
Originariamente Scritto da
axeUgene
io ho un minimo di competenza per sapere come le prassi hanno calibrato gli approcci tradizionali; ho fatto di proposito il paragone con l'automobile: se ti soffermi sull'estetica, la sicurezza, le performance e i ninnoli, puoi dire che è cambiato tutto;
ma se consideri il perché si muove, non è cambiato niente: i gas di combustione di un derivato del petrolio muovono un pistone in un cilindro e un sistema meccanico trasmette il movimento alle ruote;
significativamente, alludi a "certe vecchie concezioni", cioè parli del nulla, non falsificabile; non serve a niente, non offre un contributo critico utile;
io mi pongo nella prospettiva di indagare su cosa succede a una persona che si vede impedita una pulsione; oppure viene educata ad impedirsela e questo comportamento investito di valori affettivi, morali, identitari;
mi pare il tema centrale dell'esistenza, visto che guida i comportamenti sociali:
perché le persone accumulano beni oggettivamente superflui, e lavorano per questo ? perché questi beni sono, direttamente o indirettamente, feticcio di potenza o sesso - inconfutabile - ?
cosa ti succede se sei triste/felice ma ti trovi in un contesto o relazione umana in cui devi censurarti perché il mood con cui interagisci è opposto o addirittura ti impone solidarietà, pena non essere "giusto" e sentirti in colpa ?
il vecchiume mi offre chiavi di lettura, discutibili, come ogni ipotesi in campi di indeterminatezza;
tu non mi offri niente, a parte una modalità eccentrica e irrazionale che entra d'ufficio tra i soggetti da analisi
