Poesie

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66028

    #1111
    SELVA D'AMORE

    Gaudio l'amarti,
    illimitato gaudio
    credere al riso dei tuoi occhi
    è vertigine ancora
    la certezza d'esser da te cantata,
    oh più tardi, negli anni non più miei,
    or che tremare la vita sento
    sul ciglio estremo...

    (Sibilla Aleramo)
    amate i vostri nemici

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    • Bauxite
      Cosmo-Agonica

      • 25/12/09
      • 36341

      #1112
      Nulla verrà più

      Nulla verrà più.
      Non vi sarà più primavera.
      Almanacchi millenari lo predicono a tutti.
      Ma nemmeno estate e altre cose
      che recano il bell'attributo estivo
      nulla verrà più.
      Non devi assolutamente piangere,
      dice una musica.
      Nessun altro dice qualcosa
      .

      Ingeborg Bachmann

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      • Bauxite
        Cosmo-Agonica

        • 25/12/09
        • 36341

        #1113
        Portami con te

        Portami con te nel mattino vivace
        le reni rotte l'occhio sveglio appoggiato
        al tuo fianco di donna che cammina
        come fa l'amore,

        sono gli ultimi giorni dell'inverno
        a bagnarci le mani e i camini
        fumano più del necessario in una
        stagione così tiepida,

        ma lascia che vadano in malora
        economia e sobrietà,
        si consumino le scorte
        della città e della nazione

        se il cielo offuscandosi, e poi
        schiarendo per un sole più forte,
        ci saremo trovati
        là dove vita e morte hanno una sosta,

        sfavilla il mezzogiorno, lamiera
        che è azzurra ormai
        senza residui e sopra
        calmi uccelli camminano non volano.

        Attilio Bertolucci

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66028

          #1114
          Guarda là quella vezzosa,
          guarda là quella smorfiosa
          Si restringe nelle spalle,
          tiene il viso nello scialle.
          O qual mai castigo ha avuto?
          Nulla. Un bacio ha ricevuto.

          U.Saba
          amate i vostri nemici

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          • Bauxite
            Cosmo-Agonica

            • 25/12/09
            • 36341

            #1115
            La poesia


            Appena se ne va l'urtima stella
            e diventa più pallida la luna
            c'è un Merlo che me becca una per una
            tutte le rose de la finestrella:
            s'agguatta fra li rami de la pianta,
            sgrulla la guazza, s'arinfresca e canta.

            L'antra matina scesi giù dal letto
            co' l'idea de vedello da vicino,
            e er Merlo, furbo, che capì er latino
            spalancò l'ale e se n'annò sur tetto.
            Scemo! - je dissi - Nun t'acchiappo mica...-
            E je buttai du pezzi de mollica.

            Nun è - rispose er Merlo - che nun ciabbia
            fiducia in te, ché invece me ne fido:
            lo so che nun m'infili in uno spido,
            lo so che nun me chiudi in una gabbia:
            ma sei poeta, e la paura mia
            è che me schiaffi in una poesia.

            È un pezzo che ce scocci co' li trilli!
            Pe' te, l'ucelli, fanno solo questo:
            chiucchiù, ciccì, pipì...Te pare onesto
            de facce fa' la parte d'imbecilli
            senza capì nemmanco una parola
            de quello che ce sorte da la gola?

            Nove vorte su dieci er cinguettio,
            che te consola e t'arillegra er core,
            nun è pe' gnente er canto de l'amore
            l'inno ar sole o la preghiera a Dio:
            ma solamente la soddisfazzione
            d'avé fatto una bona diggestione.

            Trilussa

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            • nahui
              Astensionista

              • 05/03/09
              • 21040

              #1116
              Bellissima
              Postata alle 15.56: stavi cinguettando la parmigiana?
              Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
              (George Bernard Shaw)

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              • Bauxite
                Cosmo-Agonica

                • 25/12/09
                • 36341

                #1117
                Originariamente Scritto da nahui Visualizza Messaggio
                Bellissima
                Postata alle 15.56: stavi cinguettando la parmigiana?
                MagarA!
                No, zirlavo le fragole.

                Comment

                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66028

                  #1118
                  Trilussa era un genio.
                  amate i vostri nemici

                  Comment

                  • Pazza_di_Acerra
                    люблю беспокоиться
                    • 09/12/09
                    • 28840

                    #1119
                    Me acorzo

                    Me acorzo, sì, me acorzo
                    che ogni giorno che passa
                    xe un passo che mi fazo su la strada
                    che 'rivarò da ti.
                    Co te sarò 'rivà vizin,
                    ricordite de quel
                    che te go dito mi
                    de mi, senza voler,
                    senza saver parlando de tuto altro:
                    pensa a la strada (e con che bruto tempo!)
                    che par rivar de ti gavarò fato;
                    xe più de diese ani che camino,
                    iero ancor putel che te zercavo:
                    pensa al bisogno
                    che gavarò de strenzerme
                    'rente de qualchidun pa' un fià scaldarme,
                    dopo de tanto piova e tanto vento
                    senza fermarme.
                    (Virgilio Giotti)
                    semel in anno licet insanire, cotidie melius

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                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66028

                      #1120
                      Era di maggio. Il pomeriggio afoso
                      sembrava interminabile. La terra riarsa
                      si spaccava nel gran caldo, assetata.
                      Dalla riva del fiume udii una voce
                      che gridava: “Vieni, tesoro mio”.
                      Chiusi il libro e aprii la finestra
                      per guardare fuori.
                      Vidi presso il fiume un grande bufalo, coperto di fango,
                      che guardava in giro con occhi placidi e pazienti;
                      un ragazzo, nell’acqua fino al ginocchio, lo chiamava
                      per farlo bagnare.
                      Sorrisi compiacente ed ebbi un senso di dolcezza
                      che m’invase il cuore.

                      TAGORE
                      amate i vostri nemici

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                      • Bauxite
                        Cosmo-Agonica

                        • 25/12/09
                        • 36341

                        #1121
                        Er passero ferito


                        Era d'Agosto. Un povero uccelletto,
                        ferito da la fionna d’un maschietto,
                        s’agnede a riposà co ‘n’ala offesa,
                        su la finestra aperta d’una chiesa.

                        Da le tendine der confessionale,
                        un prete intese e vidde l’animale,
                        ma dato che lì fori, c’ereno nun so quanti peccatori,
                        richiuse le tendine espressamente,
                        e se rimise a confessà la gente.

                        Ma mentre che la massa de persone,
                        diceva l’orazzione
                        senza guardà pe’ gnente l’ucelletto,
                        ‘n omo lo prese e se lo mise in petto…

                        Allora ne la chiesa se sentì,
                        un lungo cinguettìo: cì-cì, cì-cì…
                        Er prete, risentendo l’animale, lasciò er confessionale,
                        poi, nero nero peggio de la pece,
                        s’arampicò sur purpito e lì fece:

                        "Fratelli, chi ha l’ucello per favore
                        vada fora dar Tempio der Signore!".
                        Li maschi, tutti quanti in una vorta,
                        partirono p’annà verso la porta,

                        ma er prete, a que lo sbajo madornale:
                        "Fermi!", strillò "che me so espresso male…
                        Tornate indietro e stateme a sentì:
                        qua, chi ha preso l’ucello deve uscì!".

                        A testa bassa e la corona in mano,
                        cento donne s’arzorno piano piano.
                        Ma mentre se ‘n’annaveno de fora,
                        er prete ristrillò: "Ho sbajato ancora!".

                        Rientrate tutte quante fije amate,
                        ch’io nun volevo dì quer che pensate.
                        Io v’ho già detto e ve ritorno a dì,
                        che chi ha preso l’ucello deve uscì,

                        ma io lo dico a voce chiara e stesa,
                        a chi l’ucello l’abbia preso in chiesa!".
                        In quello stesso istante,
                        le moniche s’arzorno tutte quante,

                        eppoi, cor viso pieno de rossore,
                        lasciarono la casa der Signore.


                        Natale Polci

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                        • nahui
                          Astensionista

                          • 05/03/09
                          • 21040

                          #1122
                          Il vero castigo per chi mente non è di non essere più creduto, ma di non potere credere a nessuno.
                          (George Bernard Shaw)

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                          • Bauxite
                            Cosmo-Agonica

                            • 25/12/09
                            • 36341

                            #1123
                            E nottetempo la gente ...

                            E nottetempo la gente si arrappa,
                            s'ingrifa, al serra serra si disgroppa.
                            Ah... eh... ah... bada ansimare... di tappa
                            in tappa svelta s'accoppia, s'aggroppa.

                            Ponte sui sensi, avendoli, s'acchiappa
                            con mutua trappola, greve s'intoppa
                            fino allo scoppio... gioca a stringichiappa
                            a strappa strappa e a cervello di stoppa

                            por toppa... E intanto la notte le scappa
                            da razionalità antidotata
                            e imperata... Io dolente, in gola un groppo,

                            il mio universo di assenze e la mappa
                            dei miei giorni ridesti mi sciroppo,
                            di pensamento in abuso incappata.

                            La stessa rigirata
                            d'angoscia in margine all'esiguo e al troppo:
                            il succo della notte invero allappa.


                            Patrizia Valduga

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                            • Bauxite
                              Cosmo-Agonica

                              • 25/12/09
                              • 36341

                              #1124
                              Dove l'acqua con altra acqua si confonde

                              Adoro i torrenti e la musica che fanno.
                              E i ruscelli, nelle radure e nei prati, prima
                              che diventino torrenti.
                              Forse li adoro soprattutto
                              per la loro segretezza. A momenti dimenticavo
                              di dire qualcosa sulle sorgenti!
                              Può esserci una cosa più meravigliosa di una fonte?
                              Ma anche i grandi corsi d’acqua hanno il loro cuore.
                              E i luoghi in cui confluiscono nei fiumi.
                              Le foci aperte dei fiumi che sfociano nel mare.
                              I luoghi dove l’acqua con altra acqua
                              si confonde. questi luoghi mi si stagliano
                              nella mente come luoghi sacri.
                              Ma questi fiumi lungo la costa!
                              Li amo come alcuni amano i cavalli
                              o le donne affascinanti. ho un debole
                              per questa acqua veloce e fredda.
                              Mi basta guardarla perché il sangue scorra più veloce
                              e un brivido mi percorra la pelle. Potrei stare
                              a guardarli per ore questi fiumi.
                              Non ce n’è uno che somigli a un altro.
                              Oggi compio quarantacinque anni.
                              Chi ci crederebbe ora se dicessi
                              che una volta ne avevo trentacinque?
                              E che avevo il cuore freddo e vuoto, a trentacinque anni!
                              Sarebbero passati altri cinque anni
                              prima che ricominciasse a scorrervi del sangue.
                              Mi prenderò tutto il tempo che voglio oggi pomeriggio
                              prima di lasciare questo posto accanto al fiume.
                              Mi piace amare i fiumi.

                              Amarli a monte fino
                              alla sorgente.
                              Amare tutto quello che mi fa crescere.

                              Raymond Carver
                              Last edited by Bauxite; 18-07-2013, 21:44.

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                              • conogelato
                                Candle in the wind

                                • 17/07/06
                                • 66028

                                #1125
                                Stupenda!
                                amate i vostri nemici

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