Sulla "decisione" di un singolo non posso esprimermi, perchè non ne ho il diritto, non conosco lui e la sua storia se non l'immagine mediata dai giornali, e presa sul singolo episodio.
Quel che so è che non siamo soli, ed i nostri gesti -anche il suicidio- riguardano anche gli altri, vanno contestualizzati.
In questo senso mi sembra ovvio che il ragazzo abbia subito un processo di umiliazione, di stigmatizzazione.
Il punto è che per qualche foglia di una pianta di cannabis non si umilia una persona: non è necessario e non produce nessun effetto positivo a lungo termine... Solo cicatrici. Cicatrici a cui non tutti arrivano, non tutti han la forza di cicatrizzare.
Anche in chiave proibizionista il processo di stigmatizzazione di un soggetto che non trae profitto commerciale dalla sostanza proibita, ma che ne trae semmai diletto personale è cosa profondamente stupida e controproducente.
Inviterei a riflettere tutti i mastini anti-droga su questo punto.
Quel che so è che non siamo soli, ed i nostri gesti -anche il suicidio- riguardano anche gli altri, vanno contestualizzati.
In questo senso mi sembra ovvio che il ragazzo abbia subito un processo di umiliazione, di stigmatizzazione.
Il punto è che per qualche foglia di una pianta di cannabis non si umilia una persona: non è necessario e non produce nessun effetto positivo a lungo termine... Solo cicatrici. Cicatrici a cui non tutti arrivano, non tutti han la forza di cicatrizzare.
Anche in chiave proibizionista il processo di stigmatizzazione di un soggetto che non trae profitto commerciale dalla sostanza proibita, ma che ne trae semmai diletto personale è cosa profondamente stupida e controproducente.
Inviterei a riflettere tutti i mastini anti-droga su questo punto.


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