti forumisti che hanno già bella e pronta la loro verità. La mia è solo l'idea che mi sono fatto finora).






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