Penelope

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  • doxa
    Opinionista
    • 30/04/19
    • 2659

    #1

    Penelope

    A Roma, dal 19 settembre al 12 gennaio 2025, nel Tempio di Romolo e Remo e nelle Uccellerie Farnesiane, all’interno del Parco Archeologico del Colosseo, c’è la mostra dedicata a Penelope, il personaggio omerico. Sono esposti dipinti, sculture e oggetti che ripercorrono l’iconografia e l’interpretazione della figura di Penelope nei secoli.

    Questa esposizione è la prima di una trilogia sulle figure femminili, seguiranno quelle dedicate ad Antigone e a Saffo.

    La mitologia greca narra di Penelope, moglie di Ulisse (Odisseo) e cugina di Elena di Troia, detta anche Elena di Sparta, per le città a cui è associata. Infatti Elena è la moglie del re di Sparta, Menelao. Durante un’assenza di questo giunge a Sparta il principe troiano Paride, al quale la dea Afrodite aveva promesso la più bella delle donne.

    Elena cede al corteggiamento di Paride e con lui fugge a Troia, abbandonando Menelao e la piccola figlia Ermione.

    Menelao convince il fratello Agamennone, re di Micene, a formare un imponente esercito per assediare la potente città di Troia e liberare Elena. Ed inizia la guerra tra Greci e Troiani.

    Dopo la vittoria della Grecia, Elena, icona della bellezza e della seduzione, torna in patria con Menelao, però diventa una figura disprezzata nel mondo antico per la sua infedeltà al marito.

    Ma Elena fu davvero “colpevole” dell’abbandono del “tetto coniugale” ? Omero pone in rilievo il convincimento suscitato da Afrodite: è la dea dell'amore a spingerla tra le braccia del principe troiano.

    Anche la poetessa greca Saffo (630 a.C. circa – 570 a.C. circa) sembra giustificare il suo comportamento: Afrodite la travolse, ed Elena scelse in Paride "la cosa più bella: ciò che si ama".


    Elena e Paride. Particolare di un cratere del IV sec. a. C., Museo del Louvre, Parigi

    Il filosofo sofista Gorgia (V – IV sec. a. C.) scrisse “Encomio di Elena” per dimostrare la forza delle parole per ribaltare il convincimento popolare. Per discolparla presenta una serie di implicazioni logiche secondo le quali essa non è realmente colpevole del conflitto tra Greci e Troiani.

    Dante Alighieri nella “Commedia” colloca Elena nel cerchio dei lussuriosi.



    Elena e Penelope (?)

    Invece Penelope, regina di Itaca, simboleggia la sposa fedele, anche se la parola fedeltà a lei riferita non c’è nell’Odissea.

    La sua storia è davvero una vicenda di fedeltà e di lungimirante conservazione del talamo coniugale ? Un’altra versione del mito la vuole lussuriosa, pronta a concedersi ai Proci che la vogliono insidiare.

    Francesco Petrarca considera Penelope la “casta mogliera”; anche lo scrittore Giovanni Boccaccio non crede alle sue infedeltà e la inserisce tra le donne famose nel suo “De mulieribus claris”.
  • doxa
    Opinionista
    • 30/04/19
    • 2659

    #2
    Penelope attese per vent'anni il ritorno di Ulisse: dieci anni per la “guerra di Troia” ed altri dieci anni errabondo per il ritorno a casa, crescendo da sola il piccolo Telemaco, evitando di scegliere uno tra i Proci nobili pretendenti alla sua mano.

    Odisseo voleva tornare agli affetti familiari e alla nativa Itaca dopo i dieci anni guerreschi a Troia, ma l'odio verso di lui da parte del dio Poseidone glielo impedì. Ulisse fu costretto da varie peripezie a rimanere lontano da Itaca. Soltanto con l’aiuto della dea Atena riuscì a tornare a casa.

    Penelope è il polo verso cui tende il racconto di Odisseo, e filo conduttore dell’intera Odissea, poiché tutte le avventure del marito sono motivate dalla volontà di tornare a Itaca. Il rapporto che lega Odisseo a Penelope è di integrazione, ma anche di distanziamento:

    integrazione, perché durante gli anni d’assenza da casa non lo abbandona mai la nostalgia;

    distanziamento perché a differenza di Penelope, lui non le resta fedele.

    L’infedeltà di Odisseo, però, serve a far risaltare ancora di più il suo amore nei confronti della moglie nel momento in cui, per esempio, rifiuta da Calipso il dono dell’immortalità.



    Skyphos (coppa per bere nella forma di un vaso attico con due anse orizzontali) a figure rosse, 440-435 a.C., prestato dal museo etrusco di Chiusi per la mostra nel parco archeologico del Colosseo.

    in dettaglio:


    Penelope è di fronte al figlio Telemaco. La donna siede accanto al telaio, la guancia poggiata sulla mano chiusa a pugno, lo sguardo dolente. E’ una posa che allude alle virtù femminili, riprodotta in molti sigilli degli anelli nuziali di epoca ellenistica.

    Le gambe incrociate, la postura che s’inclina verso il basso sono i segnali di una personalità chiusa in sé stessa, in protezione. E’ la Penelope dolente che ricorre nella storia dell’arte, dalla statuaria e dai bassorilievi d’epoca romana.

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    • restodelcarlino
      giullare

      • 13/05/19
      • 12626

      #3




      ...vassapé...

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      • doxa
        Opinionista
        • 30/04/19
        • 2659

        #4
        Buongiorno Carlino, stamane come dopo colazione ti offro questo post , per dirti che... non tutte le versioni del mito sostengono la castità e la fedeltà di Penelope verso il marito.

        Nell’Odissea la regina di Itaca ha un comportamento ambiguo nei confronti dei Proci.

        Un'interpretazione vuole Penelope desiderosa di risposarsi ma non prende questa decisione perché teme il giudizio del popolo.

        Un’altra narrazione sostiene che lei cedette al proco Anfinomo; un’altra ancora la vuole amante del proco Antinoo.


        Bernardino di Betto Betti, detto Pinturicchio (= “piccolo pintor”), soprannome derivante dalla sua piccola corporatura.

        L’immagine rappresenta il “Ritorno di Ulisse”: è un affresco realizzato tra il 1508 e il 1509. Misura cm 125 x 152. Era a Siena su una parete nel salone del Palazzo del Magnifico, all’epoca Pandolfo Petrucci. Il dipinto appartiene alla National Gallery di Londra.

        La scena: nella camera di Penelope intenta a tessere la tela entra Telemaco (in primo piano) seguito dai Proci e dal padre, Ulisse, ancora sulla soglia.

        Sullo sfondo c’è una grande finestra dalla quale si vede il paesaggio esterno: sono accennate simbolicamente alcune peripezie del viaggio di Ulisse.

        L’episodio è una metafora che allude alla vita politica senese in quel tempo, con le insidie e i pericoli causati alla città dalle truppe di Cesare Borgia in procinto di conquistarla. Ulisse simboleggia Pandolfo Petrucci, reduce dall'esilio nel 1503.

        Omero nell’Odissea attribuisce ad Ulisse l’epiteto “polytropos” per definirlo di ingegno multiforme e astuto.

        In quest’altra rappresentazione lo vediamo insieme a Penelope.


        Francesco Primaticcio, Ulisse e Penelope, olio su tela, 1560 circa, Museo d'arte della città statunitense di Toledo (in inglese: Toledo Museum of Art), è un istituto museale universitario d’arte internazionale situato nel quartiere Old West End.

        La scena è ispirata dal XXIII canto dell’Odissea

        [...]Ma ora vieni, sposa, moviamo al giaciglio, ché infine
        possa trovar conforto nel dolce sopore del sonno.

        E a lui queste parole rispose Penelope scaltra:

        'Il letto pronto sempre per te sarà, quando lo brami,
        ora che t’hanno i Numi d’Olimpo concesso il ritorno
        alla tua casa bene costrutta, alla terra materna'
        [...] (versi 244 - 249)

        "Ora, poi ch’ebbero i due godute le gioie d’amore,
        si giocondâr parlando, scambiando parole"
        (versi 290 - 291)

        Nel dipinto l'immagine di Ulisse e Penelope dopo il rapporto sessuale. La parte inferiore dei loro corpi è coperta da un drappo. Si guardano mentre la mano dell’uomo carezza il volto della donna, che in questo caso ha i capelli biondi.

        Nell’oscuro sfondo si vede sulla destra un’alta porta e due ancelle nella penombra che vigilano affinché nessuno possa disturbare l’intimità dei due amanti.

        Il dipinto è generalmente considerato uno dei bozzetti eseguiti da Primaticcio per la decorazione della “Galleria di Ulisse” nella reggia di Fontainebleau, durante il regno di Francesco I, dal 1515 al 1547, anno della sua morte.

        Mecenate delle arti, il re di Francia chiamò nel castello di Chambord numerosi artisti italiani, tra i quali Leonardo da Vinci.
        Last edited by doxa; 22-09-2024, 05:27.

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        • ReginaD'Autunno
          Sovrana di Bellezza

          • 01/05/19
          • 12128

          #5
          Grazie doxa per proporci questi bellissimi quadri con annesso commento!
          Corteggiata da l'aure e dagli amori, siede sul trono de la siepe ombrosa, bella regina dè fioriti odori, in colorita maestà la rosa CLAUDIO ACHILLINI
          La regina del sud sorgerà nel giudizio. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone.(MT12:42)

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          • Breakthru
            Opinionista

            • 30/04/19
            • 5135

            #6
            Ulisse arriva finalmente, a Itaca. Penelope lo aspetta da vent' anni - dieci anni di guerra, dieci anni di peregrinazioni. E’ invecchiata, ma la sua saggezza è rimasta intatta. Dà prova della sua abilità facendo penare i pretendenti che vorrebbero che Ulisse venisse dichiarato morto per dividere con lei il giaciglio. Ulisse si aggira intorno al palazzo, in incognito. Finge di essere un mendicante. Osserva quel mondo, che è il suo, senza di lui. Si fa riconoscere dalla nutrice Euriclea, dal porcaio Eumeo, dal cane Argo, poi stermina i proci, e dopo quest'impresa sembra giunto per lui il momento di farsi riconoscere da Penelope. Eccolo davanti a lei. Penelope lo squadra. Dovrebbe gettarsi fra le sue braccia, e invece no, non si muove. Tace. Telemaco, il figlio, che ha anche lui riconosciuto Ulisse, accusa la madre di avere un cuore di pietra. Penelope non ha un cuore di pietra: è prudente, e conosce bene la mitologia. Sa che gli dèi sono capaci di assumere qualsiasi aspetto, per ingannare gli uomini e più spesso le donne, e dice: « Se veramente / è Odisseo e a casa è tornato, certo noi due / ci riconosceremo anche meglio: perché anche noi / abbiamo dei segni, che noi soli sappiamo, nascosti agli estranei». Questi segni segreti, decisivi nelle fiabe e nelle storie di fantascienza in cui il protagonista, trasformato in rospo o inghiottito da un buco temporale, deve farsi riconoscere da qualcuno che non può riconoscerlo - al suo posto, neanche il protagonista riconoscerebbe se stesso - questi segni segreti non sono dello stesso tipo della cicatrice sulla coscia che la nutrice Euriclea ha notato accanto al fuoco. Potrebbero essere delle parole scambiate facendo l'amore, mormorate nel momento del piacere. Del resto, quando Penelope parla di segni segreti, Ulisse sorride. Forse non è l'unica volta che Ulisse sorride nell’ Odissea, ma è l'unica volta che Omero ce lo dice, e non è certo un caso. Poi Ulisse si fa lavare, ungere e vestire, e quando esce dal bagno vede che Penelope gli ha fatto preparare un letto. Il loro letto. Allora Ulisse racconta la storia di questo letto, massiccio e accogliente, che ha costruito con le sue stesse mani a partire da un tronco d'ulivo. Dice come ha sgrossato il legno, come l'ha piallato, tagliato, levigato, assemblato con perni, intarsiato d'oro, argento e avorio, munito di cinghie di cuoio color porpora, e a mano a mano che parla di quel letto, che è il luogo del loro desiderio, il luogo della loro fecondità, il luogo del loro riposo, Penelope si sente sciogliere le ginocchia e il cuore. Quando Ulisse finisce di parlare, Penelope si getta fra le sue braccia, Ulisse la stringe a sé, e forse ricorda - in ogni caso le ricorda il lettore - le parole che ha detto alla giovane e bellissima principessa Nausicaa quando le è comparso davanti la prima volta: «Gli dèi ti concedano quanto nel tuo cuore desideri, / un marito e una casa, e per compagna la felice / concordia; perché non c'è bene più saldo e prezioso, / di quando con pensieri concordi reggono la casa / un uomo e una donna».



            Da "Il Regno" Emmanuel Carrère- Adelphi

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            • restodelcarlino
              giullare

              • 13/05/19
              • 12626

              #7
              mezzo
              o forse no?
              E nessuno pensa a 'sti Proci, ingrifati per una sessantenne (anche se ben conservata) che passano la vita a aspettare?
              O forse, fingono di essere ingrifati per campare a sbafo?
              vassapé
              ...vassapé...

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              • Breakthru
                Opinionista

                • 30/04/19
                • 5135

                #8
                Campare a sbafo, per soddisfare altri bisogni c'erano le ancelle della regina

                Ot. Perché nessuno pensa mai a quelle povere ancelle, quelle che subiranno controvoglia?

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                • dark lady
                  la viaggiatrice
                  • 09/03/05
                  • 70494

                  #9
                  Mah, io penso a sta povera Penelope, che il marito le dice "Esco a prendere le sigarette e torno", e poi torna dopo 20 anni! E lei cosa fa? Invece di cambiare la serratura e farsi passare tutta Itaca per sfregio nei confronti del coglione in questione, lo aspetta per 20 anni facendo la tela. Ma un sudario, gli doveva cucire, altroché! Per infilarcelo dentro non appena avesse avuto l'ardire di farsi rivedere!!!
                  “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                  Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                  • restodelcarlino
                    giullare

                    • 13/05/19
                    • 12626

                    #10
                    Originariamente Scritto da Breakthru Visualizza Messaggio

                    Ot. Perché nessuno pensa mai a quelle povere ancelle, quelle che subiranno controvoglia?
                    Ot²

                    anche loro sessantenni o c'era un "rinnovo" periodico? e quelle che "si accasavano"? Le lampada notturna all'ingresso della reggia, era rossa?
                    Per entrare i proci portavano un ananas?
                    vassapé
                    Scusa, @doxa
                    ...vassapé...

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                    • Breakthru
                      Opinionista

                      • 30/04/19
                      • 5135

                      #11
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                      • restodelcarlino
                        giullare

                        • 13/05/19
                        • 12626

                        #12
                        Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                        una sessantenne
                        Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                        sessantenni
                        Come non detto:
                        lo charme delle quaranticinquenni porta ogni uomo "normale" alla follia.
                        Quindi, il mio intervento é privo di consistenza, e da considerare nullo.


                        Per la colpevole ignoranza dell'Odissea, dell'aritmetica e della beltà fascinosa, ammaliante ed irresistibile delle 40-45enni, devo andare in Penitenzieria?
                        ...vassapé...

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                        • dark lady
                          la viaggiatrice
                          • 09/03/05
                          • 70494

                          #13
                          Originariamente Scritto da restodelcarlino Visualizza Messaggio
                          Come non detto:
                          lo charme delle quaranticinquenni porta ogni uomo "normale" alla follia.
                          Quindi, il mio intervento é privo di consistenza, e da considerare nullo.


                          Per la colpevole ignoranza dell'Odissea, dell'aritmetica e della beltà fascinosa, ammaliante ed irresistibile delle 40-45enni, devo andare in Penitenzieria?
                          Oh, un commento intelligente, finalmente!

                          “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                          Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                          • axeUgene
                            Opinionista

                            • 17/04/10
                            • 24593

                            #14
                            Originariamente Scritto da dark lady Visualizza Messaggio
                            Mah, io penso a sta povera Penelope, che il marito le dice "Esco a prendere le sigarette e torno", e poi torna dopo 20 anni! E lei cosa fa? Invece di cambiare la serratura e farsi passare tutta Itaca per sfregio nei confronti del coglione in questione, lo aspetta per 20 anni facendo la tela.
                            se i romani non sono più quelli d'un tempo, forse anche i greci sono cambiati, anche se mi pare fossero parecchio disinvolti anche nell'antichità;

                            mah... dovessi giudicare dal temperamento attuale delle locali genti, la signora forse ha aspettato il monarca, ma non il sollazzo
                            ho un po' di esperienza personale e de relato, e in Grecia se una ragazza a 14 anni non si dà da fare la mandano dallo psicanalista, anche nelle famiglie più rigide
                            uomini piuttosto maschilisti, ma su un fondo di matriarcato e femminilità molto "potente" ed esigente
                            c'è del lardo in Garfagnana

                            Comment

                            • doxa
                              Opinionista
                              • 30/04/19
                              • 2659

                              #15
                              Vi ringrazio per la vostra collaborazione e per i simpatici commenti


                              Dante Gabriel Rossetti, Penelope, 1869 Andrew Lloyd Webber Collection

                              Penelope, figlia del re Icario di Sparta, come figura letteraria ha attraversato i secoli ed ha ispirato poeti e scrittori che hanno riscritto il suo mito.

                              L'epopea di Ulisse è anche quella di Penelope, segnata dalla speranza e dall'attesa di un ricongiungimento con la persona amata.

                              La moglie del protagonista viene presentata nell’Odissea come la sposa fedele e pudìca che attende il ritorno del marito e trasforma il proprio letto in “una fortezza inespugnabile”.

                              Omero nell’Odissea la definisce “sophrosyne” (= prudente).

                              Ovidio negli “Amores” sostiene che essa restò “incontaminata”. Nelle “Heroides” lo scrittore dà la parola a Penelope, che si strugge per l’assenza dell’amato consorte.

                              Invece nel manuale di mitografia titolato “Biblioteca”, suddiviso in tre libri, attribuito ad Apollodoro di Atene (180 a. C. – 120 circa a. C.), convenzionalmente indicato con il nome di “Pseudo Apollodoro”, questo autore riscrisse il finale dell’Odissea: Ulisse scopre Penelope insieme a uno dei Proci: Antinoo, il capo dei pretendenti, che viene ucciso per primo.

                              Se Penelope fosse nata nel nostro tempo cosa direbbe lei stessa delle versioni mitiche che la riguardano ?

                              Il mito, “demitizzato”, evidenzia Penelope non come una donna sottomessa e passiva, infatti riesce a governare Itaca per vent’anni e a tenere lontani dal trono 108 giovani pretendenti.

                              Nel poema omerico più volte compare nei suoi confronti gli epiteti “perifron” (= scaltra) e “metis” (= astuta”) come il marito.



                              John William Waterhouse, Penelope e i corteggiatori, olio su tela, 1912, Aberdeen Art Gallery & Museums, Regno Unito

                              Il dipinto raffigura alcuni corteggiatori; quello al centro tenta di offrirle un mazzo di fiori, ma lei, in compagnia delle sue ancelle, continua a lavorare al telaio. Quel suo voltare le spalle ai pretendenti evidenzia l’atteggiamento della donna nei loro confronti.
                              Last edited by doxa; 22-09-2024, 15:11.

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