Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
intendevo NOI a fare filologia SUL pensiero di Paolo;

sarà...
ma la propensione a censurare i pretesi peccati altrui non testimonia felicità; l'occhio che cade sul peccato e vede il male dove non c'è e dove non si può argomentare non sono segno di felicità, ma di angoscia;

lasciando da parte l'annosa diatriba di Cono che censura Dark - non avrei dubbi, mi chiedessero a chi vorrei assomigliare nello stato d'animo e sentimenti tra i due - mi viene da pensare al "peccatore" omosessuale Luca Trapanese che ha preso in adozione la bambina down Alba, dopo che questa era stata rifiutata da decine di coppie unite nel "sacro vincolo" di quella felicità;

ti tolgo la curiosità:
poche cose, per una condizione imperfetta: essere riuscito - per mia fortuna, non merito - a non ferire eccessivamente il mondo altrui e la gratitudine per alcune persone che, con il loro amore, anche imperfetto, mi hanno spinto ad esserne degno;

e poi, proprio il constatare che per questa consapevolezza di aver ricevuto molto, mi riesce più facile desiderare ed essere contento per il bene altrui, più che sentirmi defraudato e in credito di qualcosa, che invece mi pare il sentimento di chi guarda e critica i piatti altrui al ristorante, invece di gustarsi il suo, che dice essere tanto buono.
Essere contenti è una cosa, essere felici un'altra; non può essere la solitudine o l'estrema liquidità odierna dei rapporti sentimentali, a poterci regalare la felicità, axegene. Infatti tu stesso scrivi che ti accontenti. La felicità sta su un piano diverso, superiore. E' incontrare veramente l'altro, fondersi con l'altro, entrare in sintonia con l'altro; non certo accontentarsi - o farsi bastare - di rapporti sessuali occasionali