Conclusione: hai raccontato una fandonia. Sinonimo di menzogna. Avere un'opinione ed esporre un'ipotesi é del tutto legittimo. Spacciarla per "fatto storico", no. E' una menzogna.
Chi cerca di evitare di ammettere "l'errore" (chiamiamolo cosi'...) con maldestre fumoserie e un ridicolo "perché no?", si comporta come chi non ha il coraggio delle proprie azioni e che quindi non ha rispetto né degli altri, né di se stesso.
Si, ogni termine é "pesato": leggi attentamente.
Grazie, comunque, per la risposta.
Scusa eh...l'ha detta o non l'ha detta quella frase, Kant? Evidentemente si, visto che è riportata da tutti i suoi studiosi. E se è vera, diventa automaticamente un fatto. Difficilmente confutabile. Che poi alcuni possano essere in disaccordo con l'assunto è tutto un altro discorso.
Scusa eh...l'ha detta o non l'ha detta quella frase, Kant? Evidentemente si, visto che è riportata da tutti i suoi studiosi. E se è vera, diventa automaticamente un fatto. Difficilmente confutabile. Che poi alcuni possano essere in disaccordo con l'assunto è tutto un altro discorso.
Pane e comprensione del testo oggi? Ti è stato contestata l'affermazione che l'epitaffio sia stato deciso personalmente da Kant, in luce del fatto che alla fine della sua vita fosse sopraggiunta una forma di demenza. L'esistenza della frase è un fatto, l'epitaffio è un fatto, chi abbia voluto l'epitaffio è ipotetico.
Gli arconti vollero ingannare l'uomo, perché essi videro che egli aveva la stessa origine di quelli che sono veramente buoni. Essi presero il nome delle cose che sono buone e lo diedero alle cose che non sono buone, per potere, per mezzo dei nomi, ingannare gli uomini e legarli alle cose che non sono buone. E poi, se essi fanno loro un favore, li allontanano da ciò che non è buono e li collocano in ciò che è buono, quello che essi conoscono. Perch'essi hanno deliberato di prendere l'uomo libero e fare di lui un loro schiavo, per sempre.
(Vangelo di Filippo, 13)
“Siamo tutti uguali davanti alla legge, ma non davanti agli incaricati di applicarla.”
(S. Lec)
Diritti imprescrittibili del lettore
1) Il diritto di non leggere.
2) Il diritto di saltare le pagine.
3) Il diritto di non finire il libro.
4) Il diritto di rileggere.
5) Il diritto di leggere qualsiasi cosa.
6) Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa)
7) Il diritto di leggere ovunque.
8) Il diritto di spizzicare
9) Il diritto di leggere ad alta voce.
10) Il diritto di tacere.
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