Sì doxa, ma qualche cognizione medico/psicologica ce l'hanno quasi tutti, perché c'entra la salute in definitiva e non c'è niente al mondo di più disabilitante di una mente che non ragiona come dovrebbe.
Purtroppo i genitori di quelli che nascevano nei primi anni ottanta e che non avevano conosciuto la contestazione sociale con annesso consumo massiccio di droghe di tutti i tipi, non potevano in alcun modo essere di aiuto ai propri figli e figlie, i quali credevano di trovare nelle ideologie "forti" una giustificazione per drogarsi o magari per tentare la rivoluzione. Stessa cosa vale per tutte le generazioni a partire forse dalla stessa nascita della civiltà per come ne conosciamo le origini, cioè in modo confuso e troppo inttellettualmente distante. Non sapremo mai la verità.
E' proprio questo il disagio che hanno. Se però qualcuno gli spiegasse che ad esempio quando vanno in treno senza biglietto e il controllore fa finta di "non vedere" perché conosce il problema, allora forse comincerebbero a riflettere su quale sia il "loro" scopo nella vita, oppure semplicemente a fare ordine nelle loro teste.
Io credo in cose come quel detto per cui "il silenzio è doro" oppure il detto "chi fa da sé fa per tre", oppure ancora "aiutati che Dio ti aiuta". Se cominci ad entrare in un gruppo va a finire che prima fai cazzate madornali come drogarti "all'interno del gruppo" perché lo "fanno tutti" e alla fine "della fiera" litigare con tutti e "uscire dal gruppo" che sarebbe come dire uscire dalla caverna di platonica memoria e capire che, o ti droghi o non ti droghi, il Sole non manca "mai".
No. Io credo sia vero il contrario. Stare in gruppo anche solo per parlare può essere un aiuto ad evitare certe esperienze, ma va comunque a finire che nel 90% dei casi cominci a fare certe cose. E per uscirne bene ci vuole il bello e il buono.
Questo tipo di situazioni semplicemente non esistono. Al giorno d'oggi il vero collante nei rapporti tra adolescenti è sempre l'uso di sostanze, e questo perché "la realtà è cattiva, non c'è pace, si sta come dice Quasimodo e non a caso 'soli sul cuor della Terra trafitti da un raggio di sole. Ed è subito sera.'"
Si comincia a maturare, come dici bene, quando puoi disporre di una serie di informazioni su come vanno le cose che ti consentano quanto meno di stemperare le accidentalità della vita, cioè di "elaborare" i traumi, anche quelli più lievi. E c'entrano molto cose come "capirsi in famiglia" perché se scegli la comitiva vuol dire nel 90% dei casi che in famiglia non ti ci ritrovi. E potrei continuare.
Non dimeticare i fricchettoni per i quali, pur così pieni di sé, c'è la pena del "limone", nel senso di "grande lima". E alcuni va anche "male". Ma non se la prendono troppo.








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