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Risultati da 61 a 72 di 72

Discussione: Formazione della coppia oggi: crisi, cambiamento o adattamento?

  1. #61
    Opinionista L'avatar di Ninag
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    Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    fossi un dittatore spenderei fior di quattrini e sussidi per far laureare tutti, sussidi alle famiglie e garanzie fino al triennio; la magistrale, si vedrà; ovviamente a partire dalle elementari; poi magari fai l'artigiano e lasci; però vorrei un'opportunità offerta già a tutti i bambini di intravedere qualcosa, e anche ai genitori; che c'entra ?
    che le persone che hanno l'opportunità di investire anche in una passione di alto livello di impegno, vivono la vita privata in modo più equilibrato, se non incorrono in particolari sfortune; sono più centrate e fiduciose;
    ho precisato che è un'utopia.
    Questo lo farei anch'io

  2. #62
    Opinionista L'avatar di Ninag
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    Citazione Originariamente Scritto da LadyHawke Visualizza Messaggio
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    È molto più difficile oggi parlarsi e imparare ad ascoltare i bisogni e desideri dell'altro, si vive in una società (occidentale) che ha ritmi frenetici e che punta molto sull'individualità e libertà personale, in pratica per dirla in stile zen un eccesso di ego e desideri e aspettative.
    Non che "l'ego" e i propri desideri siano sbagliati ma è l'eccesso che porta confusione.
    Manca anche spesso la capacità di andare uno incontro all'altro e trovare dei compromessi, la rinuncia non visti come sacrificio, come succede tra fratelli litiganti, guerre in atto ecc...la coppia e la famiglia alla fine sono il primo nucleo sociale in cui si cresce.

    Poi bisogna vedere l'età delle coppie, da giovani si hanno dei progetti e aspettative, più facile che due giovani desiderino formare una coppia ma se poi va male è comprensibile sia piu faticoso ricominciare da capo e relazionarsi di nuovo con altre persone, soprattutto poi se di mezzo ci sono dei figli.

  3. #63
    Citazione Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
    Quante seghe mentali! Finché c'è pisello e patonza c'è speranza

    Infatti:

    Come dice il trattato "De arte lignorum sculptura" di ignoto medievale: "Mentem ebanistae sega ducente solitarium pisellum formare conatur, sed sine patonza opus artis perfici non potest."



    Trad: La mente dell’ebanista guida la sega a modellare il solitario pisello, ma ha bisogno della patonza per farne un’opera d’arte.

  4. #64
    Opinionista L'avatar di Ninag
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    Mentre leggevo mi sono ricordata, che negli anni scorsi si era sviluppato il fenomeno del" Sesso scritto", molte persone per lungo tempo hanno usato quei canali, le famose chat d'incontri. Questo fenomeno ha creato molte coppie o almeno è quello che avevo letto tempo fa.
    Questa modalità è comunque svincolata da impegni concreti e reali, non so quanto possa aver influenzato il desiderio della vita di coppia del momento attuale.

  5. #65
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Citazione Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
    Forse l’imprevedibile non manca: gli incontri decisivi raramente coincidono con ciò che pensavamo di voler scegliere.
    ...
    Se dovessi trasmetterlo a un* figli*: non come scegliere “bene”, ma come riconoscere quando l’imprevedibile smette di essere casuale e diventa significativo.
    In altre parole, il vero test non è il catalogo ideale, ma la capacità del sistema, due persone, tempi e micro-compromessi, di funzionare insieme senza doverlo spiegare a posteriori.
    la pace nervosa in situazione di promiscuità degli spazi la sento particolarmente, come il quotidiano del dispendio energetico in mismatch comunicativi, spiegazioni, ecc...

    l'imprevedibile, a naso, è la possibilità di rimuovere corazze e liberare energia creativa - in senso lato; non è un gesto spontaneo togliere i braccioli o le rotelline della bici; ma la soddisfazione è tanta, anche se si beve un po' o ci si sbucciano le ginocchia;
    ma già avere la percezione di possibilità reciproche sarebbe tanto; cioè, individuare un tipo psichico cui la nostra frequentazione riesce a mobilitare reazioni positive di cui quella persona è contenta, e viceversa; ma sembrerebbe molto difficile dire: io sono così e cosà, e una persona fatta in un certo modo si troverebbe bene, e farebbe progressi - nel suo quadro di priorità, non nel mio, beninteso.
    Ultima modifica di axeUgene; Ieri alle 18:28
    c'� del lardo in Garfagnana

  6. #66
    Opinionista L'avatar di Ale
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    Citazione Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
    La regola che gli opposti si attraggono secondo me si rappresenta bene nelle relazioni passionali ma brevi. Nel lungo periodo credo sia più facile andare d'accordo se si parte da basi simili e da una visione comune delle cose.
    Concordo appieno, oltre al resto è bello anche fare le cose insieme, condividere passioni hobby etc...
    ...con una Belen che adora passare il tempo libero guardando la tv magari fumando il cichino non potrei resistere a lungo

  7. #67
    Opinionista L'avatar di Ale
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    Citazione Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
    Ale, condensare due problemi classici in cinque parole e un quesito universale è già un piccolo capolavoro.
    Da un lato, il filtro “meglio soli che mal accompagnati” funziona come selezione naturale: oggi la coppia deve aggiungere valore concreto alla vita di ciascuno.
    Dall’altro lato, il dilemma simili/opposti diventa interessante se lo guardiamo come compatibilità di sistema: attrazione iniziale sì, ma il vero test è la capacità di adattarsi a tempi, ritmi e piccoli compromessi quotidiani.
    In altre parole, non conta solo chi ti attrae, ma con chi funziona restare insieme senza troppi attriti.
    È un po’ come un ballerino filiforme che piroetta e solleva una ballerina "in carne"… o Eddy Merckx sullo Stelvio in sella a una Graziella pieghevole ������
    Quella dell'adattamento ai compromessi meriterebbe un capitolo a se, per dire, con la mia ex storica (18 anni abbondanti di relazione) i primi tempi ci siamo venuti molto incontro, ad esempio un sabato lei mi aspettava in fondovalle mentre sciavo (lei non voleva saperne nemmeno di provare) ed il seguente io la portavo all'Ikea [tu puoi immaginare quale gioia fosse per me ,] questo sistema di, chiamiamolo merce da scambio ha funzionato a lungo ma non in eterno...
    ...con la famigerata invece c'era Intesa perfetta su tutti i fronti, facevamo tutto, escursioni balneazioni etc.in perfetto sincronismo, in teoria avrebbe dovuto durare per sempre ed invece si è consumato tutto (compresi vari tentativi di ampliare la famiglia) in un'estate
    ...ci penso spesso sai a quale potrebbe essere il compromesso ideale per chi volesse una relazione seria duratura e possibilmente felice, ma al momento non ho ancora trovato la risposta
    Ultima modifica di Ale; Ieri alle 19:20

  8. #68
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Citazione Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
    Ma tu hai intervistato le ragazze: grazziearkka
    Intervista i ragazzi: c'è la quota incazzati, la quota che finge di essere evoluto per accoppiarsi (e magari ci crede, finché non è lasciato, tradito, ecc.), la quota davvero evoluti secondo me è un 10%
    Beh, si, tra i maschi la situazione è più problematica. Come dicevo, c'è una recrudescenza di patriarcato tra i giovanissimi che mi preoccupa assai.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

  9. #69
    la viaggiatrice L'avatar di dark lady
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    Citazione Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
    Quello che descrivi mi sembra un fenomeno di isolamento strutturale: l’esposizione digitale cresce, ma la capacità di trasformarla in contatto reale diminuisce.
    Non è solo questione di timidezza, città o pandemie: si tratta di una dinamica sociale più ampia, in cui la disponibilità alle occasioni concrete e la capacità di misurarsi con l’altro si indeboliscono, mentre la rappresentazione online amplifica desideri, frustrazioni e percezioni di solitudine.
    I social segnalano segnali, ma non costruiscono automaticamente la rete di collegamento tra persone. L’incontro reale richiede tempo, attenzione, piccoli adattamenti quotidiani e un po’ di rischio: tutti elementi che la visibilità virtuale non genera di per sé.
    Forse la sfida più interessante oggi non è creare più occasioni, ma allenarsi a riconoscere e cogliere quelle già presenti, imparando a distinguere tra la percezione e la sostanza, tra il bisogno di essere visti e la possibilità di incontrare davvero.
    Ci si potrebbe chiedere, ad esempio: quanto le nostre aspettative filtrano ciò che potremmo considerare un incontro significativo? E quanto le modalità di socializzazione digitale influenzano la percezione di ciò che è possibile nel mondo reale?
    Beh sicuramente molto.
    Per fare un esempio: se sei una persona con un livello culturale medio/alto, difficilmente sceglierai di uscire con persone con cui non riesci a fare conversazione perchè sono prive di argomenti. Ma credo che sia normale e che non c'entrino i tempi di oggi. E' sempre stato così.
    Bada bene, parlo di livello culturale, che non significa per forza titolo di studio. Conosco persone con la terza media che hanno più cultura di gente con laurea.
    Per quanto riguarda il mondo digitale, credo che esso influenzi tantissimo la capacità di socializzazione nel mondo reale. Basti pensare a cosa la gente scrive. I social sono la cloaca maxima dei più bassi istinti dell'essere umano. Sociologicamente parlando sono un fenomeno quasi inquietante. Dove la gente si sente in diritto di poter dire quello che vuole, con le modalità che vuole.
    Quotidianamente, per lavoro, mi trovo a moderare i peggio commenti.
    “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

    Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

  10. #70
    Citazione Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
    Beh, si, tra i maschi la situazione è più problematica. Come dicevo, c'è una recrudescenza di patriarcato tra i giovanissimi che mi preoccupa assai.
    Citazione Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
    Beh sicuramente molto.
    Per fare un esempio: se sei una persona con un livello culturale medio/alto, difficilmente sceglierai di uscire con persone con cui non riesci a fare conversazione perchè sono prive di argomenti. Ma credo che sia normale e che non c'entrino i tempi di oggi. E' sempre stato così.
    Bada bene, parlo di livello culturale, che non significa per forza titolo di studio. Conosco persone con la terza media che hanno più cultura di gente con laurea.
    Per quanto riguarda il mondo digitale, credo che esso influenzi tantissimo la capacità di socializzazione nel mondo reale. Basti pensare a cosa la gente scrive. I social sono la cloaca maxima dei più bassi istinti dell'essere umano. Sociologicamente parlando sono un fenomeno quasi inquietante. Dove la gente si sente in diritto di poter dire quello che vuole, con le modalità che vuole.
    Quotidianamente, per lavoro, mi trovo a moderare i peggio commenti.
    Se tra i più giovani emerge una recrudescenza di atteggiamenti patriarcali, questo aggiunge un filtro ulteriore alla formazione delle coppie e alla socializzazione.
    Mi chiedo però se si tratti davvero di “genere” o se il patriarcato sia più un sintomo di dinamiche ampie: scarsa empatia, difficoltà ad ascoltare, sostituzione della socialità reale con la visibilità digitale.
    Quanto il mondo online sta plasmando comportamenti che diventano poi norma tra i giovani? E quanto questi modelli condizionano chi cerca relazioni adulte equilibrate?
    Sarebbe interessante sentire altre esperienze: fenomeni simili tra coetanei o in contesti diversi? Come si manifestano nella vita quotidiana?

  11. #71
    Citazione Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
    ma già avere la percezione di possibilità reciproche sarebbe tanto; cioè, individuare un tipo psichico cui la nostra frequentazione riesce a mobilitare reazioni positive di cui quella persona è contenta, e viceversa; ma sembrerebbe molto difficile dire: io sono così e cosà, e una persona fatta in un certo modo si troverebbe bene, e farebbe progressi - nel suo quadro di priorità, non nel mio, beninteso.
    In effetti, poco del “compatibile” è visibile a prima vista. Le interazioni che favoriscono crescita reciproca emergono lentamente, tra gesti quotidiani, tempi condivisi, piccoli adattamenti e costanza della presenza. L’arte (perché in fondo si tratta più di arte che di mestiere) sta forse nel percepire questi scambi sottili e lasciarli fluire, senza aspettative rigide: gestire un equilibrio fragile e sempre in divenire, dove il valore di una relazione si misura più nella capacità di stimolarsi a vicenda che nel semplice “corrispondere” a un’idea predefinita.
    O no?
    Vassapé

  12. #72
    Opinionista L'avatar di axeUgene
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    Citazione Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
    Se tra i più giovani emerge una recrudescenza di atteggiamenti patriarcali, questo aggiunge un filtro ulteriore alla formazione delle coppie e alla socializzazione.
    Mi chiedo però se si tratti davvero di “genere” o se il patriarcato sia più un sintomo...
    io sono piuttosto perplesso; posso figurarmi facilmente un machismo coi brufoli, ma per pensarti patriarca - con la donna a casa che non lavora - devi incamerare almeno 5mila; che cazzo ti vuoi patriarcare sotto i ponti ?
    è un po come quello che fa il fascista in discoteca e pensa da viziatello anarchico e libertario; graziearca...
    c'� del lardo in Garfagnana

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