Storpiare con le parolacce o bestemmie diverse preghiere mentre le pronunciavo, creando sempre delle rime e producendo l'assoluta ilarità e ghigni di chi, sfortunatamente, sedeva a fianco di me (ero sempre in prima fila, quindi il prete guardava indispettito chi rideva e non il sottoscritto, ovvero la vera causa delle risate).
Ancora oggi, quando vado in chiesa a Messa al sabato/domenica mattina e mi capita di incontrare un individuo femminile di mia conoscenza che so apprezzerebbe la mia vena poetica religiosa, mi siedo accanto a lei e pronuncio spesso le preghiere in tale modo blasfemo, creando rime con parolacce o bestemmie, talvolta spingendola a piangere dal ridere, dato che pare avere il mio stesso senso dell'umorismo.
Ancora oggi, quando vado in chiesa a Messa al sabato/domenica mattina e mi capita di incontrare un individuo femminile di mia conoscenza che so apprezzerebbe la mia vena poetica religiosa, mi siedo accanto a lei e pronuncio spesso le preghiere in tale modo blasfemo, creando rime con parolacce o bestemmie, talvolta spingendola a piangere dal ridere, dato che pare avere il mio stesso senso dell'umorismo.


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