Draghi ? nel 92 c'era un governo politico, Andreotti, quello che ha firmato Maastricht, che tutti imputano a Prodi;
non è affatto strano, ma una regola di mercato: se il ceo di una partecipata è di nomina politica, sarà difficilissimo che operi nell'interesse dell'azienda, perché il fine di questa è pervertito: se un privato dirige Buitoni-Perugina, deve fare gli interessi dell'impresa, degli azionisti, ecc..., infatti la cosa strana è che le aziende italiane quando vengono gestite direttamente non rendano, mentre se vengono acquisite da altri personaggi diventino miniere.
se è statale e nominato dai partiti, farà una politica d'impresa che procura voti; assume oltre le necessità del mercato, e le eventuali perdite vengono ripianate dai contribuenti, ma il partito di riferimento così ha comprato consenso; esattamente come per le banche pubbliche;
vero, ma ci hanno dato 10 anni per mettere le cose a posto; anche il sistema economico tedesco era molto in crisi nel 92, con la zavorra dell'est, dove la produttività di un lavoratore era un terzo che all'ovest; ma hanno fatto riforme impopolari, che poi hanno dato il loro frutto;Oggi abbiamo ben altre sfide, ma se costruisci sulla sabbia l'edificio non regge.
Siamo entrati in Europa con i piedi d'argilla, questo ci è stato fatto notare in tutti i modi;
Berlusconi, invece, ha rappresentato la scelta di tirare a campare alla democristiana, mettendo la testa sotto la sabbia e sperando nella sopravvivenza;
nel frattempo entravano nel gioco 4,5 miliardi di competitori di mercato per la produzione e le risorse; noi abbiamo continuato per decenni a produrre elettrodomestici bianchi, mentre il lavoro cinese costava un decimo e in breve tempo ha spiazzato tutti;
qui hai ragione; ma infatti la radice del declino è più remota; le eccellenze italiane - delle potenzialità e capacità - sono state dismesse a fine anni 50, perché avere un'industria grande e forte avrebbe richiesto grandi riforme sociali, della famiglia, dell'istruzione e partecipazione femminile, della scuola;il risultato di oggi è direttamente collegato a quanto fatto in passato, se il piano Marshall ha permesso a questo piccolo territorio di riprendersi, d'altro canto ha condizionato il sistema politico ed economico, in bene e in male.
la parte conservatrice e vaticana non voleva; ma nemmeno volevano i comunisti, in parte perché di cultura conservatrice pure loro, e soprattutto perché quella modalità socialdemocratica a la tedesca li avrebbe costretti a scendere nel difficile terreno della concretezza, in cui si scontenta una buona fetta di elettorato;
così abbiamo puntato su un'economia assistita e debole, che ha tenuto finché il mondo era ingessato dalla guerra fredda; caduto il Muro, finito il doping; ma la propaganda ci racconta di un'Italia "che funzionava" alla grande e che sarebbe stata svenduta a poteri forti, grande finanza, euro-tecnocrazie;
una decina d'anni fa, una mostra multimediale londinese su Pompei incassò in due mesi il doppio del sito reale in un anno; la potenziale miniera d'oro del turismo nel sud non ha acqua, strade, ferrovie, ma discariche e edilizia abusiva, burocrazie che tengono fermi i permessi agli investitori "stranieri" , per proteggere operatori nazionali incapaci e gattopardeschi;
la giovane architetta viene pagata a rimborso spese per disegnare due spigoli per il barone feudale che lavora col comune e la regione; poi emigra in Olanda e vince concorsi pubblici per progettare quartieri di nuove case popolari;
noi abbiamo il marciume tutto nostro sotto gli occhi, ma ci conosciamo tutti e non vogliamo rogne; meglio dare la colpa ai complotti, alla grande finanza, a Bruxelles, Soros e compagnia bella.





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