La sologamia è una consuetudine che il Giappone conosce da molto tempo e consiste nell’amore verso se stessi, nel prendersi cura di sé e del proprio stare bene interiore. Il solo-wedding è quindi un rito che entra a pieno titolo nella sfera dell’empowerment femminile: i suoi sostenitori ritengono che si tratti di un modo per affermare il proprio valore e per vivere una vita più felice. Nel Paese del Sol Levante la pratica del self wedding è piuttosto comune, tanto che a Kyoto esiste un’agenzia specializzata che propone pacchetti completi per il matrimonio con se stessi, molto apprezzata e utilizzata soprattutto dalle donne desiderose di sentirsi principesse per un giorno, indossando un magnifico abito bianco, dopo una sessione di trucco e parrucco professionale e di essere protagoniste di una bella festa di nozze… anche senza aspettare di incontrare uno sposo. Naturalmente, il rito nuziale non ha valore legale, ma è un gesto attraverso il quale affermare la presa di coscienza di sé e delle proprie capacità, la propria indipendenza affettiva e l'affermazione di saper stare bene anche da sole. Insomma, la scelta di volersi prendere cura di se stesse passa anche attraverso il gesto simbolico del matrimonio.
Sempre detto che i giapponesi sono troppo avanti! Capiscono sempre tutto prima degli altri! Sono un popolo decisamente evoluto, molto più del resto del mondo!
“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .