Evito di mangiare cibo delle mie parti quando sono fuori.
La pizza peggiore è quella a disco volante, tirata col mattarello; fosse anche una "semplice" Margherita, sarà sicuramente 'na schifezza e pure costosa.
Le ricordo quasi tutte. Meriggiare pallido e assordo di Montale, l'Infinito di Leopardi, San MArtino di Carducci... Quella più eclatante non è proprio una poesia ma tutto il canto dell'Ulisse dantesco. Quasi tre pagine di roba. Lo imparai alle medie e ancora lo so ripetere tutto.
Tu hai buona memoria?
“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
Sì, ma inizio a perdere colpi...
Però ricordo ancora il I e il VI canto dell'Eneide in latino e con la metrica giusta: Arma virumque canò,Troiaè qui primus ab oris / Italiàm fatò profugùs Laviniaque venit... Bei tempi...
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