Condanna a vita?

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  • mardock82
    Opinionista
    • 15/12/06
    • 1

    #361
    Secondo me una persona che non può piu vivere normalmente,godersi la vita come le eltre persone,che non può più accarezzare i suoi cari e di sua iniziativa decide di staccare la spina,deve esser rispettata e accontentata.
    Non c'é essuno all'infuori di noi stessi che deve decidere quando e come farci morire...Sono vicino a Welby e alla famiglia.

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    • conogelato
      Candle in the wind

      • 17/07/06
      • 66028

      #362
      Ragazzi, nemmeno il tribunale ha saputo prendere una decisione netta. Non ci riescono le istituzioni, nemmeno i politici che parlano spogliandosi delle loro tessere di partito (penso a Livia Turco), anche su questo forum ognuno ha dato la sua rispettabile opinione...forse la cosa migliore per difendere Welby e' fargli sentire che, comunque (e certo e' la cosa + bella) la sua vita ci st
      amate i vostri nemici

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      • beat
        My
        • 12/05/06
        • 5815

        #363
        mi vien da dire che forse non le ha scosse abbastanza..
        Siamo davvero "il popolo dell'oppio pietoso" come diceva Formigli al termine di un articolo "questo è il paese dell'ippoio pietoso, dell'eutanasia nascosta, della morte "per caso". Piergiorgio Welby vuole morire? State lontani dalla spina e fatelo sembrare un incidente: Natale non è il momento di buttarla in politica."
        va bè.. lasciamo perdere.
        [SIZE="1"]Non pi

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        • mat
          Il Magnifico
          • 20/05/05
          • 17786

          #364
          Stasera però sentivo parlare di indagine parlamentare conoscitiva sull'eutanasia clandestina.
          Comunque la cosa pazzesca è che se Welby avesse saputo prima il punto a cui sarebbe arrivato avrebbe potuto rifiutare le cure come altri hanno fatto.
          Però evidentemente purtroppo la sua malattia non ha permesso questa decisione, quindi anche a seconda delle malattie che colpiscono le persone i trattamenti sono differenti e le conseguenze per il malato pure.
          Moderatore Debate Square

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          • Matthias

            #365
            Tipico, nessuno si vuole prendere la responsabilit

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            • mat
              Il Magnifico
              • 20/05/05
              • 17786

              #366
              Mi sembra più o meno lo stesso concetto espresso con parole diverse.
              Stasera ad esempio hanno fatto vedere su RaiTre l'intervento di un malato di distrofia ad un festival canoro del Movimento per la Vita.
              Lui diceva che non chiederebbe mai quello che sta chiedendo Welby perchè non esiste il "diritto di morire", io lo rispetto, pur essendo la sua malattia in uno stadio molto meno avanzato evidentemente.
              Nessuno mai sono certo provocherà la fine di quest'uomo contro la sua volontà se lui non lo vuole.
              Ma gli altri?
              Quelli che hanno una concezione della vita diversa perchè non possono fare quello che chiedono?
              Il Tribunale di Roma ha deciso allo stato della legge, ma è evidente che nella normativa ci sono delle falle, tant'è che come denunciano gli stessi sostenitori di Welby, l'eutanasia è tranquillamente praticata, sebbene in modo clandestino.
              Moderatore Debate Square

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              • Xilinx23
                The Count
                • 01/06/05
                • 41139

                #367
                [QUOTE=conogelato;528031]Spero che molti di voi abbiano seguito 8 e mezzo di ieri, su La 7. Adesso ne so' molto di + su tutta la storia di Welby e sulla problematica che stiamo dibattendo. Se finanche un ministro di provata laicit
                Membro del Consiglio degli Admin


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                • beat
                  My
                  • 12/05/06
                  • 5815

                  #368
                  [QUOTE=mat612000;529413] tant'
                  [SIZE="1"]Non pi

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                  • Acquerapide

                    #369
                    Originariamente Scritto da beat Visualizza Messaggio
                    mi vien da dire che forse non le ha scosse abbastanza..
                    Siamo davvero "il popolo dell'oppio pietoso" come diceva Formigli al termine di un articolo "questo è il paese dell'ippoio pietoso, dell'eutanasia nascosta, della morte "per caso". Piergiorgio Welby vuole morire? State lontani dalla spina e fatelo sembrare un incidente: Natale non è il momento di buttarla in politica."
                    va bè.. lasciamo perdere.
                    Originariamente Scritto da beat Visualizza Messaggio
                    Eccerto, il giornalista che citavo prima ad un certo punto dice che uno degli esponenti cattolici particolarmente impegnato sul caso Welby a telecamere spente gli avrebbe detto "Piergiorgio bisogna sedarlo, sedarlo, sedarlo...sedarlo a tal punto da farlo morire"
                    Quello che interessa è solo non creare il precedente.. come se non fosse evidente che stanno solo rallentando questo processo, fermarlo è impossibile finchè ci saranno persone che rivendicheranno i propri diritti.
                    Quoto, non ci resta che constatare che l'apparenza conti molto più della sostanza, il principio molto più del caso singolo. Viene amaramente da chiedersi quanto importi veramente di quest'uomo da entrambe le barricate. Ognuno in fondo parla di Welby come medium per parlare di sè, delle proprie convinzioni.
                    Last edited by Ospite; 18-12-2006, 02:27.

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                    • Piotr Aleksejevic
                      Zar autocrate di tutte le Russie
                      • 24/11/05
                      • 7926

                      #370
                      [QUOTE=Acquerapide;529479]Quoto, non ci resta che constatare che l'apparenza conti molto pi
                      CONIGLIO MANNARO

                      "Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
                      Gianni-Emilio Simonetti

                      La calma

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                      • Acquerapide

                        #371
                        Ma io non parlavo di lui, io parlavo di noi. Welby accende un interruttore molto profondo in tutti quelli che si esprimono sull'argomento. Impossibile credo non sentirsi particolarmente coinvolti e finire a parlare di s

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                        • mat
                          Il Magnifico
                          • 20/05/05
                          • 17786

                          #372
                          Originariamente Scritto da Acquerapide Visualizza Messaggio
                          Ma io non parlavo di lui, io parlavo di noi. Welby accende un interruttore molto profondo in tutti quelli che si esprimono sull'argomento. Impossibile credo non sentirsi particolarmente coinvolti e finire a parlare di sè. Con ipocrisia, come negli esempi portati da beat, o con immedesimazione nel caso contrario.
                          Io però non metterei la discussione su questo piano, se cioè ci siano posizioni più rispettabili dal punto di vista morale rispetto ad altre.
                          Su chi sia ipocrita o meno.
                          Nella nostra società convivono tante culture e concezioni etiche e morali, tra di esse non trascurabile è quella religiosa e cattolica in particolare, secondo me, ragionare come se non esistesse significa un po' mettersi il paraocchi.
                          Mi sembra altrettanto evidente che chi imposta la propria moralità a principi religiosi aspiri legittimamente a vederli realizzati nell'ordinamento dello stato in cui vive, allo stesso modo in cui chi ha costruito il proprio sistema di valori su altre convinzioni (non religiose) vorrebbe vederle realizzate nell'ordinamento politico.
                          Contrapporre in un caso del genere due visioni antitetiche della vita e della libertà non aiuterà di sicuro il povero Welby ad affrontare la situazione che lo tormenta da vivo, io fossi nella sua situazione vorrei che fossero trovate delle soluzioni concrete al mio caso: possibilmente in armonia con i principi generali dell'ordinamento ma anche no (parlo per me).
                          Se io soffrissi come soffre lui e mi si proponesse di farla finita in modo clandestino e "illegale" penso che accetterei, penso che il mio obbiettivo primario sarebbe porre fine alle mie sofferenze in modo dignitoso, poco importa se legalmente o illegamente.
                          Tanto nessuno mi chiederà mai di renderne conto.
                          La differenza tra me e Welby, e qui forse sta lo scandalo più grosso, che disturba i politici i quali fanno delle gran chiacchere sui massimi sistemi ma non propongono nessuna soluzione pratica, è che lui, pur nella sua condizione tragica, ha avuto il coraggio di porsi a capo di un movimento d'opinione, ha avuto il coraggio di chiedere una soluzione alla politica prima ancora che alla magistratura ed ha fatto questo su un argomento che per forza riguarda tutti: la vita e la morte.
                          Anche difronte a tale fondamentale problema, la politica sta dimostrando per l'ennesima volta la propria incapacità e cattiva volontà, la sua subdola tendenza a risolvere i problemi sottobanco senza scontentare nessuno, senza rompere alleanze di potere.
                          Qui sta il vero scandalo della faccenda: se Welby accettasse una soluzione intermedia e clandestina credo che avrebbe smesso di soffrire da tempo, ma lui non s'accontenta, vuole lottare non solo per sè stesso, in questo credo sia da ammirare e rispettare più di tanti altri ominicchi che si riempono la bocca di grandi discorsi sperando solo di raccattare qualche pugno di voti.
                          Last edited by mat; 18-12-2006, 12:37.
                          Moderatore Debate Square

                          "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                          - P. Conte -


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                          • Acquerapide

                            #373
                            Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza Messaggio
                            Io però non metterei la discussione su questo piano, se cioè ci siano posizioni più rispettabili dal punto di vista morale rispetto ad altre.
                            Su chi sia ipocrita o meno.
                            L'ipocrisia che denuncio è quella politica che sentiamo spesso in questi giorni ed a cui si riferiva Beat. Concordo che non sempre chi è contrario è ipocrita, certo. Sarebbe un'ingenua illusione da parte mia crederlo.

                            Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza Messaggio
                            Nella nostra società convivono tante culture e concezioni etiche e morali, tra di esse non trascurabile è quella religiosa e cattolica in particolare, secondo me, ragionare come se non esistesse significa un po' mettersi il paraocchi.
                            Mi sembra altrettanto evidente che chi imposta la propria moralità a principi religiosi aspiri legittimamente a vederli realizzati nell'ordinamento dello stato in cui vive, allo stesso modo in cui chi ha costruito il proprio sistema di valori su altre convinzioni (non religiose) vorrebbe vederle realizzate nell'ordinamento politico.
                            Dissento, qui non parliamo della gestione di un bene comune: la democrazia ha due facce, una è il rispetto della volontà della maggioranza, una il rispetto delle autonomie delle minoranze, come lo sono sempre gli individui quando devono decidere su un campo che è per sua natura personale ed interiore. Ognuno in questo campo è solo davanti a sè. Non importa contarci per vedere se siamo di più "noi" che desideriamo che ria riconosciuta la liceità a porre fine alle sofferenze di una persona condannata, o "loro" che sono contrari, perchè non è una scelta di gestione tout court dello stato, ma tra scegliere tra un'imposizione e lasciare libero ognuno di gestirsi autonomamente; per questo non do la stessa qualifica alle due opinioni. Se votassimo un referendum ed io votassi SI voterei perchè io e chi lo desidera possa morire in pace, chi votasse NO voterebbe perchè io e chi lo desidera non sia accontentato. Non parliamo sullo stesso piano ma su due contrapposte visioni dello stato, "proibizionista" e non.
                            Last edited by Ospite; 18-12-2006, 13:46.

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                            • mat
                              Il Magnifico
                              • 20/05/05
                              • 17786

                              #374
                              Originariamente Scritto da Acquerapide Visualizza Messaggio
                              Dissento, qui non parliamo della gestione di un bene comune: la democrazia ha due facce, una è il rispetto della volontà della maggioranza, una il rispetto delle autonomie delle minoranze, come lo sono sempre gli individui quando devono decidere su un campo che è per sua natura personale ed interiore. Ognuno in questo campo è solo davanti a sè.
                              Certo.
                              Ma io credo che alla fine affrontare il problema che pone Welby si riduca a trovare una soluzione pratica per lui e quelli che sono nella sua stessa situazione e che ciò possa essere attuato alla luce del sole.
                              Il bene comune è costituito dalla necessità di individuare un comportamento e una procedura per chi sarà chiamato ad eseguire la decisone del malato che renda tale operazione lecita.
                              Non certo incoraggiata ma tollerata e quindi non perseguibile.
                              Adesso, infatti, già le norme esistenti permettono di non accanirsi terapeuticamente contro un malato terminale, il problema potrebbe essere risolvibile magari con una piccola modifica delle norme esistenti anche in modo che esse siano meglio coordinate tra loro.

                              Non importa contarci per vedere se siamo di più "noi" che desideriamo che ria riconosciuta la liceità a porre fine alle sofferenze di una persona condannata, o "loro" che sono contrari, perchè non è una scelta di gestione tout court dello stato, ma tra scegliere tra un'imposizione e lasciare libero ognuno di gestirsi autonomamente;
                              Ma infatti il problema non è la decisione del malato: essa è evidentemente lecita, il problema sono le conseguenze per chi tale decisone deve porre in essere, attualmente, purtroppo il sistema legale invoglia l'eutanasia clandestina proprio perchè sospendere le cure e provocare la morte del paziente può determinare l'incriminazione del medico o dei famigliari.
                              Lo stato interviene solo a questo punto (nel momento in cui la decisone del malato deve essere eseguita) non certo condizionando la volontà del malato.
                              Sul modo come realizzare la volontà del malato lo stato deve stabilire delle regole, certamente non deve intervenire nelle decisioni del malato imponendo dei divieti etici o morali, le decisoni sulla propria vita restano indiscutibilmente un fatto strettamente e inderogabilmente personale.


                              Se votassimo un referendum ed io votassi SI voterei perchè io e chi lo desidera possa morire in pace, chi votasse NO voterebbe perchè io e chi lo desidera non sia accontentato.
                              Non credo che un eventuale referendum il quesito sarebbe posto in questi termini e poi non trovo lo strumento del referendum (abrogativo) lo strumento adatto, quali sarebbero le norme da abrogare infatti?

                              Non parliamo sullo stesso piano ma su due contrapposte visioni dello stato, "proibizionista" e non. E' come, per esempio, se tutti gli italiani potessero essere chiamati ad esprimersi sulla questione se una persona possa fare un figlio o no. Non credo che siano aspirazioni legittime, e se lo sono le trovo ingiuste
                              Lo stato deve tutelare l'integrità fisica e la vita dei cittadini e pertanto coerentemente non può permettere che un medico, anche se richiesto dal paziente, esaudisca questo suo desiderio solo perchè il malato lo vuole.
                              Per assurdo, ma non troppo, si potrebbe arrivare a sostenere che il medico ha il dovere di sopprimere chiunque glielo chieda e che ritenga le proprie sofferenze intollerabili: ciò non può evidentemente essere.
                              La libera determinazione del malato è il punto di partenza ma non può essere anche il punto d'arrivo a meno che per eseguirla non sia richiesto l'intervento di un medico, però credo che in questo caso non si ponga nemmeno il problema.
                              Last edited by mat; 18-12-2006, 17:36.
                              Moderatore Debate Square

                              "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                              - P. Conte -


                              Angst essen Seele auf

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                              • Xilinx23
                                The Count
                                • 01/06/05
                                • 41139

                                #375
                                Una regolamentazione, a livello europeo, gi
                                Membro del Consiglio degli Admin


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