@Sousuke: non ho tempo da perdere, io.
@Kyra: no, non sono ferma a quella fase, io.
Che differenza c'è tra l'essere stron*i e l'essere bastar*i?
"Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
Arthur Schopenhauer
@dark lady: Certamente, ma di solito mi ritengono tali sono quelli che non sono stronzi, bastardi od ipocriti, a quanto pare.
Chissà perchè.
@Kyra: Fingere con molti, sostanzialmente.
Perchè ci sono persone, certamente solo in apparenza superficiali ed ipocrite, che credono erroneamente che punire gli altri quando se lo meritano sia un atteggiamento patologico, una perdita di tempo, un'ossessione e non la semplice reazione di chi non vive come un menefreghista arido e vuole farsi rispettare, nonchè ribadire come la pensa coerentemente in relazione ad un argomento?
[QUOTE=Sousuke;957509][FONT="Comic Sans MS"]
Perch
"Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
Arthur Schopenhauer
Presumo poco o quantomeno nella norma, dato che sono piuttosto magrolino e mi diverte, in realtà, comportarmi in un certo modo dal vivo per dimostrare che si tratta di eventi molto concreti, seri e possibili, nonchè per nulla frutto di deliri di onnipotenza od infantili ma di una certa maturità e modo di essere differente, di cui certe persone si accorgono spesso troppo tardi. Quanto me ne dispiace.
Nella cucina orientale, nella tolleranza, nella visione notturna, nella guida in pista su due ruote, nell'organizzazione del mio tempo, nella comprensione del Sè e molto altro ancora. C'è sempre molto da migliorare se uno lo desidera.
Quanto ti preoccupa l'idea che gli altri hanno di te?
"Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
Arthur Schopenhauer
"Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
Arthur Schopenhauer
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