Insomma, le donne non fanno abbastanza. Oltre a lavorare e curarsi di casa, figli e marito devono anche mettersi a psicanalizzare e motivare la loro metà? Metà è?! Così si dice no?
Quindi gli uomini hanno il diritto di essere aiutati e le donne il dovere di rescuscitargli voglia di fare ed entusuiasmo?
Ma perchè cento anni fa o all'epoca classica (harpastum romano è stato il precursore del calcio moderno - visto che a te piace tanto il calcio da vedere, che poco cambia con quello giocato visto che tempo anche tu gliene spendi dietro sia allo stadio che sul web -), non c'era il calcio? E non c'erano le osterie e le taberne con i giochi di carte? E non c'erano i buontemponi che andavano in giro a far zingarate?
Mi sa che la percentuale è rimasta la stessa... Probabilmente è calata solo durante le pandemie, le carestie e le guerre - per ovvie ragioni -.
Forse tu non hai vera partecipazione emotiva nel caricare e scaricare lavatrici e a stirarti le camicie.
Che ne sai dell'emotività altrui sul disbrigo delle faccende domestiche? Appartieni a un gruppo di ascolto di "poveri mariti soggiogati dalle mogli che li impiegano nelle faccende domestiche"?
Sai, spesso si tende a essere specchio di sè nel racconto altrui, sia nel bene che nel male.
Tutto questo giudicare, giudicare... e pretendere di essere depositari assoluti della realtà e della verità del mondo (propio piccolo mondo) alla lunga fa venire dei dubbi.
Vuoi cambiare il mondo Cono? Inizia dal tuo orticello.
Per me esiste il vivi e lascia vivere (fintanto che la mia libertà si ferma dove inizia quella altrui per me va bene). Quindi le unghie nere non mi fanno impressione perchè IO non le dipingerei mai di nero ma che lo faccia qialcun altro la cosa non mi tocca.
A te quindi urtano anche le unghie nere di Ronaldo?
Chissà cosa diresti se incontrassi informalmente un capo di stato maschio con le unghie smalate di nero?!!
Credimi che l'intolleranza per libertà personali estetiche non odora di cristiano.
Ti consiglio una giornata di penitenza e di riflessione per questa tua propensione naturale, congenita e atavica (come la chiami tu? carisma?) che ti fa pontificare su tutto e tutti facendone una questione universale da contrastare e debellare.
Sii felice della provvidenza calvinista che ti ha baciato e che ti accompagna e lascia che il resto del mondo faccia i conti con la propria provvidenza o non provvidenza.
Un conto è portare la propria esperienza e condividerla mentre un'altra è criticare l'altrui esperienza: tanto più che per capire la vita altrui servirebbe aver camminato con le altrui scarpe - cosa impossibile da farsi per un essere umano, per empatico e sensibile che sia -.
Rifletti Cono, rifletti.
Portare critiche non conduce a nulla.
Vale più ascoltare. Si impara tanto ascoltando. E spesso solleva dal fare errori propri. Mio nonno mi diceva sempre che ascoltare gli errori o le opinioni contrastanti apre la mente e aiuta a non dover compiere lo stesso errore in proprio.
P.s. Lo hai letto del femminicidio di oggi? In sedia a rotelle ha sparato alla moglie e di striscio al nipote, poi è scappato, sempre in sedia a rotelle.
Il figlio, intervistato, ha dichiarato che non è mai stato nè un marito nè un padre.
Un altro demotivato... E la colpa di chi sarebbe? della moglie?
Cono, sono una signora... ci siamo capiti?






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