Poesie

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  • Bauxite
    Cosmo-Agonica

    • 25/12/09
    • 36341

    #1906
    Il Passato

    E’ una curiosa creatura il passato
    Ed a guardarlo in viso
    Si può approdare all’estasi
    O alla disperazione.

    Se qualcuno l’incontra disarmato,
    Presto, gli grido, fuggi!
    Quelle sue munizioni arrugginite
    Possono ancora uccidere!


    Emily Dickinson

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    • Kanyu
      *

      • 10/05/19
      • 23112

      #1907
      Fra amici
      (di Friedrich Nietzsche)

      Bello è tacere insieme,
      ancor più bello ridere assieme –
      sotto il panno di seta del cielo,
      giù nel muschio, chino su un libro,
      rider forte e cordiale fra amici
      e scoprire il biancore dei denti.

      Se io sono riuscito taciamo,
      se ho fallito – ridiamoci sopra
      e facciamo ancora di peggio,
      sempre peggio, ridere e fare,
      finché nella fossa scendiamo.

      Sì, amici! Così deve andare? –
      Amen dunque! E arrivederci!
      "Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi"

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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66024

        #1908
        Mio fiume anche tu – Giuseppe Ungaretti

        Mio fiume anche tu, Tevere fatale,
        Ora che notte già turbata scorre;
        Ora che persistente E come a stento erotto
        dalla pietra Un gemito d’agnelli si
        propaga Smarrito per le strade
        esterrefatte; Che di male l’attesa
        senza requie, Il peggiore dei mali, Che
        l’attesa di male imprevedibile
        Intralcia animo e passi; Che
        singhiozzi infiniti, a lungo rantoli
        Agghiacciano le case tane incerte;
        Ora che scorre notte già straziata,
        Che ogni attimo spariscono di schianto O
        temono l’offesa tanti segni Giunti,
        quasi divine forme, a splendere Per
        ascensione di millenni umani; Ora che
        già sconvolta scorre notte, E quanto
        un uomo può patire imparo; Ora ora,
        mentre schiavo Il mondo d’abissale
        pena soffoca; Ora che insopportabile
        il tormento Si sfrena tra i fratelli in
        ira a morte; Ora che osano dire Le
        mie blasfeme labbra: “Cristo, pensoso
        palpito, Perché la Tua bontà S’è tanto
        allontanata?” Ora che pecorelle cogli
        agnelli Si sbandano stupite e, per le
        strade Che già furono urbane, si
        desolano; Ora che prova un popolo
        Dopo gli strappi dell’emigrazione, La
        stolta iniquità Delle deportazioni; Ora
        che nelle fosse Con fantasia ritorta E
        mani spudorate Dalle fattezze umane
        l’uomo lacera L’immagine divina E
        pietà in grido si contrae di pietra; Ora
        che l’innocenza Reclama almeno un
        eco, E geme anche nel cuore più
        indurito; Ora che sono vani gli altri
        gridi; Vedo ora chiaro nella notte
        triste Vedo ora nella notte triste,
        imparo, So che l’inferno s’apre sulla
        terra Su misura di quanto L’uomo si
        sottrae, folle, Alla purezza della Tua
        passione. Fa piaga nel Tuo cuore La
        somma del dolore Che va spargendo
        sulla terra l’uomo; Il Tuo cuore è la
        sede appassionata Dell’amore non
        vano. Cristo, pensoso palpito, Astro
        incarnato nell’umane tenebre, Fratello
        che t’immoli Perennemente per
        riedificare Umanamente l’uomo,
        Santo, Santo che soffri, Maestro e
        fratello e Dio che ci sai deboli, Santo,
        Santo che soffri Per liberare dalla
        morte i morti E sorreggere noi infelici
        vivi, D’un pianto solo mio non piango
        più, Ecco, Ti chiamo, Santo, Santo,
        Santo che soffri.
        amate i vostri nemici

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66024

          #1909
          Dedicata a tutti i Bambini che in questi giorni rientrano a scuola....

          Settembre

          E dopo agosto, con la sua calura,
          viene settembre, tiepida frescura.
          L’estate non è morta, ma si ammala,
          il giorno un po’ si accorcia, il sole cala.
          Le foglie sono verdi, ma più stanche,
          le belle abbronzature tornano bianche.
          Il bosco ronza ancora, ma più quieto,
          gli uccelli fanno un canto più segreto.
          La scuola ricomincia a metà mese,
          con cose note e con delle sorprese.
          Lo zaino è più pesante, tira in basso,
          quest’anno ti rallenta un poco il passo.
          Gli amici e le amiche sono quelli,
          ma sono un po’ più alti, un po’ più snelli.
          Invece la maestra è sempre uguale:
          se è una maestra nuova, meno male.

          (Roberto Piumini)
          amate i vostri nemici

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66024

            #1910
            Il tuo sorriso

            Toglimi il pane, se vuoi,
            toglimi l'aria, ma non togliermi il tuo sorriso.
            Quando apro gli occhi e quando li richiudo,
            quando i miei passi vanno, quando tornano i miei passi,
            negami il pane, l'aria, la luce, la primavera,
            ma il tuo sorriso mai, perché io ne morrei.

            PABLO NERUDA
            amate i vostri nemici

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66024

              #1911
              Sole d'Ottobre


              ...È così pura questa
              gioia fatta di luce e d'aria: questa
              serenità ch'è d'ogni cosa intorno
              a te, d'ogni pensiero entro di te:
              quest'armonia dell'anima col punto
              del tempo e con l'amore che il tempo
              guida.
              Non più grano, né frutti ha ormai la
              terra
              da offrire. Sta limpido l'Autunno
              sul riposo dell'anno... Il fisso
              azzurro, immemore
              di tuoni e lampi, stende il suo gran
              velo
              di pace sulle rosseggianti chiome
              delle foreste. Quand'è falciata
              la spiga, spoglia la pannocchia,
              rosso
              il vin nei tini, e le dorate noci
              chiaman l'abbacchio, e fuor del
              riccio scoppia
              la castagna, che importa la
              minaccia
              dell'Inverno, alla terra?..
              Trasparente luce
              d'ottobre, al cui tepor nulla matura
              perché già tutto maturò: chiarezza
              che della terra fa cosa di cielo.

              ADA NEGRI
              amate i vostri nemici

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66024

                #1912
                Giunto Ottobre

                La natura si appresta
                alla grande battaglia
                e alla sua morte si ribella
                sfoggiando nell'agonia
                suggestive luci
                e caldi maturi colori.

                Si tinge di rosso vermiglio
                d'oro e topazio
                e in tragica pantomima
                volteggiano le foglie
                nell'aria lievi farfalle
                e di esse hanno la caducità
                e l'impalpabile polvere.

                ROSA STAFFIERE
                amate i vostri nemici

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                • Kanyu
                  *

                  • 10/05/19
                  • 23112

                  #1913
                  A due a due
                  (Paul Éluard)

                  Non andremo più alla meta a uno a uno
                  ma a due a due. Conoscendoci
                  a due a due noi ci conosceremo
                  tutti, noi ci ameremo tutti e i nostri figli
                  rideranno della leggenda nera dove
                  piange un solitario.
                  "Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi"

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66024

                    #1914
                    LAURA

                    Chiare, fresche et dolci acque,
                    ove le belle membra
                    pose colei che sola a me par donna;
                    gentil ramo ove piacque
                    (con sospir’ mi rimembra)
                    a lei di fare al bel fiancho colonna;
                    herba et fior’ che la gonna
                    leggiadra ricoverse
                    co l’angelico seno;
                    aere sacro, sereno,
                    ove Amor co’ begli occhi il cor m’aperse:
                    date udïenzia insieme
                    a le dolenti mie parole extreme.

                    FRANCESCO PETRARCA
                    amate i vostri nemici

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                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66024

                      #1915
                      Triumphus Mortis

                      Lo spirto, per partir di quel bel seno,
                      con tutte sue virtuti in sé romito,
                      fatto avea in quella parte il ciel sereno.
                      Nessun degli adversarii fu sì ardito
                      ch’apparisse già mai con vista oscura,
                      fin che Morte il suo assalto ebbe fornito.
                      Poi che, deposto il pianto e la paura,
                      pur al bel volto era ciascuna intenta,
                      per desperatïon fatta sicura,
                      non come fiamma che per forza è spenta,
                      ma che per sé medesma si consume,
                      se n’andò in pace l’anima contenta,
                      a guisa d’un soave e chiaro lume
                      cui nutrimento a poco a poco manca,
                      tenendo al fine il suo caro costume.
                      Pallida no, ma più che neve bianca,
                      che senza venti in un bel colle fiocchi,
                      parea posar come persona stanca.
                      Quasi un dolce dormir ne’ suo’ belli occhi,
                      sendo lo spirto già da lei diviso,
                      era quel che morir chiaman gli sciocchi.
                      Morte bella parea nel suo bel viso.

                      Francesco Petrarca
                      amate i vostri nemici

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                      • Bauxite
                        Cosmo-Agonica

                        • 25/12/09
                        • 36341

                        #1916
                        Conosco delle barche

                        Conosco delle barche che restano nel porto per paura
                        che le correnti le trascinino via con troppa violenza.

                        Conosco delle barche che arrugginiscono in porto
                        per non aver mai rischiato una vela fuori.

                        Conosco delle barche che si dimenticano di partire
                        hanno paura del mare a furia di invecchiare
                        e le onde non le hanno mai portate altrove,
                        il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare.

                        Conosco delle barche talmente incatenate
                        che hanno disimparato come liberarsi.

                        Conosco delle barche che restano ad ondeggiare
                        per essere veramente sicure di non capovolgersi.

                        Conosco delle barche che vanno in gruppo
                        ad affrontare il vento forte al di là della paura.

                        Conosco delle barche che si graffiano un po'
                        sulle rotte dell'oceano ove le porta il loro gioco.

                        Conosco delle barche
                        che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora,
                        ogni giorno della loro vita
                        e che non hanno paura a volte di lanciarsi
                        fianco a fianco in avanti a rischio di affondare.

                        Conosco delle barche
                        che tornano in porto lacerate dappertutto,
                        ma più coraggiose e più forti.

                        Conosco delle barche straboccanti di sole
                        perché hanno condiviso anni meravigliosi.

                        Conosco delle barche
                        che tornano sempre quando hanno navigato.
                        Fino al loro ultimo giorno,
                        e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti
                        perché hanno un cuore a misura di oceano.



                        Jacques Brel

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                        • follemente
                          Opinionista

                          • 22/12/09
                          • 11727

                          #1917
                          Meravigliosa

                          Comment

                          • Bauxite
                            Cosmo-Agonica

                            • 25/12/09
                            • 36341

                            #1918
                            Pendio, vento di corsa, cenere


                            Non fare niente, stai fermo, aspetta che passi

                            questo vento di corsa, più ti muovi più le corde

                            ti segano i polsi e allora asseconda la tua prigionia,

                            cenere alla cenere, se oggi ci fosse qualcosa da dire

                            sarebbe questo e finché lo dici sei vivo, vivo

                            anche se il silenzio assedia, si assiepa intorno a te

                            come un canto, come un pendio sul quale posare le scapole,

                            adattare la nuca al sonno, prima che la mente si dissolva

                            in uno scoppio di nuvole e piova un buio senza riparo.

                            Pendio, vento di corsa, cenere, mettili nelle tue vene

                            strette dal cordame, mentre al di là del monitor

                            va il mondo e ride e piange in una volta

                            come un giorno di pioggia e di sole.



                            Pierluigi Cappello

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                            • conogelato
                              Candle in the wind

                              • 17/07/06
                              • 66024

                              #1919
                              Siete mai stati sulle colline
                              belle e ridenti, di Bordighera,
                              quando gennaio, nelle mattine
                              chiare e nelle ore pomeridiane,
                              ha già un tepore di primavera?
                              Sui poggi aprichi, sui molli clivi
                              e sui declivi delle costiere,
                              tra i verdi opimi placidi ulivi
                              splendon le nuvole gaie e leggere,
                              fatte di buccole d’oro e odorose,
                              delle mimose gonfie di sole
                              e del respiro della marina.
                              Cantate a gara con le campane
                              squillanti a festa dalle lontane
                              chiese dei borghi, calde parole
                              d’amore, o trepide nuvole, accese
                              da un dolce miele solare, scese
                              forse dal cielo questa mattina,
                              ora impazienti che giunga sera
                              per risalirvi, poi tramontare
                              insieme al sole nel glauco mare.

                              Oreste Ferrari
                              amate i vostri nemici

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                              • Bauxite
                                Cosmo-Agonica

                                • 25/12/09
                                • 36341

                                #1920
                                Questa parola amore

                                Non accorrerò quando chiamerà
                                anche se mi dirà ti amo,
                                specialmente se lo dirà,
                                anche se giura
                                e non promette altro
                                che amore amore.

                                La luce in questa stanza
                                copre ogni
                                cosa allo stesso modo;
                                neanche il mio braccio fa ombre,
                                anch’esso consumato dalla luce.

                                Ma questa parola amore…
                                questa parola s’oscura,
                                s’appesantisce e si scuote, comincia
                                a farsi strada coi denti, con brividi e convulsioni
                                su questo foglio
                                finché anche noi scompariamo quasi
                                nella sua gola trasparente e siamo ancora
                                separati, lucidi, fianchi contro coscia, i tuoi
                                capelli sciolti che non conoscono
                                esitazioni.

                                Raymond Carver

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