Non è la prima volta che Silvio Berlusconi lascia intendere pensieri inusuali sul Milan e sulla sua gestione. La sua incompatibilità con Leonardo era sotto gli occhi di tutti e infatti la vicenda si è risolta con un doloroso divorzio, doloroso almeno per l'allenatore e i tifosi.
Ma il patron rossonero è convinto delle sue scelte e anzi sembra volersi rimproverare di aver affidato la squadra a uno degli uomini più fedeli alla società di via Turati. "È la squadra che amo e perciò sono il primo tifoso - ha detto il Premier - Però io quest'anno, nonostante i tanti infortuni, se avessi fatto l'allenatore avrei vinto lo scudetto con 5-6 punti di distacco...".
Dichiarazioni forti, che però danno un po' da riflettere, perché è vero che il tecnico che siede in panchina è colui che sceglie tattica e cambi, ma è anche vero che il patron è quello che mette i soldi per gli acquisti di mercato e che mette quindi una rosa a disposizione del tecnico. E l'allenatore deve lavorare poi con il materiale umano che possiede.
Pretendere i miracoli da Leonardo, però, a conti fatti sarebbe ingiusto, visto che comunque il mercato rossonero nella stagione 2009-2010 non ha regalato grandi sorprese, che la squadra è stata colpita da diversi infortuni e che l'età media della squadra è abbastanza alta da qualche anno, con tutte le conseguenze del caso.
Il futuro che cosa riserva al Milan? L'annuncio del nuovo allenatore si fa attendere e non è ancora detto che sarà Allegri. In lizza ci sono sempre diversi nomi, tra cui anche quello di Mauro Tassotti, che dalla tournée statunitense fa sapere: "Sul futuro dico che non c'è nulla di particolare. Sono al Milan da 30 anni e conosco bene questo ambiente, so come gestire certe cose. Quando torneremo dalla tournée avrò un incontro e lì si deciderà cosa fare, ma tutto con la massima tranquillità".
Ma il patron rossonero è convinto delle sue scelte e anzi sembra volersi rimproverare di aver affidato la squadra a uno degli uomini più fedeli alla società di via Turati. "È la squadra che amo e perciò sono il primo tifoso - ha detto il Premier - Però io quest'anno, nonostante i tanti infortuni, se avessi fatto l'allenatore avrei vinto lo scudetto con 5-6 punti di distacco...".
Dichiarazioni forti, che però danno un po' da riflettere, perché è vero che il tecnico che siede in panchina è colui che sceglie tattica e cambi, ma è anche vero che il patron è quello che mette i soldi per gli acquisti di mercato e che mette quindi una rosa a disposizione del tecnico. E l'allenatore deve lavorare poi con il materiale umano che possiede.
Pretendere i miracoli da Leonardo, però, a conti fatti sarebbe ingiusto, visto che comunque il mercato rossonero nella stagione 2009-2010 non ha regalato grandi sorprese, che la squadra è stata colpita da diversi infortuni e che l'età media della squadra è abbastanza alta da qualche anno, con tutte le conseguenze del caso.
Il futuro che cosa riserva al Milan? L'annuncio del nuovo allenatore si fa attendere e non è ancora detto che sarà Allegri. In lizza ci sono sempre diversi nomi, tra cui anche quello di Mauro Tassotti, che dalla tournée statunitense fa sapere: "Sul futuro dico che non c'è nulla di particolare. Sono al Milan da 30 anni e conosco bene questo ambiente, so come gestire certe cose. Quando torneremo dalla tournée avrò un incontro e lì si deciderà cosa fare, ma tutto con la massima tranquillità".


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