Poesie

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  • conogelato
    Candle in the wind

    • 17/07/06
    • 66024

    #1516
    Due amanti felici

    Due amanti felici fanno un solo pane,
    una sola goccia di luna nell’erba,
    lascian camminando due ombre che s’uniscono,
    lasciano un solo sole vuoto in un letto.

    Di tutte le verità scelsero il giorno:
    non s’uccisero con fili, ma con un aroma
    e non spezzarono la pace né le parole.
    È la felicità una torre trasparente.

    L’aria, il vino vanno coi due amanti,
    gli regala la notte i suoi petali felici,
    hanno diritto a tutti i garofani.

    Due amanti felici non hanno fine né morte,
    nascono e muoiono più volte vivendo,
    hanno l’eternità della natura.

    PABLO NERUDA
    amate i vostri nemici

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    • efua
      Posh&Rebel
      • 07/12/11
      • 34901

      #1517
      Saresti una donna decisa sia nel dare che nel chiedere
      Con i colori nitidi e poche mezze tinte
      Con i contrasti vivi e il corpo libero
      -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

      -Where there’s will there’s a way-

      -Work hard have fun & be nice-


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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66024

        #1518
        E' tua?
        amate i vostri nemici

        Comment

        • efua
          Posh&Rebel
          • 07/12/11
          • 34901

          #1519
          No
          Ma era per me
          -Healthy body, clear mind, peaceful spirit-

          -Where there’s will there’s a way-

          -Work hard have fun & be nice-


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          • Yele
            abstract
            • 16/08/16
            • 6082

            #1520
            Non mi pento di niente

            Della donna che sono
            mi succede, a volte, di osservare nelle altre, la donna che potevo essere;
            donne garbate esempio di virtù,
            laboriose brave mogli, come mia madre avrebbe voluto.
            Non so perchè
            … tutta la vita ho trascorso a ribellarmi a loro.
            Odio le loro minacce sul mio corpo
            la colpa che le loro vite impeccabili,
            per strano maleficio mi ispirano;
            mi ribello contro le loro buone azioni,
            contro i pianti notturni sotto il cuscino,
            contro la vergogna della nudità sotto la biancheria intima, stirata e inamidata.
            Queste donne , tuttavia, mi guardano dal fondo dei loro specchi;
            alzano il loro dito accusatore
            e, a volte, cedo al loro sguardo di biasimo
            e vorrei guadagnarmi il consenso universale,
            essere la “brava bambina”, la “donna per bene”, la Gioconda irreprensibile,
            prendere dieci in condotta
            dal partito, dallo Stato, dagli amici, dalla famiglia, dai figli
            e da tutti gli esserei che popolano abbondantemente questo mondo.In questa contraddizione inevitabile tra quel che doveva essere e quel che è,
            ho combattuto numerose battaglie mortali,
            battaglie inutili, loro contro di me
            -loro contro di me che sono me stessa-
            con la psiche dolorante, scarmigliata,
            trasgredento progetti ancestrali, lacero le donne che vivono in me
            che, fin dall’infanzia, mi guardano torvo
            perchè non riesco nello stampo perfetto dei loro sogni,
            perchè oso essere quella folle, inattendibile, tenera e vulnerabile
            che si innamora come triste puttana
            di cause giuste, di uomini belli e di parole giocose
            perchè, adulta , ha osato vivere l’infanzia proibita
            e ho fatto l’amore sulle scrivanie nelle ore d’ufficio,
            ho rotto vincoli inviolabili e ho osato godere
            del corpo sano e sinuoso di cui i geni di tutti i miei avi mi hanno dotata.
            Non incolpo nessuno. Anzi ringrazio dei doni.
            Non mi pento di niente, come disse Edith Piaf:
            ma nei pozzi scuri in cui spofondo al mattino, appena apro gli occhi,
            sento le lacrime che premono, nonostante la felicità che ho finalmente conquistato,
            rompendo cappe e stratidi roccia terziaria e quaternaria,
            vedo le altre donne che sono in me, sedute nel vestibolo
            che mi guardano con occhi dolenti e mi sento in colpa per la mia felicità.

            Assurde brave bambine mi circondano e danzano musiche infantili … contro di me;
            contro questa donna fatta, piena,
            la donna dal seno sodo e i fianchi larghi,
            che, per mia madre e contro di lei, mi piace essere.

            Gioconda Belli

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            • Acquerapide
              Opinionista
              • 14/07/08
              • 8254

              #1521
              And now 't was like all instruments, Now like a lonely flute; And now it is an angel's song, Which makes the heavens be mute.

              Samuel Coleridge

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              • Acquerapide
                Opinionista
                • 14/07/08
                • 8254

                #1522
                Meraviglia. Riassume tutto quello per cui sono al mondo ora.

                John Keats, To Autumn

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                • Bauxite
                  Cosmo-Agonica

                  • 25/12/09
                  • 36341

                  #1523
                  Specchio


                  Sono esatto e d’argento, privo di preconcetti.
                  Qualunque cosa io veda subito l’inghiottisco
                  tale e quale senza ombre di amore o disgusto.
                  Io non sono crudele, ma soltanto veritiero –
                  quadrangolare occhio di un piccolo iddio.
                  Il più del tempo rifletto sulla parete di fronte.
                  È rosa, macchiettata. Ormai da tanto tempo la guardo
                  Che la sento un pezzo del mio cuore. Ma lei c’è e non c’è.
                  Visi e oscurità continuamente si separano.
                  Adesso io sono un lago. Su me si china una donna
                  cercando in me di scoprire quella che lei è realmente.
                  Poi a quelle bugiarde si volta: alle candele o alla luna.
                  Io vedo la sua schiena e la rifletto fedelmente.
                  Me ne ripaga con lacrime e un agitare di mani.
                  Sono importante per lei. Anche lei viene e va.
                  Ogni mattina il suo viso si alterna all’oscurità.
                  In me lei ha annegato una ragazza, da me gli sorge incontro
                  giorno dopo giorno una vecchia, pesce mostruoso.

                  S. Plath

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66024

                    #1524
                    Ti voglio dire,
                    che ti voglio
                    dire, che ti
                    voglio dire, che
                    voglio dirti, che
                    ti voglio dire,
                    che ti voglio.

                    T. KIBIROV
                    amate i vostri nemici

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                    • Bauxite
                      Cosmo-Agonica

                      • 25/12/09
                      • 36341

                      #1525
                      The Wind - tapped like a tired Man -
                      And like a Host - "Come in"
                      I boldly answered - entered then
                      My Residence within
                      A Rapid - footless Guest -
                      To offer whom a Chair
                      Were as impossible as hand
                      A Sofa to the Air -
                      No Bone had He to bind Him -
                      His Speech was like the Push
                      Of numerous Humming Birds at once
                      From a superior Bush -
                      His Countenance - a Billow -
                      His Fingers, as He passed
                      Let go a music - as of tunes
                      Blown tremulous in Glass -
                      He visited - still flitting -
                      Then like a timid Man
                      Again, He tapped - 'twas flurriedly -
                      And I became alone -


                      Emily Dickinson

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                      • Yele
                        abstract
                        • 16/08/16
                        • 6082

                        #1526
                        Originariamente Scritto da Acquerapide Visualizza Messaggio
                        And now 't was like all instruments, Now like a lonely flute; And now it is an angel's song, Which makes the heavens be mute.

                        Samuel Coleridge
                        è pazzesco cos'hanno fatto gli inglesi, con una lingua poco adatta, tra musica e poesia...

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                        • Acquerapide
                          Opinionista
                          • 14/07/08
                          • 8254

                          #1527
                          Meno di quanto si pensi non adatta...

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                          • Bauxite
                            Cosmo-Agonica

                            • 25/12/09
                            • 36341

                            #1528
                            Originariamente Scritto da Yele Visualizza Messaggio
                            è pazzesco cos'hanno fatto gli inglesi, con una lingua poco adatta, tra musica e poesia...
                            Hanno imparato da altri, questo è sicuro.

                            Comment

                            • Acquerapide
                              Opinionista
                              • 14/07/08
                              • 8254

                              #1529
                              Hanno avuto il loro rinascimento

                              Comment

                              • Bauxite
                                Cosmo-Agonica

                                • 25/12/09
                                • 36341

                                #1530
                                La letteratura è ANCHE contaminazione.
                                Per alcune culture la contaminazione è stata essenziale.
                                Il loro rinascimento, che è secondario al nostro, gli è stato sicuramente vitale.
                                Così come gli fu vitale l'arrivo dei Normanni e della cultura dell'amore cortese.
                                Naturalmente mantengono peculiarità solo loro.


                                Personalmente, tra l'ode per l'urna greca e una qualsiasi di Leopardi, io voto due.

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