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La stella di Betlemme.
Inizio seconda parte.
Nella vita di Augusto, l'anno 7 a. C. rimase però priva di eventi eccezionali, se si prescinde dalle 17 acclamazioni (su di un totale di 21), che a quel punto della sua vita erano diventate per lui ormai da lungo tempo una abitudine consolidata.
Che cosa accadde dunque nell'anno 7 a. C. , a meno che gli astronomi non abbiano sbagliato i loro calcoli?
Già Giovanni Keplero nel 1606 aveva per primo calcolato che in precedenza che c'era stata una "coniunctio", una congiuntura tra Giove e Saturno nell'anno 7 a. C. e l'aveva identificata come la " stella di Berlemme".
Le recenti ricerche di studiosi del Nuovo Testamento come August Strobel e di astronomi importanti come Konradin Ferrari d'Ochieppo e Theodor Schmidt-Kaler hanno posto fine alle innumerevoli questioni circa il racconto di Matteo ed alle leggende di una cometa o di una sorta di Super-nova.
D'altra parte non ci fu una vera e propria congiunzione dei due astri, in modo che sembrassero una sola stella.
Certamente, soprattutto dalla prospettiva di Betlemme apparvero molto vicini, tuttavia rimasero separati. Infatti la descrizione di Matteo che parla di una stella sopra Betlemme è del tutto corretta, poiché il pianeta più grande, che nel suo corso stava "davanti" era Giove.
Nell'Oriente babilonese questo pianeta simboleggiava la divinità suprema ed è questa "una" stella che ricevette un significato ulteriore, e possiamo ben dire storico-salvifico, grazie alla immediata vicinanza con Saturno nel segno dei pesci. Sotto nomi diversi e grafie discordanti, Saturno era infatti interpretato già nell'Antico Testamento come una stella degli ebrei, benché fosse in origine una "merce d'importazione" pagana, contro cui il profeta Amos aveva protestato vivacemente.
Si può quindi vedere certamente all'opera un'ironia divina: ciò che in principio era falso, pagano e deviante , cioè la fede nelle stelle dei popoli non ebrei, viene ora usata una sola volta per questo decisivo istante, come uno strumento per far conoscere all'intelligenza dei pagani l'opera dell'unico Dio degli ebrei nella storia.
In sostanza risultò questo: Giove, il pianeta della suprema divinità, riconosciuta come tale in Oriente, a Babilonia, in Occidente ed a Roma, nel momento in cui dispiegava il suo sommo splendore, apparve a fianco del pianeta Saturno, che secondo le convinzioni cosmologiche del tempo, per gli astronomi orientali rappresentava gli ebrei.
Nell'anno 7 a. C. erano visibili nel cielo, insieme nella loro orbita ed insieme immediatamente fermi uno accanto all'altro nel segno dei pesci..
D'altronde si può facilmente supporre che astronomi come quelli della specula di Sippar fossero bene informati anche sulle profezie e le attese ebraiche: nei dintorni di Sippar si trovava il grande centro commerciale e culturale della comunità ebraica di Pumbedita.
Gli scienziati babilonesi e quello ebrei svolgevano in questa regione un intenso scambio culturale.
Fine seconda parte.
Ultima modifica di crepuscolo; 05-09-2022 alle 21:55
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