Poesie

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66024

    #1321
    Il mio sogno familiare

    Spesso mi viene in sogno bizzarra e penetrante
    Una donna mai vista, che amo e che mi ama,
    Che con lo stesso nome si chiama e non si chiama
    Diversa e uguale m'ama e sempre è confortante

    È per me confortante, e il mio cuore parlante
    Per lei soltanto, ahimé! Non è più cosa grama
    Per lei soltanto, in fronte del sudore la trama
    Lei soltanto rinfresca, con le lacrime piante.
    È' bruna, bionda o rossa? Non mi è dato sapere.
    Il suo nome? Ricordo che è dolce e dà piacere.
    Come nomi diletti che la vita ha esiliato.

    All'occhio delle statue è simile il suo sguardo,
    Ed ha la voce calma, lontana, grave, il fiato
    Delle voci più care spente senza riguardo.

    Paul Verlaine
    amate i vostri nemici

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66024

      #1322
      NOI CHE CADEMMO -Giuseppe Bartoli
      Fummo una zolla qualunque
      al taglio del vecchio aratro
      che il nuovo trattore ferisce
      inpianto, sudore e lavoro
      Ora ascoltiamo i sospiri
      di neri e snelli cipressi
      dipinti da soffi di sole
      in chicchi di riso azzurrino
      che l’acre piovasco flagella
      Viviamo in bellezze di morte
      fra pioppi inclinati sul rio
      E siamo la gialla pannocchia
      che nutre la fame del povero
      che accende la fede nell’uomo
      Siamo promessa di pace
      che tesse tovaglie d’altare
      e bianchi lini di sposa
      per alta promessa di vita
      noi che cademmo a vent’anni
      nel sogno sublime dei liberi.
      amate i vostri nemici

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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66024

        #1323
        Poichè l'alba si accende...

        Poiché l'alba si accende, ed ecco l'aurora,
        poiché, dopo avermi a lungo fuggito, la speranza consente
        a ritornare a me che la chiamo e l'imploro,
        poiché questa felicità consente ad esser mia,

        facciamola finita coi pensieri funesti,
        basta con i cattivi sogni, ah! Soprattutto
        basta con l'ironia e le labbra strette
        e parole in cui uno spirito senz'anima trionfava.

        E basta con quei pugni serrati e la collera
        per i malvagi e gli sciocchi che s'incontrano;
        basta con l'abominevole rancore! Basta
        con l'oblìo ricercato in esecrate bevande!

        Perché io voglio, ora che un Essere di luce
        nella mia notte fonda ha portato il chiarore
        di un amore immortale che è anche il primo
        per la grazia, il sorriso e la bontà,

        io voglio, da voi guidato, begli occhi dalle dolci fiamme,
        da voi condotto, o mano nella quale tremerà la mia,
        camminare diritto, sia per sentieri di muschio
        sia che ciottoli e pietre ingombrino il cammino;

        sì, voglio incedere dritto e calmo nella Vita
        verso la meta a cui mi spingerà il destino,
        senza violenza, né rimorsi, né invidia:
        sarà questo il felice dovere in gaie lotte.

        E poiché, per cullare le lentezze della via,
        canterò arie ingenue, io mi dico
        che lei certo mi ascolterà senza fastidio;
        e non chiedo, davvero, altro Paradiso.

        Paul Verlaine
        amate i vostri nemici

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66024

          #1324
          Questa volta lasciami
          essere felice,
          non è successo nulla a nessuno
          non sono in nessun luogo,
          semplicemente
          sono felice
          nei quattro angoli
          del cuore, camminando,
          dormendo o scrivendo.

          Che posso farci, sono felice,
          sono più innumerabile
          dell'erba
          nelle praterie,
          sento la pelle come un albero rugoso,
          di sotto l'acqua,
          sopra gli uccelli,
          il mare come un anello
          intorno a me,
          fatta di pane e pietra la terra
          l'aria canta come una chitarra.

          PABLO NERUDA
          amate i vostri nemici

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          • conogelato
            Candle in the wind

            • 17/07/06
            • 66024

            #1325
            E' uno di quei giorni che ti prende la malinconia
            che fino a sera non ti lascia più
            la mia fede è troppo scossa ormai ma prego e penso fra di me
            proviamo anche con dio non si sa mai
            e non c'è niente di più triste in giornate come queste
            che ricordare la felicità sapendo già che è inutile ripetere:
            chissà ? Domani e' un altro giorno si vedrà
            è uno di quei giorni in cui rivedo tutta la mia vita
            bilancio che non ho quadrato mai
            posso dire d'ogni cosa che ho fatto a modo mio
            ma con che risultati non saprei
            e non mi sono servite a niente esperienze e delusioni
            e se ho promesso non lo faccio più ho sempre detto in ultimo :
            ho perso ancora ma domani è un altro giorno, si vedrà
            è uno di quei giorni che tu non hai conosciuto mai
            beato te si beato te
            io di tutta un'esistenza spesa a dare,
            dare, dare .... non ho salvato niente, neanche te
            ma nonostante tutto io non rinuncio a credere
            che tu potresti ritornare qui e come tanto tempo fa ripeto :
            chi lo sa ? Domani è un altro giorno si vedrà
            e oggi non m'importa della stagione morta
            per cui rimpianti adesso non ho più
            e come tanto tempo fa ripeto :
            chi lo sa ? Domani e' un altro giorno si vedrà
            domani e' un altro giorno si vedrà.

            ORNELLA VANONI
            amate i vostri nemici

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            • conogelato
              Candle in the wind

              • 17/07/06
              • 66024

              #1326
              Storia di una lacrima

              UNA LACRIMA SCENDE A SFIORARE LA TRISTEZZA
              CHE AVVOLGE QUELLO SGUARDO SOPITO DA MILLE PENSIERI
              ...RAGGIUNGE LA MALINCONIA CHE REGNA SUL PALPITANTE CUORE
              FERITO DALLE INGIUSTIZIE DELLA VITA...
              SI FERMERà SOLO QUANDO LA DELICATA ARMONIA SI IMPADRONIRà DELL'ANIMA
              E COSTRUIRà IMMENSE DISTESE DI LUCCICANTI SORRISI..
              Li' LA LACRIMA FINIRà IL SUO VIAGGIO



              Adriana Di Santo
              amate i vostri nemici

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66024

                #1327
                Se tu mi dimentichi
                Voglio che tu sappia
                una cosa.

                Tu sai com'è questa cosa:
                se guardo
                la luna di cristallo, il ramo rosso
                del lento autunno alla mia finestra,
                se tocco
                vicino al fuoco
                l'impalpabile cenere
                o il rugoso corpo della legna,
                tutto mi conduce a te,
                come se ciò che esiste,
                aromi, luce, metalli,
                fossero piccole navi che vanno
                verso le tue isole che m'attendono.

                Orbene,
                se a poco a poco cessi di amarmi
                cesserò d'amarti a poco a poco.
                Se d'improvviso
                mi dimentichi,
                non cercarmi,
                ché già ti avrò dimenticata.

                Se consideri lungo e pazzo
                il vento di bandiere
                che passa per la mia vita
                e ti decidi
                a lasciarmi alla riva
                del cuore in cui ho le radici,
                pensa
                che in quel giorno,
                in quell'ora,
                leverò in alto le braccia
                e le mie radici usciranno
                a cercare altra terra.

                Ma
                se ogni giorno,
                ogni ora
                senti che a me sei destinata
                con dolcezza implacabile.
                Se ogni giorno sale
                alle tue labbra un fiore a cercarmi,
                ahi, amor mio, ahi mia,
                in me tutto quel fuoco si ripete,
                in me nulla si spegne né si dimentica,
                il mio amore si nutre del tuo amore, amata,
                e finché tu vivrai starà tra le tue braccia
                senza uscire dalle mie.

                PABLO NERUDA
                amate i vostri nemici

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66024

                  #1328
                  IL GRANDE TORINO

                  Mai più vi rivedremo a noi vicino,
                  campioni dell’Italia,
                  campioni del pallone, Aldo e Dino,
                  lo stile che lo ammalia

                  Ancor le folle qui ricordan mesto
                  O Aldo, o Dino, fiori
                  Del calcio nostro italico codesto!
                  Coglieste i vostri allori!

                  Dei campi foste gli idoli adorati
                  Usciste vincitori,
                  campioni quattro volte proclamati,
                  fra evviva, fasti e onori.

                  Partiste entrambi un giorno per Torino,
                  partiste qui da Chioggia
                  seguendo ineluttabile il destino
                  per cogliere una pioggia

                  d’applausi, di scudetti e di trofei.
                  Gridando “Forza Toro!”
                  Gli stadi v’acclamaron come déi
                  Cingendovi dall’alloro.

                  Il triste condottierO della morte,
                  il fato, v’attendeva
                  segnando inesorabile la sorte
                  e tutti vi abbatteva.

                  ANGELO PADOAN
                  amate i vostri nemici

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66024

                    #1329
                    Il Cinque Maggio

                    Ei fu. Siccome immobile,
                    dato il mortal sospiro,
                    stette la spoglia immemore
                    orba di tanto spiro,
                    così percossa, attonita
                    la terra al nunzio sta,
                    muta pensando all'ultima
                    ora dell'uom fatale;
                    né sa quando una simile
                    orma di piè mortale
                    la sua cruenta polvere
                    a calpestar verrà.
                    Lui folgorante in solio
                    vide il mio genio e tacque;
                    quando, con vece assidua,
                    cadde, risorse e giacque,
                    di mille voci al sònito
                    mista la sua non ha:
                    vergin di servo encomio
                    e di codardo oltraggio,
                    sorge or commosso al sùbito
                    sparir di tanto raggio;
                    e scioglie all'urna un cantico
                    che forse non morrà.
                    Dall'Alpi alle Piramidi,
                    dal Manzanarre al Reno,
                    di quel securo il fulmine
                    tenea dietro al baleno;
                    scoppiò da Scilla al Tanai,
                    dall'uno all'altro mar.
                    Fu vera gloria? Ai posteri
                    l'ardua sentenza: nui
                    chiniam la fronte al Massimo
                    Fattor, che volle in lui
                    del creator suo spirito
                    più vasta orma stampar.
                    La procellosa e trepida
                    gioia d'un gran disegno,
                    l'ansia d'un cor che indocile
                    serve, pensando al regno;
                    e il giunge, e tiene un premio
                    ch'era follia sperar;
                    tutto ei provò: la gloria
                    maggior dopo il periglio,
                    la fuga e la vittoria,
                    la reggia e il tristo esiglio;
                    due volte nella polvere,
                    due volte sull'altar.
                    Ei si nomò: due secoli,
                    l'un contro l'altro armato,
                    sommessi a lui si volsero,
                    come aspettando il fato;
                    ei fè silenzio, ed arbitro
                    s'assise in mezzo a lor.
                    E sparve, e i dì nell'ozio
                    chiuse in sì breve sponda,
                    segno d'immensa invidia
                    e di pietà profonda,
                    d'inestinguibil odio
                    e d'indomato amor.
                    Come sul capo al naufrago
                    l'onda s'avvolve e pesa,
                    l'onda su cui del misero,
                    alta pur dianzi e tesa,
                    scorrea la vista a scernere
                    prode remote invan;
                    tal su quell'alma il cumulo
                    delle memorie scese.
                    Oh quante volte ai posteri
                    narrar se stesso imprese,
                    e sull'eterne pagine
                    cadde la stanca man!
                    Oh quante volte, al tacito
                    morir d'un giorno inerte,
                    chinati i rai fulminei,
                    le braccia al sen conserte,
                    stette, e dei dì che furono
                    l'assalse il sovvenir!
                    E ripensò le mobili
                    tende, e i percossi valli,
                    e il lampo dè manipoli,
                    e l'onda dei cavalli,
                    e il concitato imperio
                    e il celere ubbidir.
                    Ahi! Forse a tanto strazio
                    cadde lo spirto anelo,
                    e disperò; ma valida
                    venne una man dal cielo,
                    e in più spirabil aere
                    pietosa il trasportò;
                    e l'avviò, pei floridi
                    sentier della speranza,
                    ai campi eterni, al premio
                    che i desideri avanza,
                    dov'è silenzio e tenebre
                    la gloria che passò.
                    Bella Immortal! Benefica
                    Fede ai trionfi avvezza!
                    Scrivi ancor questo, allegrati;
                    ché più superba altezza
                    al disonor del Gòlgota
                    giammai non si chinò.
                    Tu dalle stanche ceneri
                    sperdi ogni ria parola:
                    il Dio che atterra e suscita,
                    che affanna e che consola,
                    sulla deserta coltrice
                    accanto a lui posò.

                    Alessandro Manzoni
                    amate i vostri nemici

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                    • crepuscolo
                      Opinionista
                      • 08/10/07
                      • 24570

                      #1330
                      A che pagina è?

                      Comment

                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66024

                        #1331
                        L’anziano e il futuro



                        di Stefano Merialdi


                        E l’anzian, si

                        muove parco, un po’ tremulo,

                        di cespuglio sbattuto dal vento,

                        un po’ borbottando,

                        un po’ arrabbiato;

                        e negli occhi dipinta

                        la passata gagliardezza, e pien di nostalgia

                        e di gran voglia di parlare

                        e di raccontar spesso

                        il mondo andato,

                        e voler ancor di

                        fare,

                        e poter ancora dare,

                        ed i nipotini adoran

                        sentir

                        i nonni loro,

                        far da genitori

                        in più

                        e senza mai si potrebbe,

                        certe famiglie,ai

                        bimbi chi baderebbe?

                        E nell’anzian, la saggezza spicciola

                        D’una vita spesa ad imparar,

                        la dolorosa esperienza della vita,

                        affrontata prima,

                        con un mondo

                        d’un tempo diverso,

                        mancante di progresso

                        e affrontar la vita

                        con

                        la forza di braccia

                        e madidi di sudore,

                        e accontentarsi,a quei tempi

                        di poco;e si

                        vorrebbe,averli sempre accanto i vecchi,

                        e non perderli mai,

                        mai;

                        e chieder loro

                        ed aver un consiglio,

                        e una buona parola

                        attenta; ed

                        aver il tempo,del

                        di sentirli tutto il

                        giorno,

                        e quando non son più,

                        non dimenticarli mai,

                        e senti

                        la mancanza,e ti viene

                        il magone,

                        di non

                        aver più il tuo

                        vecchio

                        accanto,

                        che amavi tanto.
                        amate i vostri nemici

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66024

                          #1332
                          A Tutte le Donne

                          Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
                          sei un granello di colpa
                          anche agli occhi di Dio
                          malgrado le tue sante guerre
                          per l’emancipazione.

                          Spaccarono la tua bellezza
                          e rimane uno scheletro d’amore
                          che però grida ancora vendetta
                          e soltanto tu riesci
                          ancora a piangere,
                          poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
                          poi ti volti e non sai ancora dire
                          e taci meravigliata
                          e allora diventi grande come la terra.


                          ALDA MERINI
                          amate i vostri nemici

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24578

                            #1333
                            Silvia, tiri membri ancor ?
                            c'è del lardo in Garfagnana

                            Comment

                            • Il gatto
                              Opinionista
                              • 21/11/09
                              • 12721

                              #1334
                              Originariamente Scritto da axeUgene Visualizza Messaggio
                              Silvia, tiri membri ancor ?

                              Sei spoetizzante.

                              Comment

                              • conogelato
                                Candle in the wind

                                • 17/07/06
                                • 66024

                                #1335
                                Se ti chiamassi Alfonso, Gatto.


                                LE GRANDI NOTTI D'ESTATE

                                Le grandi notti d'estate
                                che nulla muove oltre il chiaro
                                filtro dei baci, il tuo volto
                                un sogno nelle mie mani.

                                Lontana come i tuoi occhi
                                tu sei venuta dal mare,
                                dal vento che pare l'anima.

                                E baci perdutamente
                                sino a che l'arida bocca
                                come la notte è dischiusa
                                portata via dal suo soffio.

                                Tu vivi allora, tu vivi,
                                il sogno ch'esisti è vero.
                                Da quanto t'ho cercata.

                                Ti stringo per dirti che i sogni
                                son belli come il tuo volto,
                                lontani come i tuoi ochhi.

                                E il bacio che cerco è l'anima.

                                ALFONSO GATTO
                                amate i vostri nemici

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