Stranamente, il Bar di discuterepuntoit era affollato, quasi come ai bei tempi.
Axe stava smontando un articolo economico con subordinate di sette righe e inserti in marchigiano antico; Ale controllava sul cellulare i chilometri settimanali in bici come un monaco medievale avrebbe contato i rosari e l’ansia di un broker di Wall Street durante il crollo del ’29. Dark, vestita rigorosamente in 50 variazioni di nero, fumava un aromatico cilindretto fatto da ritaglio de "Il Pettegolo di Cremona" farcito di erba aromatica, con l’aria di chi aveva già visto il collasso morale della civiltà occidentale prima del secondo caffè, tanto stanca da non aver nemmeno la forza di lamentarsene. Vega spiegava che la Natura non era “madre”, bensì “un immenso tritacarne biochimico con velleità riproduttive”
Kanyu, impeccabile in giacca chiara, sorseggiava rhum con eleganza quasi offensiva. "Sapete", disse con tono stilnovista, allontanando dalle labbra il sigaro cubano e le sue volute di aromatico fumo azzurrino "una vera Donna oggi è rara quanto un manoscritto arabo del XII secolo intatto e senza postille ideologiche."
Regina lievitava nel flusso delle cose con l'abituale dolcezza poetica, come se ogni parola fosse già perdonata prima ancora di essere pronunciata, ed annui', con un cenno del capo.
Bevve un sorso di té al gelsomino e sgranocchio' un pasticcino di pasta di mandorle, con la ciliegina.
Ladypojana manteneva una presenza solida, adulta, senza necessità di intervento: una stabilità che non si imponeva, ma reggeva il tavolo.
Kurono Toriga, intento a fotografare, in pose varie, un cornetto mezzo mangiato, scovato nella sua dispensa settecentesca e portato al bar per fare economia, mormorava pensosamente "La briciola è il destino dell’universo dopo l’entropia."
"Kurò", disse Dark, "te voglio bene, ma certe volte me pari un monaco zen caduto dentro un forum de fotografia analogica." e aggiunse "si vede che faccio corsi di lingue?"
KingKong che ascoltava come si ascolta un vento antico: senza opporre resistenza, solo interpretando. annuì lentamente come un sapiente persiano davanti ai moti disordinati dell’Occidente.
Breakthru , un po' in disparte e con l'aria assente, osservava le strutture invisibili delle frasi, pronta a riconoscere ogni schema di potere maschilista e patriarcale anche nel modo in cui veniva servito il caffè.
Doxa tentava invano di introdurre Caravaggio nel dibattito senza che qualcuno trasformasse tutto in lotta tra sessi, capitalismo o geopolitica balcanica.
Ninag, calzoncini corti di pelle tirolesi e camicia felpata a quadroni, sorseggiava un grappino (o uno slivoviz?), con il suo metal detector appoggiato come una sentinella del reale. "Qui si parla molto", disse, "ma spesso si parla sopra il significato invece che dentro". Nessuno la contraddisse. Non perché fosse autorità. Perché era difficilmente aggirabile.
Fu allora che accadde.
Ore 12:00 Ale registrò immediatamente l’evento come “anomalia atmosferica con lieve aumento cardiaco”.
Le luci tremolarono. Il vecchio juke-box emise un rantolo. I sottobicchieri vibrarono. Una nube lattiginosa emerse dalla macchina del caffè.
Dark socchiuse gli occhi:
"O è un corto circuito… oppure stiamo entrando in territorio teologico. E non so quale delle due cose costi di più."
La nube prese forma lentamente: vapori di espresso, fumo di sigaro cubano, pixel di discussioni infinite e notifiche mai aperte.
Lo Spirito Discuteriano.
Aveva la voce di mille thread contemporanei.
"SEGUACI DEL PROSECCO, POPOL MIO"
Axe si sistemò gli occhiali.
"Prego esporre tesi, fonti e premesse epistemologiche"
"SONO LO SPIRITO DEL DIBATTITO NON FAZIOSO… DELLA POLEMICA SENZA INSULTO… DELLA RISPOSTA LETTA FINO IN FONDO."
Un brivido percorse il bar.
Breakthru incrociò le braccia: "Sembra una costruzione patriarcale impossibile"
"Peggio", sussurrò Dark. "Sembra equilibrio."
Lo Spirito allora diffuse sul gruppo una specie di pulviscolo luminoso.
E il miracolo avvenne.
Axe sintetizzò un concetto in tre righe. Comprensibili a tutti.
Ale parlò per dodici minuti senza nominare danze, nuotate, ape, tour, catene di bicicletta e localicà turistiche sconosciute nord-orientali, dislivelli o frequenza cardiaca.
Vega ammise che “forse” non tutto ciò che l’umanità produce è pura idiozia evolutiva.
KingKong citò un poeta sufi senza spiegare per venti minuti la filologia persiana.
Regina non disse nulla: ascoltò soltanto, con quella sua trasparenza gentile che rendeva le parole più leggere dopo il passaggio.
Ladypojana annuì appena: come si fa con un’ipotesi interessante che non ha bisogno di essere confutata per esistere.
Ma il fenomeno più sconvolgente riguardò Kanyu.
Una ragazza entrò nel bar, sorrise distrattamente e gli chiese:
"Scusa, hai mica da accendere?"
Kanyu la guardò.
Pausa.
Lo Spirito brillò intensamente.
E Kanyu… non partì con una dissertazione sulla Donna angelicata, Beatrice, il tramonto dell’eleganza europea e le ultime rovine della cavalleria interiore.
"Certo", disse soltanto, porgendole l’accendino con un sorriso gentile.
Silenzio assoluto.
Dark quasi lasciò cadere il cilindrotto...quasi completamente fumato: "No. Questo no. Questo è soprannaturale."
Kurono, commosso, scrisse immediatamente un haiku romano:
"Fumo sopra er bar
Kanyu nun idealizza —
tremano i cieli."
Lo Spirito Discuteriano allora proclamò:
"DA OGGI… CHI PARLA… DOVRÀ ANCHE ASCOLTARE."
E poi Ninag parlò: "Questo non è uno spirito."
Pausa.
"È un algoritmo che ha imparato (da Calaf ? )il tono della saggezza, ma, forse, non le sue conseguenze"
Un attimo di Silenzio. Totale
Urlo collettivo.
"È eccessivo!" gridò Axe. "Così crolla l’intera antropologia del dibattito online!"
"È contro la biologia", aggiunse Vega.
"È contro i forum", disse Dark con voce spenta.
Lo Spirito sorrise con misericordia caffeinomane e svanì lentamente nei vapori dell’espresso.
Ritorno' il lungo silenzio.
Infine il Signor Bartender alzò gli occhi e....miracolosamente, parlo':
"Mah… io comunque rimpiango quando ve scannavate coi monaci. C’era più vita."
Axe stava smontando un articolo economico con subordinate di sette righe e inserti in marchigiano antico; Ale controllava sul cellulare i chilometri settimanali in bici come un monaco medievale avrebbe contato i rosari e l’ansia di un broker di Wall Street durante il crollo del ’29. Dark, vestita rigorosamente in 50 variazioni di nero, fumava un aromatico cilindretto fatto da ritaglio de "Il Pettegolo di Cremona" farcito di erba aromatica, con l’aria di chi aveva già visto il collasso morale della civiltà occidentale prima del secondo caffè, tanto stanca da non aver nemmeno la forza di lamentarsene. Vega spiegava che la Natura non era “madre”, bensì “un immenso tritacarne biochimico con velleità riproduttive”
Kanyu, impeccabile in giacca chiara, sorseggiava rhum con eleganza quasi offensiva. "Sapete", disse con tono stilnovista, allontanando dalle labbra il sigaro cubano e le sue volute di aromatico fumo azzurrino "una vera Donna oggi è rara quanto un manoscritto arabo del XII secolo intatto e senza postille ideologiche."
Regina lievitava nel flusso delle cose con l'abituale dolcezza poetica, come se ogni parola fosse già perdonata prima ancora di essere pronunciata, ed annui', con un cenno del capo.
Bevve un sorso di té al gelsomino e sgranocchio' un pasticcino di pasta di mandorle, con la ciliegina.
Ladypojana manteneva una presenza solida, adulta, senza necessità di intervento: una stabilità che non si imponeva, ma reggeva il tavolo.
Kurono Toriga, intento a fotografare, in pose varie, un cornetto mezzo mangiato, scovato nella sua dispensa settecentesca e portato al bar per fare economia, mormorava pensosamente "La briciola è il destino dell’universo dopo l’entropia."
"Kurò", disse Dark, "te voglio bene, ma certe volte me pari un monaco zen caduto dentro un forum de fotografia analogica." e aggiunse "si vede che faccio corsi di lingue?"
KingKong che ascoltava come si ascolta un vento antico: senza opporre resistenza, solo interpretando. annuì lentamente come un sapiente persiano davanti ai moti disordinati dell’Occidente.
Breakthru , un po' in disparte e con l'aria assente, osservava le strutture invisibili delle frasi, pronta a riconoscere ogni schema di potere maschilista e patriarcale anche nel modo in cui veniva servito il caffè.
Doxa tentava invano di introdurre Caravaggio nel dibattito senza che qualcuno trasformasse tutto in lotta tra sessi, capitalismo o geopolitica balcanica.
Ninag, calzoncini corti di pelle tirolesi e camicia felpata a quadroni, sorseggiava un grappino (o uno slivoviz?), con il suo metal detector appoggiato come una sentinella del reale. "Qui si parla molto", disse, "ma spesso si parla sopra il significato invece che dentro". Nessuno la contraddisse. Non perché fosse autorità. Perché era difficilmente aggirabile.
Fu allora che accadde.
Ore 12:00 Ale registrò immediatamente l’evento come “anomalia atmosferica con lieve aumento cardiaco”.
Le luci tremolarono. Il vecchio juke-box emise un rantolo. I sottobicchieri vibrarono. Una nube lattiginosa emerse dalla macchina del caffè.
Dark socchiuse gli occhi:
"O è un corto circuito… oppure stiamo entrando in territorio teologico. E non so quale delle due cose costi di più."
La nube prese forma lentamente: vapori di espresso, fumo di sigaro cubano, pixel di discussioni infinite e notifiche mai aperte.
Lo Spirito Discuteriano.
Aveva la voce di mille thread contemporanei.
"SEGUACI DEL PROSECCO, POPOL MIO"
Axe si sistemò gli occhiali.
"Prego esporre tesi, fonti e premesse epistemologiche"
"SONO LO SPIRITO DEL DIBATTITO NON FAZIOSO… DELLA POLEMICA SENZA INSULTO… DELLA RISPOSTA LETTA FINO IN FONDO."
Un brivido percorse il bar.
Breakthru incrociò le braccia: "Sembra una costruzione patriarcale impossibile"
"Peggio", sussurrò Dark. "Sembra equilibrio."
Lo Spirito allora diffuse sul gruppo una specie di pulviscolo luminoso.
E il miracolo avvenne.
Axe sintetizzò un concetto in tre righe. Comprensibili a tutti.
Ale parlò per dodici minuti senza nominare danze, nuotate, ape, tour, catene di bicicletta e localicà turistiche sconosciute nord-orientali, dislivelli o frequenza cardiaca.
Vega ammise che “forse” non tutto ciò che l’umanità produce è pura idiozia evolutiva.
KingKong citò un poeta sufi senza spiegare per venti minuti la filologia persiana.
Regina non disse nulla: ascoltò soltanto, con quella sua trasparenza gentile che rendeva le parole più leggere dopo il passaggio.
Ladypojana annuì appena: come si fa con un’ipotesi interessante che non ha bisogno di essere confutata per esistere.
Ma il fenomeno più sconvolgente riguardò Kanyu.
Una ragazza entrò nel bar, sorrise distrattamente e gli chiese:
"Scusa, hai mica da accendere?"
Kanyu la guardò.
Pausa.
Lo Spirito brillò intensamente.
E Kanyu… non partì con una dissertazione sulla Donna angelicata, Beatrice, il tramonto dell’eleganza europea e le ultime rovine della cavalleria interiore.
"Certo", disse soltanto, porgendole l’accendino con un sorriso gentile.
Silenzio assoluto.
Dark quasi lasciò cadere il cilindrotto...quasi completamente fumato: "No. Questo no. Questo è soprannaturale."
Kurono, commosso, scrisse immediatamente un haiku romano:
"Fumo sopra er bar
Kanyu nun idealizza —
tremano i cieli."
Lo Spirito Discuteriano allora proclamò:
"DA OGGI… CHI PARLA… DOVRÀ ANCHE ASCOLTARE."
E poi Ninag parlò: "Questo non è uno spirito."
Pausa.
"È un algoritmo che ha imparato (da Calaf ? )il tono della saggezza, ma, forse, non le sue conseguenze"
Un attimo di Silenzio. Totale
Urlo collettivo.
"È eccessivo!" gridò Axe. "Così crolla l’intera antropologia del dibattito online!"
"È contro la biologia", aggiunse Vega.
"È contro i forum", disse Dark con voce spenta.
Lo Spirito sorrise con misericordia caffeinomane e svanì lentamente nei vapori dell’espresso.
Ritorno' il lungo silenzio.
Infine il Signor Bartender alzò gli occhi e....miracolosamente, parlo':
"Mah… io comunque rimpiango quando ve scannavate coi monaci. C’era più vita."



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