zi zi e l'ho trovato...diciamo particolare!
Ecco il nuovo brano, lungo ma interessante: (non vorrei scandalizzare nessuno, se è troppo osè, cancellatelo e ne posterò un altro)
Caro Luca,
scusa se non ti ho scritto per tanto tempo, ma sai come son fatto in queste cose. Fra l'altro, anche se in realtà non faccio niente come al solito, mi sembra di essere impegnatissimo e non trovo mai un momento per stare in pace con me stesso. Anzi questa cosa mi angoscia un po'. La mattina c'è scuola, il pomeriggio vado a qualche riunione o sto col gruppo (sempre lo stesso che conosci tu), la sera idem, salvo le due o tre sere a settimana che tocca stare a casa per non far precipitare la situazione. Grandi novità non ce ne sono, anzi dirò di più è tutto esattamente lo stesso, con la differerenza che mi sta passando l'entusiasmo e la voglia di cambiare qualcosa. Amori niente. Col gruppo ci troviamo di fronte ai soliti casini di sempre, con sempre meno fiducia di riuscire a risolverli. Strippiamo a turno, oggi uno, domani un altro, discutiamo sugli strippi, scopriamo che dobbiamo imparare a parlarci, a comunicare, magari far l'amore tutti con tutti, e poi siamo sempre al punto di prima. Forse non arriviamo mai al punto, o forse siamo troppo vigliacchi per affrontare i problemi veri, i casini di fondo. Forse non c'è niente da fare, finchè non facciamo la rivoluzione. Però questo lo dicono gli stronzi tipo mio fratello, e mi ci roderebbe proprio il culo a dover finire col dargli ragione. Sto scrivendoti tutte queste cose per non arrivare al dunque, cioè a quello che ti volevo raccontare, anche perchè non ne ho ancora parlato con nessuno ed è molto meglio parlarne per lettera, meno imbarazzante. Dunque facciamoci coraggio. Naturalmente è strettissimamente riservato, perciò cerca di cucirti quella tua boccaccia di ciavatta. Allora... Che imbarazzo. Dunque, ti avevo parlato di quel tipo, Marcello, che è venuto a fare un dibattito a scuola nostra e con cui poi sono diventato abbastanza amico. La cosa ha avuto sviluppi nuovi. Sessuali. Ecco, l'ho detto. Strapperò la lettera? In realtà non è che teoricamente mi sconvolga tantissimo il fatto di avere rapporti omosessuali (in realtà mi sturbo anche solo a scrivere la parola), però in pratica questa storia mi fa un po' strippare. E' andata così. Innanzitutto c'è da dire che c'era (c'è?) un rapporto molto bello fra noi. Nel senso che io ci stavo molto bene, riuscivo a parlare con molta più tranquillità di quanto non faccia di solito, a tirar fuori un sacco di cose che restano dentro anche con te o con gli amici del gruppo. Forse perchè lui sembra estremamente tranquillo su tutto, come se non esistesse al mondo niente di sturbante o vergognoso. Forse perchè ne ho fatto una specie di secondo padre, o per qualche altra misteriosa ragione psicologica. In ogni modo per me era diventato un fatto molto importante quello di andare ogni tanto a trovarlo, parlargli dei cazzi miei, sentire lui. Avevamo parlato più volte di come fosse giusto "sessualizzare" anche i rapporti di amicizia fra persone dello stesso sesso, che il rapporto sessuale dovrebbe completare qualsiasi rapporto veramente bello, e tutte queste cazzate che sai benissimo anche tu e su cui siamo tutti d'accordo (in teoria). E fra noi un po' alla volta erano cadute molte inibizioni, per esempio ci abbracciavamo (a dire il vero lui mi abbracciava) e ogni tanto ci eravamo baciati. E la cosa mi andava benissimo, mi sembrava estremamente giusta e rivoluzionaria (si fa per dire). Poi un giorno è successo questo. Stavamo seduti vicini su un divano, sentendo un disco e chiacchierando molto bene. A un certo punto, senza dir nulla, anzi, continuando il discorso, Marcello mi tira fuori dai pantaloni la camicia e la maglietta e mi infila una mano sul petto, carezzandomi. Prima dappertutto, poi i capezzoli, poi la pancia. E' andato avanti per un po' mentre continuavamo a parlare (a dire il vero io mi sforzavo disperatamente di non smettere di parlare). Poi ha tirato fuori la mano, l'ha posata sul bottone dei jeans e ha detto con aria tranquillissima: "Vorrei carezzarti anche lì. Ti dispiace?". Io ho biascicato un no. In realtà quello che mi sconvolgeva di più era che mi si fosse rizzato, e che avrebbe capito che le carezze mi avevano eccitato. Sempre continuando il discorso (pazzesco) mi ha sbottonato il bottone, ha tirato giù la lampo, ha fatto scavalcare all'elastico delle mutande il pisello duro e lo ha preso in mano. Lo carezzava da tutte le parti, davanti, dietro, in punta, poi i peli e le palle fin dove arrivava la mano, e continuava a parlare! Solo che a quel punto non ce l'ho fatta più e mi sono ammutolito. Allora ha smesso di parlare anche lui, ha posato la testa sul mio torace e mi ha masturbato con dolcezza. Guardandomi il pisello, immagino. Alla fine mi ha pulito lui, sempre con molta dolcezza, e ha detto: "Spero non ti sia sturbato. In fondo è una cosa molto bella.". E poi si è messo a parlar d'altro. Questa è stata la prima volta. Me ne sono andato via un po' sconvolto, ma in fondo non tanto e un po' contento. La cosa però è continuata. Non sempre, sia chiaro. A volte. Una volta lui era seduto e io in piedi davanti a lui perchè stavo andando via. Ha detto "aspetta un momento" e prendendomi per i fianchi mi ha avvicinato a lui. Mi ha tirato giù i pantaloni e le mutande e lo ha preso in bocca che era ancora moscio ed è diventato duro dentro la sua bocca. Con una mano mi carezzava le palle, un dito dell'altra me lo ha infilato nel culo, e mi ha fatto un pompino. Un'altra volta ha detto (sempre tranquillissimo, porco ***) "vorrei far l'amore con te, ma vorrei vederti nudo". E io mi sono completamente spogliato, ci siamo stesi su un letto e mi ha baciato dappertutto, prima davanti, i capezzoli, l'ombelico, la piega delle gambe, l'uccello; poi mi ha aperto le cosce e mi ha leccato le palle e sotto, poi mi ha fatto mettere a quattro zampe e mi ha baciato la schiena, le chiappe e addirittura mi ha leccato il buco. Come potrai capire queste cose mi piacciono anche, parecchio direi, certe volte che a me andrebbe e lui non fa niente, quasi mi ci incazzo. Però ci sono varie cose che mi sturbano proprio. Per cominciare, io continuo a essere semiparalizzato, lascio fare tutto a lui e non mi passerebbe mai per la mente di essere io a proporlo. Fra l'altro io a lui non faccio niente, solo una volta si è tirato fuori il coso e mi ha preso la mano e ce l'ha messa attorno (sempre molto dolcemente) e io l'ho masturbato mentre lui masturbava me. Io però non farei mai nulla, anzi mi sconvolge parecchio l'idea di toccarlo o altre cose, non capisco bene il perchè. Marcello ha detto che è perchè finchè sono passivo non devo accettare fino in fondo la mia "componente omosessuale". Sarà, ma non capisco. Poi a volte mi sembra di essere in suo potere, che faccia con me quello che vuole lui senza che io possa decidere niente, e in questi momenti mi viene per lui un odio incredibile. E magari passo qualche giorno senza andare a trovarlo. Però alla fine prevale il fatto che per me è veramente un amico, che mi piace stare con lui e sento che è una delle poche persone, forse l'unica, che mi vuole veramente bene. So benissimo che se gli dicessi che non mi va più di darci al sesso, lui smetterebbe e continuerebbe lo stesso a essere mio amico. Però mi pare sbagliato chiedere una cosa del genere, vorrei risolvere questo casino, non sfuggire. E poi in fondo anche il sesso mi piace. Ma mi sturba. Che sarà? Tu che dici?
Chissà se ti manderò questa lettera. Se dovessi farlo, cerca di non lasciarla sul comodino di tua madre che già mi odia abbastanza e di non farla pubblicare dal "Corriere della Sera". Conto (ben poco) sulla tua riservatezza. E per favore mandami parole di comprensione, amore e consiglio.
Ti bacio il pisello (o non posso più scrivertelo?),
Tuo *****
Ecco il nuovo brano, lungo ma interessante: (non vorrei scandalizzare nessuno, se è troppo osè, cancellatelo e ne posterò un altro)
Caro Luca,
scusa se non ti ho scritto per tanto tempo, ma sai come son fatto in queste cose. Fra l'altro, anche se in realtà non faccio niente come al solito, mi sembra di essere impegnatissimo e non trovo mai un momento per stare in pace con me stesso. Anzi questa cosa mi angoscia un po'. La mattina c'è scuola, il pomeriggio vado a qualche riunione o sto col gruppo (sempre lo stesso che conosci tu), la sera idem, salvo le due o tre sere a settimana che tocca stare a casa per non far precipitare la situazione. Grandi novità non ce ne sono, anzi dirò di più è tutto esattamente lo stesso, con la differerenza che mi sta passando l'entusiasmo e la voglia di cambiare qualcosa. Amori niente. Col gruppo ci troviamo di fronte ai soliti casini di sempre, con sempre meno fiducia di riuscire a risolverli. Strippiamo a turno, oggi uno, domani un altro, discutiamo sugli strippi, scopriamo che dobbiamo imparare a parlarci, a comunicare, magari far l'amore tutti con tutti, e poi siamo sempre al punto di prima. Forse non arriviamo mai al punto, o forse siamo troppo vigliacchi per affrontare i problemi veri, i casini di fondo. Forse non c'è niente da fare, finchè non facciamo la rivoluzione. Però questo lo dicono gli stronzi tipo mio fratello, e mi ci roderebbe proprio il culo a dover finire col dargli ragione. Sto scrivendoti tutte queste cose per non arrivare al dunque, cioè a quello che ti volevo raccontare, anche perchè non ne ho ancora parlato con nessuno ed è molto meglio parlarne per lettera, meno imbarazzante. Dunque facciamoci coraggio. Naturalmente è strettissimamente riservato, perciò cerca di cucirti quella tua boccaccia di ciavatta. Allora... Che imbarazzo. Dunque, ti avevo parlato di quel tipo, Marcello, che è venuto a fare un dibattito a scuola nostra e con cui poi sono diventato abbastanza amico. La cosa ha avuto sviluppi nuovi. Sessuali. Ecco, l'ho detto. Strapperò la lettera? In realtà non è che teoricamente mi sconvolga tantissimo il fatto di avere rapporti omosessuali (in realtà mi sturbo anche solo a scrivere la parola), però in pratica questa storia mi fa un po' strippare. E' andata così. Innanzitutto c'è da dire che c'era (c'è?) un rapporto molto bello fra noi. Nel senso che io ci stavo molto bene, riuscivo a parlare con molta più tranquillità di quanto non faccia di solito, a tirar fuori un sacco di cose che restano dentro anche con te o con gli amici del gruppo. Forse perchè lui sembra estremamente tranquillo su tutto, come se non esistesse al mondo niente di sturbante o vergognoso. Forse perchè ne ho fatto una specie di secondo padre, o per qualche altra misteriosa ragione psicologica. In ogni modo per me era diventato un fatto molto importante quello di andare ogni tanto a trovarlo, parlargli dei cazzi miei, sentire lui. Avevamo parlato più volte di come fosse giusto "sessualizzare" anche i rapporti di amicizia fra persone dello stesso sesso, che il rapporto sessuale dovrebbe completare qualsiasi rapporto veramente bello, e tutte queste cazzate che sai benissimo anche tu e su cui siamo tutti d'accordo (in teoria). E fra noi un po' alla volta erano cadute molte inibizioni, per esempio ci abbracciavamo (a dire il vero lui mi abbracciava) e ogni tanto ci eravamo baciati. E la cosa mi andava benissimo, mi sembrava estremamente giusta e rivoluzionaria (si fa per dire). Poi un giorno è successo questo. Stavamo seduti vicini su un divano, sentendo un disco e chiacchierando molto bene. A un certo punto, senza dir nulla, anzi, continuando il discorso, Marcello mi tira fuori dai pantaloni la camicia e la maglietta e mi infila una mano sul petto, carezzandomi. Prima dappertutto, poi i capezzoli, poi la pancia. E' andato avanti per un po' mentre continuavamo a parlare (a dire il vero io mi sforzavo disperatamente di non smettere di parlare). Poi ha tirato fuori la mano, l'ha posata sul bottone dei jeans e ha detto con aria tranquillissima: "Vorrei carezzarti anche lì. Ti dispiace?". Io ho biascicato un no. In realtà quello che mi sconvolgeva di più era che mi si fosse rizzato, e che avrebbe capito che le carezze mi avevano eccitato. Sempre continuando il discorso (pazzesco) mi ha sbottonato il bottone, ha tirato giù la lampo, ha fatto scavalcare all'elastico delle mutande il pisello duro e lo ha preso in mano. Lo carezzava da tutte le parti, davanti, dietro, in punta, poi i peli e le palle fin dove arrivava la mano, e continuava a parlare! Solo che a quel punto non ce l'ho fatta più e mi sono ammutolito. Allora ha smesso di parlare anche lui, ha posato la testa sul mio torace e mi ha masturbato con dolcezza. Guardandomi il pisello, immagino. Alla fine mi ha pulito lui, sempre con molta dolcezza, e ha detto: "Spero non ti sia sturbato. In fondo è una cosa molto bella.". E poi si è messo a parlar d'altro. Questa è stata la prima volta. Me ne sono andato via un po' sconvolto, ma in fondo non tanto e un po' contento. La cosa però è continuata. Non sempre, sia chiaro. A volte. Una volta lui era seduto e io in piedi davanti a lui perchè stavo andando via. Ha detto "aspetta un momento" e prendendomi per i fianchi mi ha avvicinato a lui. Mi ha tirato giù i pantaloni e le mutande e lo ha preso in bocca che era ancora moscio ed è diventato duro dentro la sua bocca. Con una mano mi carezzava le palle, un dito dell'altra me lo ha infilato nel culo, e mi ha fatto un pompino. Un'altra volta ha detto (sempre tranquillissimo, porco ***) "vorrei far l'amore con te, ma vorrei vederti nudo". E io mi sono completamente spogliato, ci siamo stesi su un letto e mi ha baciato dappertutto, prima davanti, i capezzoli, l'ombelico, la piega delle gambe, l'uccello; poi mi ha aperto le cosce e mi ha leccato le palle e sotto, poi mi ha fatto mettere a quattro zampe e mi ha baciato la schiena, le chiappe e addirittura mi ha leccato il buco. Come potrai capire queste cose mi piacciono anche, parecchio direi, certe volte che a me andrebbe e lui non fa niente, quasi mi ci incazzo. Però ci sono varie cose che mi sturbano proprio. Per cominciare, io continuo a essere semiparalizzato, lascio fare tutto a lui e non mi passerebbe mai per la mente di essere io a proporlo. Fra l'altro io a lui non faccio niente, solo una volta si è tirato fuori il coso e mi ha preso la mano e ce l'ha messa attorno (sempre molto dolcemente) e io l'ho masturbato mentre lui masturbava me. Io però non farei mai nulla, anzi mi sconvolge parecchio l'idea di toccarlo o altre cose, non capisco bene il perchè. Marcello ha detto che è perchè finchè sono passivo non devo accettare fino in fondo la mia "componente omosessuale". Sarà, ma non capisco. Poi a volte mi sembra di essere in suo potere, che faccia con me quello che vuole lui senza che io possa decidere niente, e in questi momenti mi viene per lui un odio incredibile. E magari passo qualche giorno senza andare a trovarlo. Però alla fine prevale il fatto che per me è veramente un amico, che mi piace stare con lui e sento che è una delle poche persone, forse l'unica, che mi vuole veramente bene. So benissimo che se gli dicessi che non mi va più di darci al sesso, lui smetterebbe e continuerebbe lo stesso a essere mio amico. Però mi pare sbagliato chiedere una cosa del genere, vorrei risolvere questo casino, non sfuggire. E poi in fondo anche il sesso mi piace. Ma mi sturba. Che sarà? Tu che dici?
Chissà se ti manderò questa lettera. Se dovessi farlo, cerca di non lasciarla sul comodino di tua madre che già mi odia abbastanza e di non farla pubblicare dal "Corriere della Sera". Conto (ben poco) sulla tua riservatezza. E per favore mandami parole di comprensione, amore e consiglio.
Ti bacio il pisello (o non posso più scrivertelo?),
Tuo *****

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