Poesie

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66024

    #1936
    C'è dunque una saggezza anche della morte. E poi pensate alla grazia di morire; o al contrario: pensate se non ci fosse la morte!...
    La grazia di saper morire, di essere degni di morire. Il dono di chiudere, cantando, il lungo giorno, «poiché i miei occhi hanno visto la luce delle genti». La grazia di poter dire di fronte al mondo: «Le valigie sono pronte; arrivederci, figlioli». Una morte sempre più rara, è vero, la bella morte all'antica.
    Di contro, questa civiltà di morte, questa morte a battaglioni: una morte industrializzata.
    Una vita che è già morte: morte mangiata nei cibi stessi che mangi. Morte salita con te nel Jumbo: morte che appunto con te viaggia sulla stessa auto, divertita a spingerti lei al folle sorpasso...

    DAVID MARIA TUROLDO
    amate i vostri nemici

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    • dark lady
      la viaggiatrice
      • 09/03/05
      • 70446

      #1937
      Vabbè, oggi questa non poteva mancare

      Ei fu. Siccome immobile,
      dato il mortal sospiro,
      stette la spoglia immemore
      orba di tanto spiro,
      così percossa, attonita
      la terra al nunzio sta,
      muta pensando all’ultima
      ora dell’uom fatale;
      né sa quando una simile
      orma di pie’ mortale
      la sua cruenta polvere
      a calpestar verrà.

      Lui folgorante in solio
      vide il mio genio e tacque;
      quando, con vece assidua,
      cadde, risorse e giacque,
      di mille voci al sònito
      mista la sua non ha:
      vergin di servo encomio
      e di codardo oltraggio,
      sorge or commosso al sùbito
      sparir di tanto raggio;
      e scioglie all’urna un cantico
      che forse non morrà.

      Dall’Alpi alle Piramidi,
      dal Manzanarre al Reno,
      di quel securo il fulmine
      tenea dietro al baleno;
      scoppiò da Scilla al Tanai,
      dall’uno all’altro mar.
      Fu vera gloria? Ai posteri
      l’ardua sentenza: nui
      chiniam la fronte al massimo
      Fattor, che volle in lui
      del creator suo spirito
      più vasta orma stampar.

      La procellosa e trepida
      gioia d’un gran disegno,
      l’ansia d’un cor che indocile
      serve, pensando al regno;
      e il giunge, e tiene un premio
      ch’era follia sperar;
      tutto ei provò: la gloria
      maggior dopo il periglio,
      la fuga e la vittoria,
      la reggia e il tristo esiglio;
      due volte nella polvere,
      due volte sull’altar.

      Ei si nomò: due secoli,
      l’un contro l’altro armato,
      sommessi a lui si volsero,
      come aspettando il fato;
      ei fe’ silenzio, ed arbitro
      s’assise in mezzo a lor.
      E sparve, e i dì nell’ozio
      chiuse in sì breve sponda,
      segno d’immensa invidia
      e di pietà profonda,
      d’inestinguibil odio
      e d’indomato amor.

      Come sul capo al naufrago
      l’onda s’avvolve e pesa,
      l’onda su cui del misero,
      alta pur dianzi e tesa,
      scorrea la vista a scernere
      prode remote invan;
      tal su quell’alma il cumulo
      delle memorie scese!
      Oh quante volte ai posteri
      narrar se stesso imprese,
      e sull’eterne pagine
      cadde la stanca man!

      Oh quante volte, al tacito
      morir d’un giorno inerte,
      chinati i rai fulminei,
      le braccia al sen conserte,
      stette, e dei dì che furono
      l’assalse il sovvenir!
      E ripensò le mobili
      tende, e i percossi valli,
      e il lampo de’ manipoli,
      e l’onda dei cavalli,
      e il concitato imperio
      e il celere ubbidir.

      Ahi! forse a tanto strazio
      cadde lo spirto anelo,
      e disperò; ma valida
      venne una man dal cielo,
      e in più spirabil aere
      pietosa il trasportò;
      e l’avvïò, pei floridi
      sentier della speranza,
      ai campi eterni, al premio
      che i desideri avanza,
      dov’è silenzio e tenebre
      la gloria che passò.

      Bella Immortal! Benefica
      Fede ai trionfi avvezza!
      Scrivi ancor questo, allegrati;
      ché più superba altezza
      al disonor del Gòlgota
      giammai non si chinò.
      Tu dalle stanche ceneri
      sperdi ogni ria parola:
      il Dio che atterra e suscita,
      che affanna e che consola,
      sulla deserta coltrice
      accanto a lui posò.
      “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

      Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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      • restodelcarlino
        giullare

        • 13/05/19
        • 12523

        #1938

        index.jpg
        Primo signore: Grandissimo! La grandeur de France!Ha dato una svolta all'Umanità! Ecco chi impersona "l'Uomo" (senza offesa per le quote rosa, nota di RdC)
        Secondo signore: Un macellaio, un assassino in grande stile, un ladrone, nessun rispetto dei diritti umani, e delle donne, poi....
        Un giovane studente di passaggio: E chi sarebbe, 'sto tizio?
        ...vassapé...

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66024

          #1939
          Discorso di ieri di Macron su Napoleone

          La Francia non rinnega la sua storia, avanza nella sua storia. Un’ode alla volontà politica e alla libertà. “‘Da Clodoveo al Comitato di Salute Pubblica rivendico tutto’, diceva Napoleone. Anche noi, oggi, rivendichiamo tutto”
          amate i vostri nemici

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          • Bauxite
            Cosmo-Agonica

            • 25/12/09
            • 36341

            #1940
            Polvere di neve

            Il modo in cui un corvo

            Di sopra una cicuta

            Scrollò sopra di me

            Una neve minuta

            Diede al mio cuore un tale

            Mutamento d’umore,

            Da salvare un mio giorno

            Ormai senza valore.



            Robert Frost

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            • Bauxite
              Cosmo-Agonica

              • 25/12/09
              • 36341

              #1941
              Oh, buon dio del buon dio che voglia ho di
              scrivere una piccola poesia
              Giusto adesso ne passa una
              Piccola piccola piccola
              vieni qui che ti infilo
              sul filo della collana delle mie altre poesie
              vieni qui che ti immetto
              nel supercompresso delle mie opere complete
              vieni qui che ti impappetto
              e t’inrimo
              e t’inliro
              e t’impegaso
              e t’inverso
              e t’improso

              porca vacca
              se l’è data a gambe.


              Raymond Queneau

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              • follemente
                Opinionista

                • 22/12/09
                • 11727

                #1942
                Non necessariamente
                devi fornire spiegazioni
                a chi non ha capito.
                Puoi agire e tacere le tue ragioni.
                Non necessariamente
                devi restare nei posti
                dove i tuoi fiori appassiscono.
                Non esiste un solo giardino
                e tu sei fatta per ergerti al sole migliore.
                Non necessariamente
                devi accontentarti
                della compagnia di chiunque.
                La solitudine non è una punizione
                se la scegli per la tua pace.
                Non necessariamente
                devi raccogliere ogni provocazione.
                Non tutto merita
                la tua attenzione e il tuo tempo.
                Non necessariamente
                devi mantenere fede a promesse antiche.
                Le promesse vanno nutrite ogni giorno
                e l’universo benedice
                chi riconosce la fine
                e lascia andare.
                Non necessariamente
                devi essere la casa stabile
                di ogni emozione.
                Puoi lasciarti attraversare.
                Non necessariamente
                devi confermare le aspettative altrui.
                Puoi restare imprevedibile
                e libera
                e grata.

                [Manuela Toto]

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66024

                  #1943
                  INNO ALL'AMORE

                  Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
                  ma non avessi l'Amore,
                  sarei un bronzo risonante o un cembalo che tintinna.

                  Se avessi il dono della profezia
                  e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza
                  e avessi tutta la fede in modo da spostare le montagne,
                  ma non avessi l'Amore,
                  non sarei nulla.

                  Se distribuissi tutti i miei beni ai poveri,
                  se dessi il mio corpo alle fiamme,
                  e non avessi l'Amore,
                  non mi gioverebbe a nulla.

                  L'Amore è paziente,
                  è benigno, l'Amore;

                  L'Amore non invidia, non si vanta,
                  non si gonfia, non manca di rispetto,
                  non cerca il proprio interesse, non si adira,
                  non tiene conto del male ricevuto,
                  ma si compiace della verità;

                  tutto tollera, tutto crede,
                  tutto spera, tutto sopporta.

                  L'Amore non verrà mai meno.

                  Le profezie scompariranno;
                  il dono delle lingue cesserà, la scienza svanirà;
                  conosciamo infatti imperfettamente,
                  e imperfettamente profetizziamo;
                  ma quando verrà la perfezione, ciò che è imperfetto sparirà.

                  Ora esistono queste tre cose: la fede, la speranza e l'Amore;
                  ma di tutte, la più grande è l'Amore!

                  PAOLO DI TARSO
                  amate i vostri nemici

                  Comment

                  • Bauxite
                    Cosmo-Agonica

                    • 25/12/09
                    • 36341

                    #1944
                    Il mare

                    Si ara, si pettina
                    si struscia
                    contro se stesso
                    il mare
                    pizzicato dall’aria,
                    mordicchiato dal vento
                    nella verde-azzurra pelle.

                    Mario Luzi

                    Comment

                    • Bauxite
                      Cosmo-Agonica

                      • 25/12/09
                      • 36341

                      #1945



                      Ho bisogno del mare perché m’insegna:
                      non so se imparo musica o coscienza:
                      non so se è onda sola o essere profondo
                      o sola roca voce o abbacinante
                      supposizione di pesci e di navigli.
                      Il fatto è che anche quando sono addormentato
                      circolo in qualche modo magnetico
                      nell’università delle acque.
                      Non sono solo le conchiglie triturate
                      come se qualche pianeta tremante
                      partecipasse lenta morte,
                      no, dal frammento ricostruisco il giorno,
                      da una raffica di sale le stallattiti
                      e da una cucchiaiata il dio immenso.

                      Ciò che m’insegnò prima lo custodisco! È aria,
                      vento incessante, acqua e arena.
                      Sembra poca cosa per l’uomo giovane
                      che giunse a vivere qui con i suoi incendi,
                      e tuttavia il battito che saliva
                      e scendeva al suo abisso,
                      il freddo dell’azzurro che crepitava,
                      lo sgretolamento della stella,
                      il tenero dispiegarsi dell’onda
                      sperperando neve con schiuma,
                      il potere quieto, lì, determinato
                      come un trono di pietra nel profondo,
                      sostituì il recinto in cui crescevano
                      ostinata tristezza, oblio accumulato,
                      e bruscamente cambiò la mia esistenza :
                      diedi la mia adesione al puro movimento.

                      Pablo Neruda

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                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66024

                        #1946
                        La speranza è un essere piumato
                        che si posa sull'anima,
                        canta melodie senza parole
                        e non finisce mai...

                        EMILY DICKINSON
                        amate i vostri nemici

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66024

                          #1947
                          “Alla vigilia di Natale”


                          Oggi siamo seduti, alla vigilia di Natale,
                          noi, gente misera,
                          in una gelida stanzetta,
                          il vento corre fuori, il vento entra.
                          Vieni, buon Signore Gesù, da noi,
                          volgi lo sguardo:
                          perché tu ci sei davvero necessario.


                          (Bertolt Brecht)
                          amate i vostri nemici

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                          • follemente
                            Opinionista

                            • 22/12/09
                            • 11727

                            #1948
                            Devo molto
                            a quelli che non amo.
                            Il sollievo con cui accetto
                            che siano più vicini a un altro.

                            La gioia di non essere io
                            il lupo dei loro agnelli.

                            Mi sento in pace con loro
                            e in libertà con loro,
                            e questo l’amore non può darlo,
                            né riesce a toglierlo.

                            Non li aspetto
                            dalla porta alla finestra.
                            Paziente
                            quasi come un orologio solare,
                            capisco
                            ciò che l’amore non capisce,
                            perdono
                            ciò che l’amore non perdonerebbe mai.

                            Da un incontro a una lettera
                            passa non un’eternità,
                            ma solo qualche giorno o settimana.

                            I viaggi con loro vanno sempre bene,
                            i concerti sono ascoltati fino in fondo,
                            le cattedrali visitate,
                            i paesaggi nitidi.

                            E quando ci separano
                            sette monti e fiumi,
                            sono monti e fiumi
                            che si trovano in ogni atlante.

                            È merito loro
                            se vivo in tre dimensioni,
                            in uno spazio non lirico e non retorico,
                            con un orizzonte vero, perché mobile.

                            Loro stessi non sanno
                            quanto portano nelle mani vuote.

                            “Non devo loro nulla” –
                            direbbe l’amore
                            su questa questione aperta.

                            Wislawa Szymborska

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                            • follemente
                              Opinionista

                              • 22/12/09
                              • 11727

                              #1949
                              Quale/i poesia/e ti ricordi a memoria?

                              Comment

                              • Pazza_di_Acerra
                                люблю беспокоиться
                                • 09/12/09
                                • 28840

                                #1950
                                Un sacco, imparate per forza sui banchi: molto Leopardi, i sonetti di Foscolo, un po' di Manzoni (ho rimosso quasi tutto, soprattutto gli Inni sacri!), sprazzi di Pascoli, Carducci, un po' di Dante e Ariosto. Col latino me la cavo meglio: ricordo lunghi passi dell'Eneide e delle Bucoliche, molte poesie di Catullo, alcuni epigrammi di Marziale e odi sparse di Orazio.
                                semel in anno licet insanire, cotidie melius

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