Poesie

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66028

    #406
    "La poesia unisce la Terra al Paradiso". Benedetto XVI ha sintetizzato cosi', al termine dell'udienza generale di oggi, la sua riflessione su Romano Melode, un antico autore cristiano che "aveva saputo trasformare la teologia in poesia e ha lasciato, secondo la tradizione, mille inni sacri". L'appuntamento di questa mattina era prevista in piazza, ma a causa del maltempo i 20 mila fedeli presenti sono stati divisi tra la Basilica di San Pietro e l'Aula Paolo VI. Al primo gruppo il Pontefice ha ricordato che la visita sulla tomba di Pietro "rafforza la nostra fede" e ci aiuta a "comprendere e cogliere sempre piu' l'amore di Dio, sorgente e fonte della nostra gioia", esortando i fedeli a "testimoniare questo amore che cambia la vita soprattutto alle persone piu' deboli", per "costruire un mondo piu' giusto e solidale". E nell'Aula ha poi affrontato il tema dell'arte cristiana come mezzo per elevarsi a Dio e comunicare il Vangelo: "la fede e' amore - ha detto il Papa teologo - e percio' crea poesia e musica; la fede e' gioia, percio' crea bellezza. Le cattedrali - ha sottolineato - non sono monumenti medievali ma case di vita, dove siamo a casa, incontriamo Dio e ci incontriamo l'uno con l'altro. Anche la grande musica gregoriana, Bach o Mozart cantati in Chiesa non sono cose del passato. Se la fede e' viva - ha spiegato - la cultura cristiana non diventa passato ma diventa viva e presente".
    amate i vostri nemici

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    • Krapp
      Opinionista
      • 28/03/08
      • 213

      #407
      Una poesia di Ingeborg Bachmann.

      Leccornie

      [I]Non mi piace pi
      "Forse i miei anni migliori sono finiti. Quando la felicita' era forse ancora possibile. Ma non li rivorrei indietro. Non col fuoco che sento in me ora. No, non li rivorrei indietro."

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      • Amarilli

        #408
        Magnifica

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        • Nomade

          #409
          [COLOR=Black]La falena e la candela.

          Ti veste soltanto la luce
          mi dici parole d'amore
          conosciute mai
          Lontano da qui
          Ricordo dell'unica falena
          che non torner

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          • Unghie Nere
            Opinionista
            • 19/06/06
            • 89

            #410
            • LA FONTANA DI SANGUE


            Mi pare, a volte, che il mio sangue fiotti come una fontana dai ritmici singhiozzi. Lo sento colare con un lungo murmure, ma mi tasto invano in cerca d'una ferita.
            Fluisce attraverso la città come per un campo recintato e trasforma i selciati in isolotti, cava la sete a ogni creatura, tinge la natura in rosso.

            Spesso al vino capzioso ho chiesto di addormire per un giorno il terrore che m'assilla; ma il vino rende l'occhio più acuto e l'orecchio più fino.

            Ho cercato nell'amore il sonno dell'oblio; ma l'amore, per me, non è che un materasso d'aghi fatto per procurare da bere a crudeli puttane.

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            • Pulsar
              Opinionista
              • 08/04/08
              • 4761

              #411
              Un uomo che camminava in un campo si imbatt
              [FONT="Georgia"][I]Ho un sogno e lo realizzer

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              • Krapp
                Opinionista
                • 28/03/08
                • 213

                #412
                Originariamente Scritto da Amarilli Visualizza Messaggio
                Magnifica

                Il titolo originale
                "Forse i miei anni migliori sono finiti. Quando la felicita' era forse ancora possibile. Ma non li rivorrei indietro. Non col fuoco che sento in me ora. No, non li rivorrei indietro."

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                • Nomade

                  #413
                  Letra para um hino (Manuel Alegre)

                  É possível falar sem um nó na garganta
                  é possível amar sem que venham proibir
                  é possível correr sem que seja fugir.
                  Se tens vontade de cantar não tenhas medo: canta.

                  É possível andar sem olhar para o chão
                  é possível viver sem que seja de rastos.
                  Os teus olhos nasceram para olhar os astros
                  se te apetece dizer não grita comigo: não.

                  É possível viver de outro modo. É
                  possível transformares em arma a tua mão.
                  É possível o amor. É possível o pão.
                  É possível viver de pé.

                  Não te deixes murchar. Não deixes que te domem.
                  É possível viver sem fingir que se vive.
                  É possível ser homem.
                  É possível ser livre livre livre.

                  YouTube - Inti Illimani - Alturas (1973)

                  Last edited by Ospite; 21-05-2008, 20:10.

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                  • Krapp
                    Opinionista
                    • 28/03/08
                    • 213

                    #414
                    Mi commuove sempre!


                    Nomade, ho cercato inutilmente di spiaccicare l'insetto sullo schermo del computer per cinque minuti!
                    "Forse i miei anni migliori sono finiti. Quando la felicita' era forse ancora possibile. Ma non li rivorrei indietro. Non col fuoco che sento in me ora. No, non li rivorrei indietro."

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                    • Nomade

                      #415
                      Idem.. siempre.

                      Quella di prima non

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                      • Krapp
                        Opinionista
                        • 28/03/08
                        • 213

                        #416
                        La solitaria

                        Col passare degli anni s
                        "Forse i miei anni migliori sono finiti. Quando la felicita' era forse ancora possibile. Ma non li rivorrei indietro. Non col fuoco che sento in me ora. No, non li rivorrei indietro."

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                        • conogelato
                          Candle in the wind

                          • 17/07/06
                          • 66028

                          #417
                          Eugenio Montale
                          Spesso il male di vivere ho incontrato

                          Spesso il male di vivere ho incontrato:
                          era il rivo strozzato che gorgoglia,
                          era l'incartocciarsi della foglia
                          riarsa, era il cavallo stramazzato.

                          Bene non seppi; fuori del prodigio
                          che schiude la divina Indifferenza:
                          era la statua nella sonnolenza
                          del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.
                          amate i vostri nemici

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                          • Gala
                            encore fou
                            • 22/04/08
                            • 800

                            #418
                            Godi se il vento ch'entra nel pomario
                            vi rimena l'ondata della vita:
                            qui dove affonda un morto
                            viluppo di memorie,
                            orto non era, ma reliquiario.
                            Il frullo che tu senti non
                            [SIZE="1"]tu si femmena. chist

                            Comment

                            • Gloucester
                              Opinionista
                              • 29/03/06
                              • 5314

                              #419
                              CB 221

                              Alte clamat Epicurus:
                              "Venter satur est securus.
                              Venter deus meus erit.
                              Talem deum gula querit
                              cuius templum est coquina,
                              in qua redolent divina."

                              Ecce deus opportunus,
                              nullo tempore ieiunus,
                              ante cibum matutinum
                              ebrius eructat vinum,
                              cuius mensa et cratera
                              sunt beatitudo vera.

                              Cutis eius semper plena
                              velut uter et lagena;
                              iungit prandium cum cena,
                              unde pinguis rubet gena,
                              et, si quando surgit vena,
                              fortior est quam catena.

                              Sic religionis cultus
                              in ventre movet tumultus,
                              rugit venter in agone,
                              vinum pugnat cum medone;
                              vita felix otiosa,
                              circa ventrem operosa.

                              Venter inquit: "Nihil curo
                              preter me. Sic me procuro,
                              ut in pace in id ipsum
                              molliter gerens me ipsum
                              super potum super escam
                              dormiam et requiescam."

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                              • Gloucester
                                Opinionista
                                • 29/03/06
                                • 5314

                                #420
                                Meriggiare pallido e assorto
                                presso un rovente muro d’orto,
                                ascoltare tra i pruni e gli sterpi
                                schiocchi di merli, frusci di serpi.

                                Nelle crepe del suolo o su la veccia
                                spiar le file di rosse formiche
                                ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
                                a sommo di minuscole biche.

                                Osservare tra frondi il palpitare
                                lontano di scaglie di mare
                                m entre si levano tremuli scricchi
                                di cicale dai calvi picchi.

                                E andando nel sole che abbaglia
                                sentire con triste meraviglia
                                com’è tutta la vita e il suo travaglio
                                in questo seguitare una muraglia
                                che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.


                                Eugenio Montale, Meriggiare pallido e assorto

                                Me la leggeva molto spesso mio nonno quand'ero piccolo; poi non chiediamoci il perché di certe cose.
                                Last edited by Gloucester; 05-06-2008, 14:25.

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