più che me stesso, direi un fantasma di castrazione, che diventa una sfida; una forte pulsione vitale e di eros - in senso lato - che facilmente incontra più o meno dirette forme di repressione, come se le cercassi inconsapevolmente; naturalmente, con i suoi squarci felici;
quello che posso vedere di oggettivo è che quello che mi rende felice, nel momento in cui avviene, lo sottometto a una sorta di declassamento, controllo dell'entusiasmo.








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