posso raccontarvi la mia giornata lavorativa di oggi?
.... lo prendo per un si!!
Dunque è da una settimana che organizziamo lo sbarco di sei marittimi filippini e l'imbarco dei relativi sostituti. Generalmente si effettua prima l'imbarco e successivamente lo sbarco, per dar modo ad ognuno dei marittimi di passare le consegne al loro sostituto, specie se ufficiali di marina marcantile.
da dieci giorni abbiamo combattuto con richieste di visti di transito per gli imbarcanti, domanda da presentare presso l'ambasciata italiana a Manila, avallo della locale capitaneria di porto che attestava lo scalo previsto della nave e quindi svincolava le riserve dell'ambasciata che alla fine ha rilasciato i sei visti di cui necessitavano i marittimi per poter prendere un volo che li portasse presso un paese schengen... il nostro. Paese di transito per poi uscire alla nostra frontiera portuale di Augusta, per prendere imbarco sulla nave e quindi poter lavorare.
Nel frattempo abbiamo organizzato lo sbarco dei sei marittimi presenti a bordo, richiedendo i necessari visti di transito alla Polizia di Frontiera, la quale ha preteso delle dichiarazioni di "presa a carico", cioè garanzie in caso di mancato volo o trasferimento presso il paese di origine, dichiarazioni in cui l'agenzia attesta che si occuperà di assistere i marittimi in qualunque circostanza dovessero trovarsi in territorio schengen impossibilitati a proseguire il viaggio per qualsiasi imprevisto potesse capitare. Abbiamo procurato delle foto tessera a colori da applicare sulla richiesta di visto, preparata la somma di 60,00 euro a marittimo, tassa prevista per il rilascio del visto e, dopo tante peripezie, ottenuti i piani di volo e le conferma del ticket elettronico, domani mattina, se Dio vuole, gli sbarcanti possono rientrare a casa.
Oggi pomeriggio sono arrivati i marittimi imbarcanti. L'aereo, che doveva atterrare alle 15:20, è atterrato da Fiumicino alle 15:50. Il tempo di scendere, attendere le valigie, sperando che nel frattempo qualcuna non si fosse smarrita, ed ecco che alle 16:30, tutti e sei i marittimi finalmente possono lasciare l'aereporto per recarsi presso la polizia di frontiera, tappa necessaria affinchè la pratica di imbarco possa essere espletata.
Primo problema :
L'ufficio di polizia di frontiera, chiude alle 17:00, solitamente e, purtroppo questo pomeriggio, tra i vari funzionari, ce n'è uno che solitamente si "rompe i coglioni" perchè, visto che non gli pagano lo straordinario, non gradisce trattenersi oltre il normale orario di lavoro. Dato che oramai sono 22 anni che faccio questo mestiere, alle 16:30 chiamo l'ufficio di polizia per "tranquillizzarli" dicendo loro che i marittimi entro mezz'ora saranno presso il loro ufficio. Il funzionario brontola, però tutto sommato non mi fa pesare troppo la cosa.
Alle 16:55, i marittimi sono in polizia. Il nostro autista ha disposizioni di chiamare non appena termina di espletare le pratiche. passano la bellezza 30 minuti e ancora l'autista non chiama.
Già perchè mica è finita. Dopo che la polizia ha apposto il loro nulla osta, i marittimi si devono dirigere presso la Capitaneria di Porto, per "COMPLETARE" le formalità di imbarco. Io oggi verso le 15:00, avevo prevvisato la capitaneria che intorno alle 17:30, era previsto l'imbarco di questi marittimi e devo dire, che il sott'ufficiale di servizio non mi aveva fatto alcun problema. Anche perchè smettono di ricevere il pubblico tutti i giorni alle 18:00.
Alle 17:25, chiamo l'autista, ancora in polizia, fuori città, perchè hanno l'ufficio in un'area portuale che si trova fuori città, mentre la Capitaneria si trova in un altra area portuarle (noi siamo fortunati, ne abbiamo tre di aree portuali sempre nello stesso specchio d'acqua) al centro della città, quindi dicevo, chiamo l'autista e gli chiedo a che punto sono. Lui mi risponde che più o meno ci vogliono altri 10 miniuti.
Poichè avevo detto in Capitaneria che i marittimi si sarebbero presentati alle 17:30, chiamo subito e avverto il sott'ufficiale che ritardavamo circa 20 minuti. Lui senza batter ciglio mi dice di non preoccuparmi, che mi avrebbe atteso intorno alle 18:00.
Tranquillizatomi, prendo i documenti e mi dirigo in Capitaneria dove arrivo alle 15:45. Aspetto i marittimi davanti al cancello e questi arrivano alle 18:00. Il tempo di scendere dal pulmino, prendere i documenti (visite mediche, certificati di idonietà professione, contratti di arruolamento, ecc), alle 18:05, arriviamo presso l'ufficio imbarco.
Giusto, giusto, in quel momento all'ufficio imbarchi, si trovava, insieme al sott'ufficiale e al altre due persone, il capo sezione, un "capitano di vascello" che io conosco da vent'anni, quando lui era "guardiamarina" ed io un giovane impiegato d'agenzia. Gli anni passano, si sa, poi io fui trasferito nella mia città, Siracusa e per circa 12 anni ci siamo visti di rado. Ora lui è "comandante" e quindi il lei è d'obbligo.
Io entro e saluto : "buona sera"
e lui di rimando "buona sera un paio d balle!!!!"
rimango sorpreso per un attimo e capisco subito che non tira buona aria.
"Mi scusi, perchè buona sera un paio di balle" gli domando io
E lui "certo che siete MOOLTO SCORRETTI"
allora io gli chiedo perchè mai mi giudica scorretto
e lui : "venire a quest'ora per imbarcare dei marittimi, non avete rispetto".
Per fortuna i marittimi sono filippini e non capiscono, anche se magari si sono accorti dell'atteggiamento scontroso dell'ufficiale. Al che io con molta calma apparente, benchè mi sentissi l' Etna dentro, rispondo cordialmente "mah, guardi che io ho avvertito del ritardo", ma mentre dicevo ciò, l'istinto mi porta a guardare in viso il sott'ufficiale, che nel frattempo restava ammutolito, facendo finta di sbrigare una pratica.
Capisto tutto. Se parlo, metto in difficoltà il sott'ufficiale che si era dimostrato molto comprensivo e cordiale, in quanto l'avrei esposto a possibili rimproveri dell'ufficiale "gentiluomo", pertanto mi scuso dicendo che il ritardo era dovuto al ritardo del volo poi il tempo della pratica in polizia.... ma appena accenno la parola polizia lui mi interrompe con arroganza :
"Polizia! E certo!!! Sempre "Noi" delle capitanerie siamo i fessi che vanno incontro alle esigenze delle agenzie!
E se ne va.
Faccio finta di niente (devo ancora espletare la pratica di imbarco e quindi sto zitto e incasso altrimenti mi tocca mandare i marittimi in albergo), mi rivolgo al sott'ufficiale, il quale, non appena si accerta che il "comandante" sia abbastanza lontano, a modo suo si scusa per il trattamento ricevuto, giustificando il suo superiore dicendo che "lo fa per fare in modo che le agenzie non se ne approfittano" (approfittano di che? Sin dall'inizio ho avvisato, chiesto se andava bene presentarsi all'orario di chiusura, ecc ) e.... UDITE UDITE, in appena 10 minuti mi autorizza l'imbarco!
Alle 18:20 avevamo terminato tutto, i marittimi potevano andare a bordo.
Il giovane collega, un ragazzo di 24 anni che era con me, e che sta imparando il mestiere, in macchina, mi ha confessato di essere rimasto scioccato dal trattamento subito. Al che io gli ho detto di abituarsi, perchè le autorità, piuttosto che venirti incontro, ti danno addosso ogni volta che possono. Parola di uno che lavora nel settore da 22 anni, oramai.
Ora sono qui a pensare all'accaduto. Alcuni di voi mi conoscono e sanno che reagisco male agli abusi, ai sopprusi verbali, all'arroganza di certi atteggiamenti.... ma questo non cambia le cose. Poi riflettendoci bene, mi sono ricordato che a me lo straordinario ancora lo pagano... mentre a loro no!!
Gli è piaciuto il posto statale? Il posto fisso? se lo "fissassero" il quel posto, dunque!! Con buona pace della solidarietà e fratellanza!! La bambagia è finita. Sono arrivati alla frutta. Non hanno nemmeno i soldi per comprarsi i toner! E francamente non me ne può fregare più niente!!
buona notte
.... lo prendo per un si!!
Dunque è da una settimana che organizziamo lo sbarco di sei marittimi filippini e l'imbarco dei relativi sostituti. Generalmente si effettua prima l'imbarco e successivamente lo sbarco, per dar modo ad ognuno dei marittimi di passare le consegne al loro sostituto, specie se ufficiali di marina marcantile.
da dieci giorni abbiamo combattuto con richieste di visti di transito per gli imbarcanti, domanda da presentare presso l'ambasciata italiana a Manila, avallo della locale capitaneria di porto che attestava lo scalo previsto della nave e quindi svincolava le riserve dell'ambasciata che alla fine ha rilasciato i sei visti di cui necessitavano i marittimi per poter prendere un volo che li portasse presso un paese schengen... il nostro. Paese di transito per poi uscire alla nostra frontiera portuale di Augusta, per prendere imbarco sulla nave e quindi poter lavorare.
Nel frattempo abbiamo organizzato lo sbarco dei sei marittimi presenti a bordo, richiedendo i necessari visti di transito alla Polizia di Frontiera, la quale ha preteso delle dichiarazioni di "presa a carico", cioè garanzie in caso di mancato volo o trasferimento presso il paese di origine, dichiarazioni in cui l'agenzia attesta che si occuperà di assistere i marittimi in qualunque circostanza dovessero trovarsi in territorio schengen impossibilitati a proseguire il viaggio per qualsiasi imprevisto potesse capitare. Abbiamo procurato delle foto tessera a colori da applicare sulla richiesta di visto, preparata la somma di 60,00 euro a marittimo, tassa prevista per il rilascio del visto e, dopo tante peripezie, ottenuti i piani di volo e le conferma del ticket elettronico, domani mattina, se Dio vuole, gli sbarcanti possono rientrare a casa.
Oggi pomeriggio sono arrivati i marittimi imbarcanti. L'aereo, che doveva atterrare alle 15:20, è atterrato da Fiumicino alle 15:50. Il tempo di scendere, attendere le valigie, sperando che nel frattempo qualcuna non si fosse smarrita, ed ecco che alle 16:30, tutti e sei i marittimi finalmente possono lasciare l'aereporto per recarsi presso la polizia di frontiera, tappa necessaria affinchè la pratica di imbarco possa essere espletata.
Primo problema :
L'ufficio di polizia di frontiera, chiude alle 17:00, solitamente e, purtroppo questo pomeriggio, tra i vari funzionari, ce n'è uno che solitamente si "rompe i coglioni" perchè, visto che non gli pagano lo straordinario, non gradisce trattenersi oltre il normale orario di lavoro. Dato che oramai sono 22 anni che faccio questo mestiere, alle 16:30 chiamo l'ufficio di polizia per "tranquillizzarli" dicendo loro che i marittimi entro mezz'ora saranno presso il loro ufficio. Il funzionario brontola, però tutto sommato non mi fa pesare troppo la cosa.
Alle 16:55, i marittimi sono in polizia. Il nostro autista ha disposizioni di chiamare non appena termina di espletare le pratiche. passano la bellezza 30 minuti e ancora l'autista non chiama.
Già perchè mica è finita. Dopo che la polizia ha apposto il loro nulla osta, i marittimi si devono dirigere presso la Capitaneria di Porto, per "COMPLETARE" le formalità di imbarco. Io oggi verso le 15:00, avevo prevvisato la capitaneria che intorno alle 17:30, era previsto l'imbarco di questi marittimi e devo dire, che il sott'ufficiale di servizio non mi aveva fatto alcun problema. Anche perchè smettono di ricevere il pubblico tutti i giorni alle 18:00.
Alle 17:25, chiamo l'autista, ancora in polizia, fuori città, perchè hanno l'ufficio in un'area portuale che si trova fuori città, mentre la Capitaneria si trova in un altra area portuarle (noi siamo fortunati, ne abbiamo tre di aree portuali sempre nello stesso specchio d'acqua) al centro della città, quindi dicevo, chiamo l'autista e gli chiedo a che punto sono. Lui mi risponde che più o meno ci vogliono altri 10 miniuti.
Poichè avevo detto in Capitaneria che i marittimi si sarebbero presentati alle 17:30, chiamo subito e avverto il sott'ufficiale che ritardavamo circa 20 minuti. Lui senza batter ciglio mi dice di non preoccuparmi, che mi avrebbe atteso intorno alle 18:00.
Tranquillizatomi, prendo i documenti e mi dirigo in Capitaneria dove arrivo alle 15:45. Aspetto i marittimi davanti al cancello e questi arrivano alle 18:00. Il tempo di scendere dal pulmino, prendere i documenti (visite mediche, certificati di idonietà professione, contratti di arruolamento, ecc), alle 18:05, arriviamo presso l'ufficio imbarco.
Giusto, giusto, in quel momento all'ufficio imbarchi, si trovava, insieme al sott'ufficiale e al altre due persone, il capo sezione, un "capitano di vascello" che io conosco da vent'anni, quando lui era "guardiamarina" ed io un giovane impiegato d'agenzia. Gli anni passano, si sa, poi io fui trasferito nella mia città, Siracusa e per circa 12 anni ci siamo visti di rado. Ora lui è "comandante" e quindi il lei è d'obbligo.
Io entro e saluto : "buona sera"
e lui di rimando "buona sera un paio d balle!!!!"
rimango sorpreso per un attimo e capisco subito che non tira buona aria.
"Mi scusi, perchè buona sera un paio di balle" gli domando io
E lui "certo che siete MOOLTO SCORRETTI"
allora io gli chiedo perchè mai mi giudica scorretto
e lui : "venire a quest'ora per imbarcare dei marittimi, non avete rispetto".
Per fortuna i marittimi sono filippini e non capiscono, anche se magari si sono accorti dell'atteggiamento scontroso dell'ufficiale. Al che io con molta calma apparente, benchè mi sentissi l' Etna dentro, rispondo cordialmente "mah, guardi che io ho avvertito del ritardo", ma mentre dicevo ciò, l'istinto mi porta a guardare in viso il sott'ufficiale, che nel frattempo restava ammutolito, facendo finta di sbrigare una pratica.
Capisto tutto. Se parlo, metto in difficoltà il sott'ufficiale che si era dimostrato molto comprensivo e cordiale, in quanto l'avrei esposto a possibili rimproveri dell'ufficiale "gentiluomo", pertanto mi scuso dicendo che il ritardo era dovuto al ritardo del volo poi il tempo della pratica in polizia.... ma appena accenno la parola polizia lui mi interrompe con arroganza :
"Polizia! E certo!!! Sempre "Noi" delle capitanerie siamo i fessi che vanno incontro alle esigenze delle agenzie!
E se ne va.
Faccio finta di niente (devo ancora espletare la pratica di imbarco e quindi sto zitto e incasso altrimenti mi tocca mandare i marittimi in albergo), mi rivolgo al sott'ufficiale, il quale, non appena si accerta che il "comandante" sia abbastanza lontano, a modo suo si scusa per il trattamento ricevuto, giustificando il suo superiore dicendo che "lo fa per fare in modo che le agenzie non se ne approfittano" (approfittano di che? Sin dall'inizio ho avvisato, chiesto se andava bene presentarsi all'orario di chiusura, ecc ) e.... UDITE UDITE, in appena 10 minuti mi autorizza l'imbarco!
Alle 18:20 avevamo terminato tutto, i marittimi potevano andare a bordo.
Il giovane collega, un ragazzo di 24 anni che era con me, e che sta imparando il mestiere, in macchina, mi ha confessato di essere rimasto scioccato dal trattamento subito. Al che io gli ho detto di abituarsi, perchè le autorità, piuttosto che venirti incontro, ti danno addosso ogni volta che possono. Parola di uno che lavora nel settore da 22 anni, oramai.
Ora sono qui a pensare all'accaduto. Alcuni di voi mi conoscono e sanno che reagisco male agli abusi, ai sopprusi verbali, all'arroganza di certi atteggiamenti.... ma questo non cambia le cose. Poi riflettendoci bene, mi sono ricordato che a me lo straordinario ancora lo pagano... mentre a loro no!!
Gli è piaciuto il posto statale? Il posto fisso? se lo "fissassero" il quel posto, dunque!! Con buona pace della solidarietà e fratellanza!! La bambagia è finita. Sono arrivati alla frutta. Non hanno nemmeno i soldi per comprarsi i toner! E francamente non me ne può fregare più niente!!
buona notte
