Chi odio, indiscriminatamente, è chi cerca di attaccar bottone, specialmente quando non sono nella predisposizione d'animo migliore.
Se qualcuno mi chiede informazioni rispondo gentilmente, e nessun fastidio. Quando qualcuno però inizia a prendersi confidenze divento idrofoba.
Un giorno ero in posta per spedire una raccomandata, quando mi si siede accanto una signora abbastanza avanti con l'età. Io continuo a sfogliare la mia agenda senza curarmi di lei, ma con la coda dell'occhio mi accorgo che continua a voltarsi verso di me. Poi comincia a lamentarsi del caldo (era estate), e io, per la mia stramaledetta educazione, le rispondo. Non l'avessi mai fatto. Nel giro di mezz'ora mi ha raccontato anche quante volte andava in bagno al giorno. Quando è arrivato il mio turno ero prossima a commettere un omicidio.
I provoloni invece non li reggo, e ormai li scoraggio in partenza sollevando la più chiusa e ostile delle mie espressioni. Un tempo non ero così furba, così ogni tanto qualcuno si attaccava. Una sera in un locale, dove mi trovavo sempre con gli amici, ero seduta al bancone in attesa degli altri, quando mi si avvicina un tizio mai visto prima, si siede accanto a me, e mi guarda. Io lo ignoro, finché lui mi fa «Ciao, piacere, sono...». L'ho guardato come fosse un extraterrestre, poi gentilmente rispondo «Ciao». Quello mi guarda ancora per un po' poi mi fa: «Mi piace sto posto. Se tutte le ragazze sono belle come te ci verrò sempre». Io mi guardo intorno con la speranza di vedere qualcuno dei miei amici, ma niente. Poi questo mi fa: «Va beh, dai, che ne dici di venire a fare un giro a casa mia? Così ci conosciamo meglio...». Mi sono girata lentamente verso di lui, con due occhi fuori dalle orbite, e l'ho guardato talmente male che si è defilato (peccato che poi ha continuato a provarci ogni volta che lo rivedevo al bar...).
Altro soggetto che non reggo: quello che si mette a parlare al telefono dei cazzi suoi, ovviamente con voce altissima, per farsi sentire da tutti. In treno un giorno ero seduta di fronte a uno che ha passato 3/4 d'ora a raccontare quasi urlando la sua crociera di extralusso... e non avevo neppure l'ipod...
Se qualcuno mi chiede informazioni rispondo gentilmente, e nessun fastidio. Quando qualcuno però inizia a prendersi confidenze divento idrofoba.
Un giorno ero in posta per spedire una raccomandata, quando mi si siede accanto una signora abbastanza avanti con l'età. Io continuo a sfogliare la mia agenda senza curarmi di lei, ma con la coda dell'occhio mi accorgo che continua a voltarsi verso di me. Poi comincia a lamentarsi del caldo (era estate), e io, per la mia stramaledetta educazione, le rispondo. Non l'avessi mai fatto. Nel giro di mezz'ora mi ha raccontato anche quante volte andava in bagno al giorno. Quando è arrivato il mio turno ero prossima a commettere un omicidio.
I provoloni invece non li reggo, e ormai li scoraggio in partenza sollevando la più chiusa e ostile delle mie espressioni. Un tempo non ero così furba, così ogni tanto qualcuno si attaccava. Una sera in un locale, dove mi trovavo sempre con gli amici, ero seduta al bancone in attesa degli altri, quando mi si avvicina un tizio mai visto prima, si siede accanto a me, e mi guarda. Io lo ignoro, finché lui mi fa «Ciao, piacere, sono...». L'ho guardato come fosse un extraterrestre, poi gentilmente rispondo «Ciao». Quello mi guarda ancora per un po' poi mi fa: «Mi piace sto posto. Se tutte le ragazze sono belle come te ci verrò sempre». Io mi guardo intorno con la speranza di vedere qualcuno dei miei amici, ma niente. Poi questo mi fa: «Va beh, dai, che ne dici di venire a fare un giro a casa mia? Così ci conosciamo meglio...». Mi sono girata lentamente verso di lui, con due occhi fuori dalle orbite, e l'ho guardato talmente male che si è defilato (peccato che poi ha continuato a provarci ogni volta che lo rivedevo al bar...).
Altro soggetto che non reggo: quello che si mette a parlare al telefono dei cazzi suoi, ovviamente con voce altissima, per farsi sentire da tutti. In treno un giorno ero seduta di fronte a uno che ha passato 3/4 d'ora a raccontare quasi urlando la sua crociera di extralusso... e non avevo neppure l'ipod...




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