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Risultati da 106 a 120 di 125

Discussione: Metal detector

  1. #106
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Siamo perfettamente d'accordo che oggi abbiamo una situazione ben diversa, ma all'epoca nel 1992 al tesoro c'era mister Draghi, che ha più o meno regalato i beni statali per trenta denari
    Draghi ? nel 92 c'era un governo politico, Andreotti, quello che ha firmato Maastricht, che tutti imputano a Prodi;
    , infatti la cosa strana è che le aziende italiane quando vengono gestite direttamente non rendano, mentre se vengono acquisite da altri personaggi diventino miniere.
    non è affatto strano, ma una regola di mercato: se il ceo di una partecipata è di nomina politica, sarà difficilissimo che operi nell'interesse dell'azienda, perché il fine di questa è pervertito: se un privato dirige Buitoni-Perugina, deve fare gli interessi dell'impresa, degli azionisti, ecc...
    se è statale e nominato dai partiti, farà una politica d'impresa che procura voti; assume oltre le necessità del mercato, e le eventuali perdite vengono ripianate dai contribuenti, ma il partito di riferimento così ha comprato consenso; esattamente come per le banche pubbliche;
    Oggi abbiamo ben altre sfide, ma se costruisci sulla sabbia l'edificio non regge.
    Siamo entrati in Europa con i piedi d'argilla, questo ci è stato fatto notare in tutti i modi;
    vero, ma ci hanno dato 10 anni per mettere le cose a posto; anche il sistema economico tedesco era molto in crisi nel 92, con la zavorra dell'est, dove la produttività di un lavoratore era un terzo che all'ovest; ma hanno fatto riforme impopolari, che poi hanno dato il loro frutto;
    Berlusconi, invece, ha rappresentato la scelta di tirare a campare alla democristiana, mettendo la testa sotto la sabbia e sperando nella sopravvivenza;
    nel frattempo entravano nel gioco 4,5 miliardi di competitori di mercato per la produzione e le risorse; noi abbiamo continuato per decenni a produrre elettrodomestici bianchi, mentre il lavoro cinese costava un decimo e in breve tempo ha spiazzato tutti;
    il risultato di oggi è direttamente collegato a quanto fatto in passato, se il piano Marshall ha permesso a questo piccolo territorio di riprendersi, d'altro canto ha condizionato il sistema politico ed economico, in bene e in male.
    qui hai ragione; ma infatti la radice del declino è più remota; le eccellenze italiane - delle potenzialità e capacità - sono state dismesse a fine anni 50, perché avere un'industria grande e forte avrebbe richiesto grandi riforme sociali, della famiglia, dell'istruzione e partecipazione femminile, della scuola;

    la parte conservatrice e vaticana non voleva; ma nemmeno volevano i comunisti, in parte perché di cultura conservatrice pure loro, e soprattutto perché quella modalità socialdemocratica a la tedesca li avrebbe costretti a scendere nel difficile terreno della concretezza, in cui si scontenta una buona fetta di elettorato;

    così abbiamo puntato su un'economia assistita e debole, che ha tenuto finché il mondo era ingessato dalla guerra fredda; caduto il Muro, finito il doping; ma la propaganda ci racconta di un'Italia "che funzionava" alla grande e che sarebbe stata svenduta a poteri forti, grande finanza, euro-tecnocrazie;

    una decina d'anni fa, una mostra multimediale londinese su Pompei incassò in due mesi il doppio del sito reale in un anno; la potenziale miniera d'oro del turismo nel sud non ha acqua, strade, ferrovie, ma discariche e edilizia abusiva, burocrazie che tengono fermi i permessi agli investitori "stranieri" , per proteggere operatori nazionali incapaci e gattopardeschi;
    la giovane architetta viene pagata a rimborso spese per disegnare due spigoli per il barone feudale che lavora col comune e la regione; poi emigra in Olanda e vince concorsi pubblici per progettare quartieri di nuove case popolari;
    noi abbiamo il marciume tutto nostro sotto gli occhi, ma ci conosciamo tutti e non vogliamo rogne; meglio dare la colpa ai complotti, alla grande finanza, a Bruxelles, Soros e compagnia bella.
    c'� del lardo in Garfagnana

  2. #107
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    noi abbiamo il marciume tutto nostro sotto gli occhi, ma ci conosciamo tutti e non vogliamo rogne; meglio dare la colpa ai complotti, alla grande finanza, a Bruxelles, Soros e compagnia bella.
    Che ci sia stato un sistema clientelare è indubbio, ma ti prego Soros?? George Soros ha attaccato la lira italiana nel settembre 1992. Attraverso il suo fondo Quantum Fund, ha speculato contro la valuta italiana vendendola allo scoperto durante una fase di instabilità del Sistema Monetario Europeo (SME), provocando una svalutazione del 30% e l'uscita temporanea della lira dallo SME.
    Oltre alla Sterlina.

  3. #108
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    Che ci sia stato un sistema clientelare è indubbio, ma ti prego Soros?? George Soros ha attaccato la lira italiana nel settembre 1992. Attraverso il suo fondo Quantum Fund, ha speculato contro la valuta italiana vendendola allo scoperto durante una fase di instabilità del Sistema Monetario Europeo (SME), provocando una svalutazione del 30% e l'uscita temporanea della lira dallo SME.
    Oltre alla Sterlina.
    guarda che è quello che si fa sempre; se tu hai dei risparmi in un fondo qualsiasi, una quota delle operazioni dei fondi è sempre speculativa, spesso sul giornaliero; ogni istituto ha i suoi addetti al daily trading che fanno questo e basta; hanno quelli che incassano sui rimbalzi e quelli che fanno arbitraggiato tra i prezzi su piazze diverse; ora, ovviamente gestiscono software che fanno in automatico tutto questo;

    se non ci fosse la speculazione, ogni paese potrebbe fare finanza allegra col culo dei suoi stessi cittadini;

    Tangentopoli è scoppiata subito dopo Maastricht, quando gli imprenditori hanno capito che la politica non poteva più favorirli in cambio di mazzette, e hanno cominciato a denunciare;
    ma noi abbiamo anche le tre mafie più potenti D'Europa, e una del mondo; l'evasione fiscale più alta del G7; un'economia rachitica e di relazione, fatta da troppe piccole imprese, che per definizione non crescono e pagano male perché non hanno capitali da investire in ricerca e innovazione; debito altissimo, tasse da superpotenza e servizi da terzo mondo; che vuoi difendere l"Italianità" ? la sovranità nazionale per continuare tutto questo ?
    c'� del lardo in Garfagnana

  4. #109
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    troppe piccole imprese, che per definizione non crescono e pagano male perché non hanno capitali da investire in ricerca e innovazione; debito altissimo, tasse da superpotenza e servizi da terzo mondo; che vuoi difendere l"Italianità" ?
    Che male fanno le piccole imprese? Meglio i grandi "capitali" che prima prendono i capitali poi spostano le loro sedi all'estero, dove conviene di più.
    Senza le piccole aziende migliaia di persone sarebbero senza lavoro, non so se lo hai notato, ma i grandi centri commerciali sono per lo più in mano alla Germania e alla Francia, per fortuna l'UK non ci ha invasi con i suoi Tesco e Sainsbury’s, non so se sei stato in UK di recente, ma ogni quartiere di Londra è uguale all'altro, il solito Tesco, la solita catena di Caffè osceno, qualche catena francese, dimenticavo; i soliti venditori di Hamburger alla plastica.
    Le nostre piccole aziende andrebbero protette come bene nazionale.

  5. #110
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    Che male fanno le piccole imprese?
    in sé, nessuno; l'ho avuta anche io una piccola impresa commerciale;
    il problema è nell'aggregato d'insieme, nella piramide:

    la piccola impresa è efficiente in settori di nicchia, oppure come terminale elastico di grandi attività che avrebbero difficoltà organizzative coi flussi di commesse; però, per definizione, la piccola impresa non ha capitali da investire in sviluppo e ricerca; perciò resta ferma sul suo prodotto e si espone alla concorrenza dei più grandi, che contengono i costi perché fanno economie di scala;

    ora, se un tessuto produttivo è fatto di troppe piccole imprese e manca di grandi, statisticamente una quota importante viene falcidiata, perché ogni congiuntura sfavorevole - es, rialzo dei tassi - è suscettibile di farla affondare, come una barchetta nel mare che si gonfia un po';

    poi c'è un altro problema: per questo motivo, la piccola impresa remunera poco e premia più la famiglia e il contesto di prossimità: piccolo albergo a Otranto o Salerno; il direttore a 5mila al mese è il figlio - magari scemo e viziato del proprietario, e la receptionist è la nuora, o la nipote di un conoscente influente;
    nell'albergo della catena NH, lo stipendio è il triplo, e i ragazzi italiani diplomati all'alberghiero emigrano in Olanda;

    con le piccole imprese non c'è mobilità sociale; i padroncini non si consorziano, proprio perché temono di perdere quel potere/valore esternale di piazzare un figlio o un parente; intanto, un bravo figlio del popolo che studia, non trova sbocco;

    nelle imprese medie e grandi, assume il cda tramite il personale, e sulla base delle capacità
    Meglio i grandi "capitali" che prima prendono i capitali poi spostano le loro sedi all'estero, dove conviene di più.
    Senza le piccole aziende migliaia di persone sarebbero senza lavoro, non so se lo hai notato, ma i grandi centri commerciali sono per lo più in mano alla Germania e alla Francia
    pensaci un momento: ha senso quello che hai scritto ? se tu vai in un super della grande distribuzione "francese" - margini di profitto bassini - tipo Auchan o Panorama, i prodotti sono gli stessi che trovi in Esselunga o altrove; forse trovi qualche formaggio francese in più; la frutta è la stessa, dai soliti posti, secondo stagione;

    gli addetti sono italiani, e la società è italiana, e paga le tasse in Italia; mi dirai: sì, ma i profitti... beh, tu con un click puoi comprare azioni ordinarie di quei gruppi, e i profitti sono anche i tuoi;
    quanto sono "francesi" quei supermercati ?

    ovviamente, ci sono settori strategici in cui la composizione del cda conta molto, e in genere su quelli lo stato mantiene una golden share; ma non è certo il caso del commercio, che deve operare sul territorio;
    , per fortuna l'UK non ci ha invasi con i suoi Tesco e Sainsbury’s, non so se sei stato in UK di recente, ma ogni quartiere di Londra è uguale all'altro, il solito Tesco, la solita catena di Caffè osceno, qualche catena francese, dimenticavo; i soliti venditori di Hamburger alla plastica.
    Le nostre piccole aziende andrebbero protette come bene nazionale.
    è un po' che non vado, ma per il negozio andavo 4 o 5 giorni al mese, per anni... il mio socio era un gourmet di alto livello e teneva tantissimo a capare i ristoranti migliori; ho ancora in mente la mappa: cinesi di alto livello in Gerrard st. SOHO, indiani e thai a Elephant&Castle, il turco a Finchley, lo spagnolo a Clapham common; ogni tanto anche cucina inglese, che suscitava la perplessità della mia compagna francese, quando la messaggiavo

    ovviamente, sono d'accordo se si parla di ristorazione, anche se nei posti turistici difficilmente meritano; si specula troppo sul passaggio e a fregare il turista; considera che tu dici: proteggiamo quelle piccole imprese; ma poi a Londra e Parigi i turisti tornano in media 3/4 volte, mentre a Roma, Firenze, Venezia, non tornano;

    io a Firenze lo vedo che cosa si propina al turista, e a che prezzi, sia nella ristorazione, sia nel preteso "artigianato", e lo stesso vale per le altre città;
    mo', io sono uno abbastanza fissato con la qualità e credo di essere entrato non più di 5 o 6 volte in uno Starbucks nelle frequenti trasferte in USA - andavamo nei più sudici distributori a fare il pieno, l'itinerario e la colazione coi pancakes, in mezzo ai latinos obesi - ma in Italia tutta questa gran qualità la vedo poco; anche tanti prosciutti son fatti con maiali importati dalla Slovacchia e vai a vedere che porcherie di olio e vino trovi da Walmart o in UK: roba fatta in Italia, ma che nessun italiano toccherebbe manco co' na mazza, direbbero a Napoli
    quando dici di difendere le piccole imprese, a cosa pensi esattamente, che meriti tutela particolare ?
    c'� del lardo in Garfagnana

  6. #111
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    Il turismo in modo particolare, avendo un'alta concertazione di monumenti e coste, ci sarebbe da lavorare tanto, non parlo del turismo selettivo, ma di quello che darebbe lavoro a tanti.
    Purtroppo le coste saranno svendute come quasi il 99% delle bellezze italiche, tra poco venderanno anche il Colosseo .
    Su Firenze non hai tutti i torti, per quanto non possiamo negare la bellezza della città, mi ricordo di una volta in cui una ristoratrice trattò a " pesci in faccia" una turista che aveva sbagliato dove sedersi.
    Come del resto l'agricoltura andrebbe incentivata e non frenata da certe misure assurde UE.
    Il divieto di produrre certi prodotti, poi volevano convincerci della bontà della farina di grillo, pare che le aziende produttrici siano bellamente fallite.

  7. #112
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    Il turismo in modo particolare, avendo un'alta concertazione di monumenti e coste, ci sarebbe da lavorare tanto, non parlo del turismo selettivo, ma di quello che darebbe lavoro a tanti.
    Purtroppo le coste saranno svendute come quasi il 99% delle bellezze italiche,
    oddio, dove ? non mi risulta che i beni demaniali siano alienabili; dalle cifre, parrebbe che le concessioni balneari in effetti siano regalate ai nostri operatori, che infatti si battono contro la concorrenza disposta dalla Bolkenstein;

    i piccoli e nostri offrono lavoro poco remunerato e in nero, a chi dicono loro; ma poi, se vuoi il turismo dovresti fare le strade e gli acquedotti, e favorire la concorrenza e gli investimenti; chi ce li mette i soldi ?
    Come del resto l'agricoltura andrebbe incentivata e non frenata da certe misure assurde UE.
    .
    ma come ? se è proprio la PAC che da 60 anni sussidia l'agricoltura al 70%, più i contributi !
    oggi paghiamo le pensioni a generazioni di agricoltori che non hanno mai versato una lira, e hanno vissuto sempre in passivo;
    io non avrei nulla in contrario alla piccola agricoltura di prossimità; ma conosco i costi e i conti li so fare: senza i sussidi UE i prezzi di qualsiasi cosa sarebbero proibitivi per chiunque; posto che attualmente i costi sono contenuti perché tanta manodopera di raccolta è fatta da schiavi a 2 euro l'ora;

    senza ironia, e messa da parte la grande agricoltura intensiva e meccanizzata, allo stato dei costi e al netto dei sussidi, l'unico modo razionale sarebbe che alle persone che possono sia concesso un terreno in comodato d'uso per farsi l'orto e il frutteto da sé, sempre che qualcuno non vada a rubare o i cinghiali non devastino tutto;
    ma un piccolo agricoltore non potrebbe mai campare dei suoi prodotti, nemmeno in un mercato di prossimità, senza ingenti sussidi e sgravi; quelli che si vedono nella vendita diretta in certi mercati lo fanno come integrazione concordata di reddito.
    c'� del lardo in Garfagnana

  8. #113
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    oddio, dove ? non mi risulta che i beni demaniali siano alienabili; dalle cifre, parrebbe che le concessioni balneari in effetti siano regalate ai nostri operatori, che infatti si battono contro la concorrenza disposta dalla Bolkenstein;

    i piccoli e nostri offrono lavoro poco remunerato e in nero, a chi dicono loro; ma poi, se vuoi il turismo dovresti fare le strade e gli acquedotti, e favorire la concorrenza e gli investimenti; chi ce li mette i soldi ?

    ma come ? se è proprio la PAC che da 60 anni sussidia l'agricoltura al 70%, più i contributi !
    oggi paghiamo le pensioni a generazioni di agricoltori che non hanno mai versato una lira, e hanno vissuto sempre in passivo;
    io non avrei nulla in contrario alla piccola agricoltura di prossimità; ma conosco i costi e i conti li so fare: senza i sussidi UE i prezzi di qualsiasi cosa sarebbero proibitivi per chiunque; posto che attualmente i costi sono contenuti perché tanta manodopera di raccolta è fatta da schiavi a 2 euro l'ora;

    senza ironia, e messa da parte la grande agricoltura intensiva e meccanizzata, allo stato dei costi e al netto dei sussidi, l'unico modo razionale sarebbe che alle persone che possono sia concesso un terreno in comodato d'uso per farsi l'orto e il frutteto da sé, sempre che qualcuno non vada a rubare o i cinghiali non devastino tutto;
    ma un piccolo agricoltore non potrebbe mai campare dei suoi prodotti, nemmeno in un mercato di prossimità, senza ingenti sussidi e sgravi; quelli che si vedono nella vendita diretta in certi mercati lo fanno come integrazione concordata di reddito.
    In pratica siamo spacciati , la grande economia si è fatta finanziare per decenni, la piccola e media industria pure, i nostri politici, non sanno riconoscere l'aglio dalla cipolla, chiedo venia per essere prosaica. Niente agricoltura, niente turismo, di commercio neppure ne parliamo.
    A sto punto se un ragazzino va a scuola con un qualche arnese contundente, è davvero poca cosa.

  9. #114
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    In pratica siamo spacciati , la grande economia si è fatta finanziare per decenni, la piccola e media industria pure, i nostri politici, non sanno riconoscere l'aglio dalla cipolla, chiedo venia per essere prosaica. Niente agricoltura, niente turismo, di commercio neppure ne parliamo.
    A sto punto se un ragazzino va a scuola con un qualche arnese contundente, è davvero poca cosa.
    beh, io cerco di mantenermi stabile e razionale; i coltelli a scuola non mi piacciono, ma non dimentico un passato molto più violento e degradato;

    sul resto, direi - per quel nulla che conta la nostra opinione - che i talenti degli italiani hanno brillato nella storia quando siamo stati l'elemento propellente di grandi imperi multinazionali, e per niente quando abbiamo voluto essere "nazione", emulando il centralismo francese; noi siamo di indole lotaringia da Roma in su, fino all'Olanda; tante città indipendenti o libere, scarsa tolleranza per lo stato feudale e nazionale, siamo rimasti dei cives romani, dove anche posti come Busseto o Pontremoli hanno un'identità di cui i cittadini sono gelosi e orgogliosi;

    sta roba fa a pugni con la dimensione nazionale; a maggior ragione oggi; perciò, secondo me, il maggior interesse degli italiani sarebbe quello di essere collante dei talenti europei, invece di speculare sulle piccinerie nazionali, che spesso sono frutto di ignoranza;

    perché chiunque parli bene francese o tedesco, quando va in quei paesi si rende conto che sono molte di più le cose in comune delle differenze:
    da 80 anni non ci facciamo la guerra, non si condanna a morte più nessuno, la gente non va in giro armata e nelle scuole non si verificano stragi; se sei povero mediamente ti curano lo stesso, l'istruzione è gratuita, non si perseguita nessuno per la sua etnia, opinioni o religione, e per il 6% della popolazione spendiamo oltre il 50% del welfare mondiale;
    tu hai qualcosa di meglio da difendere e che ti fa storcere il naso sulla devoluzione di sovranità ?
    c'� del lardo in Garfagnana

  10. #115
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    beh, io cerco di mantenermi stabile e razionale; i coltelli a scuola non mi piacciono, ma non dimentico un passato molto più violento e degradato;

    sul resto, direi - per quel nulla che conta la nostra opinione - che i talenti degli italiani hanno brillato nella storia quando siamo stati l'elemento propellente di grandi imperi multinazionali, e per niente quando abbiamo voluto essere "nazione", emulando il centralismo francese; noi siamo di indole lotaringia da Roma in su, fino all'Olanda; tante città indipendenti o libere, scarsa tolleranza per lo stato feudale e nazionale, siamo rimasti dei cives romani, dove anche posti come Busseto o Pontremoli hanno un'identità di cui i cittadini sono gelosi e orgogliosi;

    sta roba fa a pugni con la dimensione nazionale; a maggior ragione oggi; perciò, secondo me, il maggior interesse degli italiani sarebbe quello di essere collante dei talenti europei, invece di speculare sulle piccinerie nazionali, che spesso sono frutto di ignoranza;

    perché chiunque parli bene francese o tedesco, quando va in quei paesi si rende conto che sono molte di più le cose in comune delle differenze:
    da 80 anni non ci facciamo la guerra, non si condanna a morte più nessuno, la gente non va in giro armata e nelle scuole non si verificano stragi; se sei povero mediamente ti curano lo stesso, l'istruzione è gratuita, non si perseguita nessuno per la sua etnia, opinioni o religione, e per il 6% della popolazione spendiamo oltre il 50% del welfare mondiale;
    tu hai qualcosa di meglio da difendere e che ti fa storcere il naso sulla devoluzione di sovranità ?
    Ognuno di noi nasce con precise connotazioni fisiche e spirituali che si temprano nella comunità di riferimento, familiare, religiosa, corporativa, che lo si voglia o meno. Con l’assorbimento delle identità nazionali nell’unione europea ogni anelito d'identità scompare in nome dell’unità e uguaglianza e finalmente il nulla da cui essere risucchiati, rinunciare all’anelito di personalità equivale a rinnegare la propria storia, in cambio di una manciata di perline colorate, ogni tentativo di far sopravvivere lo spirito umano spazzato via perché non è politicamente corretto, dove l’imperativo è pensati felice, rinunciando a te stesso.

  11. #116
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    Ognuno di noi nasce con precise connotazioni fisiche e spirituali che si temprano nella comunità di riferimento, familiare, religiosa, corporativa, che lo si voglia o meno.
    ah, ho capito; Julius Evola;
    Con l’assorbimento delle identità nazionali nell’unione europea ogni anelito d'identità scompare in nome dell’unità e uguaglianza e finalmente il nulla da cui essere risucchiati, rinunciare all’anelito di personalità equivale a rinnegare la propria storia,
    dove collochi la tua storia ? perché in effetti la storia di tutti è un continuo cambiamento, in cui si rinnega quello che era prima; i napoletani, siciliani, veneti, toscani, tutti risucchiati in questo fallimento
    in cambio di una manciata di perline colorate, ogni tentativo di far sopravvivere lo spirito umano spazzato via perché non è politicamente corretto, dove l’imperativo è pensati felice, rinunciando a te stesso.
    beh, io sono politicamente corretto; poniamo il caso che il mio "spirito ancestrale" mi suggerisse di sopprimere chi abbia opinioni a me sgradite, dici che dovrei procedere e dismettere la correttezza ?
    c'� del lardo in Garfagnana

  12. #117
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    ah, ho capito; Julius Evola;
    Veramente tutti noi abbiamo tali caratteristiche, salvo che qualcuno non sia nato sotto un cavolo in un luogo ameno. Famiglia, parenti, località specifiche.
    La storia cambia certo si evolve, ma non cancella il passato, se sei nato a ROMA, avrai assorbito qualcosa del luogo natio, avrai frequentato persone, anche se indubbiamente si potrebbe vivere dentro un armadio, ognuno fa un po' come gli pare.
    Come ogni essere vivente, si nasce, si cresce, si muore. Cancellare la nascita mi pare assai complicato.
    Lo spirito ancestrale può essere di diverso tipo, ma se decidi di sopprimere qualcuno oltre che alla legge dello stato, avrai a che fare con la tua coscienza, hai ucciso per difendenti? O per la brama di possesso?

  13. #118
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    Veramente tutti noi abbiamo tali caratteristiche, salvo che qualcuno non sia nato sotto un cavolo in un luogo ameno. Famiglia, parenti, località specifiche.
    La storia cambia certo si evolve, ma non cancella il passato, se sei nato a ROMA, avrai assorbito qualcosa del luogo natio, avrai frequentato persone, anche se indubbiamente si potrebbe vivere dentro un armadio, ognuno fa un po' come gli pare.
    ok; ma non ho capito a quale delle tante identità si dovrebbe fare riferimento, e perché;
    Come ogni essere vivente, si nasce, si cresce, si muore. Cancellare la nascita mi pare assai complicato.
    figurati se cancello; ma se uno è romano e concepisci che sia anche italiano, potrai concepire che sia anche europeo, no ?
    Lo spirito ancestrale può essere di diverso tipo, ma se decidi di sopprimere qualcuno oltre che alla legge dello stato, avrai a che fare con la tua coscienza, hai ucciso per difendenti? O per la brama di possesso?
    ma guarda che eri tu a contestare il politicamente corretto, vale a dire la legge; perché questo è;
    io potrei avere un tratto maschilista e da caserma; se mi lascio snaturare dal politicamente corretto evito di infamarti in quanto donna, e resto conforme alla legge;
    ma tu sembreresti censurare questo snaturamento, perciò non capisco.
    c'� del lardo in Garfagnana

  14. #119
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    ma guarda che eri tu a contestare il politicamente corretto, vale a dire la legge
    In quale momento avrei parlato male delle leggi? Il politicamente corretto ha una valenza un po' diversa.

  15. #120
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    In quale momento avrei parlato male delle leggi? Il politicamente corretto ha una valenza un po' diversa.
    beh, il politicamente corretto spesso è legge, ma sempre si atteggia a norma contro una discriminazione o un bullismo nei confronti di una categoria svantaggiata;
    non so cosa tu avessi in mente, ma l'hai tirato fuori a proposito di un paventato appiattimento identitario; boh...
    c'� del lardo in Garfagnana

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